All’interno della prossima Legge di Bilancio, il sostegno alle imprese e gli investimenti nelle rinnovabili sono i principali capitoli energetici in preparazione
Il governo sta lavorando alacremente per varare la prossima Legge di Bilancio, l’ultima di questa legislatura. Il Consiglio dei Ministri dovrebbe riunirsi oggi alle 12 per il via libera del testo definitivo.
A più di due settimane di distanza dal Documento programmatico di bilancio approvato il 13 ottobre, i dettagli della Manovra da 23,5 miliardi di euro non sono ancora noti, anche perché il governo sta attendendo il verdetto dell’Unione Europea sulle misure da finanziare con la flessibilità per Difesa ed Energia.
Al centro della manovra ci saranno famiglie, potenziamento della sanità e contenimento dei costi dell’energia. Su quest’ultimo fronte, il sostegno alle imprese e gli investimenti nelle rinnovabili sono i principali capitoli energetici in preparazione. Ecco le misure in esame.
RIDUZIONE DEI COSTI DELL’ELETTRICITÀ PER LE IMPRESE
Il Documento programmatico di bilancio prevede interventi a sostegno dei prezzi dell’energia elettrica per una parte dei consumi delle imprese. La finalità è contenere i costi di produzione e sostenere la competitività industriale.
MAGGIORI INCENTIVI AL FOTOVOLTAICO
Sono previsti maggiori contributi per gli investimenti in impianti fotovoltaici, in particolare nell’ambito delle misure destinate alle imprese. L’obiettivo è aumentare l’autoproduzione e ridurre la dipendenza dalla rete.
SOSTEGNO AL BIOMETANO E ALLA RICONVERSIONE DEGLI IMPIANTI A BIOGAS
La manovra dovrebbe rafforzare i contributi per gli investimenti nel biometano e per la riconversione degli impianti a biogas. Si tratta di interventi che possono favorire la produzione nazionale di gas rinnovabile, valorizzando anche le filiere agricole. La disciplina concreta dovrà essere specificata nel disegno di legge.
ENERGY RELEASE ESTESA ALLE PMI
È allo studio l’estensione a un numero maggiore di piccole e medie imprese di un meccanismo che consente di accedere all’elettricità a prezzo calmierato. L’attuale Energy Release 2.0 è riservata alle imprese energivore e lega l’energia anticipata alla realizzazione di nuovi impianti rinnovabili. L’apertura alle PMI è una proposta politica, non ancora una misura approvata.
UNA POSSIBILE “HYDRO RELEASE”
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica sta valutando un meccanismo per mettere a disposizione di alcune categorie di consumatori una quota dell’energia prodotta dalle grandi centrali idroelettriche a condizioni economiche calmierate.
L’ipotesi potrebbe essere collegata al rinnovo delle concessioni idroelettriche, ma restano da definire beneficiari e condizioni, oltre al confronto con la Commissione Europea.
IPERAMMORTAMENTO E SCONTI SULL’ENERGIA
È previsto il rafforzamento dell’iperammortamento per le imprese. Si valutano anche sconti sull’energia per chi installa impianti da fonti rinnovabili, sul modello dell’energy release.
BONUS CASA E SUPERBONUS
Le detrazioni per le ristrutturazioni potrebbero restare al 50%, mentre l’Ecobonus potrebbe arrivare fino al 65%. Per chi è rimasto coinvolto nelle irregolarità del Superbonus si valuta la possibilità di regolarizzare le posizioni sanzionabili versando un’imposta sostitutiva.
BONUS ELETTRODOMESTICI
Da valutare ci sono anche potenziali misure che impatteranno sui bonus casa. Si va verso la proroga anche per il 2027 del bonus elettrodomestici. Sarebbe invece ancora appeso alla trattativa con l’Unione europea sulla Nec per l’energia il tema dei bonus edilizi.
Il bonus casa oggi è al 50% sulla prima casa e al 36% sulla seconda, ma senza una proroga dal 2027 scende rispettivamente al 36% e al 30%. L’Ecobonus potrebbe arrivare fino al 65%. Invece per chi è rimasto coinvolto nelle irregolarità del Superbonus si valuta la possibilità di regolarizzare le posizioni sanzionabili versando un’imposta sostitutiva.
LA CNA CHIEDE UN MILIARDO L’ANNO PER L’ENERGIA
Intanto, la CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) chiede un miliardo di euro l’anno per aiutare le piccole imprese a produrre energia, meno liquidità immobilizzata dal fisco e incentivi per evitare che attività sane chiudano quando il titolare si ritira. La CNA chiede di concentrare le risorse su investimenti, lavoro e continuità delle imprese, con strumenti capaci di sostenere la crescita anche dopo la conclusione del PNRR.
La prima proposta è un Fondo per l’autoconsumo da un miliardo di euro l’anno nel 2027 e nel 2028 per impianti rinnovabili fino a 200 Kw nelle micro e piccole imprese. La CNA chiede anche di rifinanziare fino al 2030 gli incentivi alle comunità energetiche.
Per quanto concerne invece gli oneri di sistema, secondo la CNA le piccole imprese sostengono circa la metà dei 13 miliardi complessivi, e chiede quindi di intervenire sulla loro distribuzione.

