Nel non-paper presentato al Consiglio Energia, la richiesta di esenzioni dagli obblighi climatici per i carburanti destinati a difesa ed emergenze. Il taglio della capacità tradizionale, sostengono i firmatari, deve seguire il calo reale della domanda.
Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Italia, Polonia e Slovacchia chiedono alla Commissione europea una strategia di lungo periodo per la raffinazione europea. Secondo i sei Paesi, nuove chiusure di impianti aumenterebbero la dipendenza dai prodotti importati e indebolirebbero la capacità dell’Europa di reagire alle crisi. Tra le richieste ci sono esenzioni mirate dagli obblighi climatici per i carburanti destinati alle forze armate e ai sistemi di emergenza, una protezione efficace delle raffinerie dal rischio di carbon leakage nel sistema ETS e accesso ai finanziamenti per decarbonizzare e riconvertire gli impianti.
Il principio di fondo è che la riduzione della capacità convenzionale debba seguire l’effettivo calo della domanda, la disponibilità di alternative e la tenuta delle catene di approvvigionamento regionali. Le proposte sono contenute in un non-paper portato al Consiglio Trasporti, telecomunicazioni ed energia (oggi pomeriggio è prevista una sessione dedicata alle raffinerie) come punto informativo tra le “varie”.
DIFESA ED EMERGENZE, ESENZIONI DAGLI OBBLIGHI CLIMATICI PER I CARBURANTI MILITARI
La richiesta più netta riguarda la sicurezza. Produzione, stoccaggio e consegna affidabili di carburante, si legge nel documento, sono indispensabili per le forze armate, la mobilità militare, i servizi di emergenza e il funzionamento delle infrastrutture critiche. Per questo i firmatari chiedono che la legislazione europea riconosca esplicitamente queste esigenze.
IL GREGGIO NON BASTA: LA DIPENDENZA DA PRODOTTI RAFFINATI, ZOLFO ED ELIO
Il documento parte dalla crisi in Medio Oriente, che secondo i sei Paesi ha mostrato quanto conti l’accesso alle risorse strategiche, compresi i carburanti raffinati. I combustibili liquidi restano essenziali per trasporti, agricoltura, aviazione, attività marittime, servizi di emergenza e difesa. Elettrificazione, efficienza energetica e carburanti alternativi ne ridurranno gradualmente il consumo, ma la transizione procederà a velocità diverse tra settori e Stati membri. Per questo, sostengono i firmatari, servono capacità di produzione e distribuzione adeguate finché queste esigenze resteranno.
OLTRE IL QUADRO DI BREVE PERIODO DELLA COMMISSIONE
I firmatari accolgono con favore l’intenzione della Commissione di definire un quadro di breve periodo per ottimizzare capacità ed efficienza delle raffinerie Ue, come indicato nelle conclusioni del Consiglio europeo del 15-16 ottobre 2026. Lo considerano però un passo necessario ma non sufficiente. L’Europa, si legge nel testo, ha bisogno anche di una visione complessiva di lungo periodo, che rafforzi resilienza e competitività della raffinazione, sia fossile sia rinnovabile, e garantisca agli Stati membri l’accesso a una capacità adeguata.
SCORTE, DISTRIBUZIONE E FIANCO EST NEI PIANI DI EMERGENZA
Su cosa debba contenere la strategia, il non-paper indica diversi punti. Il primo riguarda resilienza e distribuzione geografica. Il secondo punto riguarda la capacità operativa degli impianti. Un capitolo riguarda poi il quadro normativo. Le raffinerie europee, sostengono i sei Paesi, devono poter competere in condizioni che non spingano a spostare produzione ed emissioni fuori dall’Ue. E qui proprio il carbon leakage ha un punto dedicato.
FINANZIAMENTI PER LA RICONVERSIONE: BIOCARBURANTI, SAF E IDROGENO. LE MATERIE PRIME
Il tema della trasformazione porta al nodo dei finanziamenti. Secondo il documento, le raffinerie europee mettono a disposizione infrastrutture industriali, competenze tecniche e processi integrati utili per carburanti rinnovabili, carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF), progetti legati all’idrogeno e altre tecnologie a basse emissioni. Garantire l’accesso ai finanziamenti è quindi decisivo per sviluppare queste tecnologie e per decarbonizzare e riconvertire gradualmente gli impianti, dove tecnicamente ed economicamente sensato. L’ultimo punto riguarda le materie prime per i biocarburanti. Il quadro Ue, chiedono i firmatari, deve garantire l’accesso a materie prime europee prodotte in modo sostenibile.
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