Skip to content
italgas

Italgas, investimenti record a 1,1 miliardi nei nove mesi: utile adjusted a 585,5 milioni (+18,3%)

L’Ebitda adjusted sale del 17% e supera 1,6 miliardi, mentre le sinergie con 2i Rete Gas arrivano al 48,5% dell’obiettivo 2032. Firmato l’accordo per entrare in Floene, in Portogallo, con un’operazione da circa 120 milioni.

Nei primi nove mesi del 2026 Italgas ha investito 1.102,1 milioni di euro, il 42,5% in più dello stesso periodo del 2025, e ha aumentato a doppia cifra tutti i principali margini. I ricavi totali adjusted salgono a 1.981,7 milioni (+10,1%) e l’Ebitda adjusted a 1.601,4 milioni (+17%). L’Ebit adjusted arriva a 1.045,7 milioni (+18,3%), mentre l’utile netto adjusted attribuibile al Gruppo raggiunge 585,5 milioni (+18,3%). Il flusso di cassa operativo è stato di 1.174,9 milioni, e l’indebitamento finanziario netto, esclusi gli effetti Ifrs 16 e Ifric 12, si attesta a 10.907,8 milioni.

A spingere i conti sono il consolidamento di 2i Rete Gas, nel perimetro dal 1° aprile 2025, e le sinergie già ottenute, pari a 136 milioni. La cifra corrisponde al 48,5% dell’obiettivo di 280 milioni al 2032 e supera già il target fissato per il 2026. Dopo la chiusura del trimestre il gruppo ha inoltre firmato un accordo vincolante per acquisire Meet Europe Natural Gas, titolare del 22,5% di Floene, principale distributore di gas in Portogallo, per circa 120 milioni di euro. I risultati consolidati al 30 settembre sono stati approvati il 29 ottobre a Milano dal consiglio di amministrazione presieduto da Paolo Ciocca.

GALLO: “20 IMPIANTI DI BIOMETANO CONNESSI ALLE NOSTRE RETI”

Per il vertice del gruppo il dato principale è quello degli investimenti. “Con oltre 1,1 miliardi di euro di investimenti, il valore più elevato mai realizzato dal Gruppo nei primi nove mesi, stiamo proseguendo nello sviluppo di reti sempre più flessibili e in grado di accogliere quote crescenti di gas rinnovabili: ad oggi sono 20 gli impianti di biometano connessi alle nostre reti”, ha spiegato l’amministratore delegato Paolo Gallo. “Tutti i principali indicatori economici hanno confermato una crescita a doppia cifra”, ha aggiunto, attribuendo l’aumento dell’utile al contributo del nuovo perimetro di 2i Rete Gas e “al rapido conseguimento delle sinergie operative”. Secondo Gallo, “la combinazione di investimenti, innovazione e disciplina operativa continua a rafforzare la nostra leadership europea nelle infrastrutture energetiche”.

Il presidente Ciocca ha invece sottolineato la coerenza con la strategia. “I risultati dei primi nove mesi del 2026 confermano la validità delle scelte strategiche degli ultimi anni e la capacità del Gruppo di tradurle in crescita e creazione di valore duraturo per tutti gli stakeholders”, ha detto. “In un contesto internazionale caratterizzato da forte complessità geopolitica, Italgas continua a lavorare al servizio della sicurezza energetica e della competitività dei territori, facendo leva su infrastrutture resilienti, innovazione tecnologica e solidità industriale”.

RICAVI A 1,98 MILIARDI, COSTI OPERATIVI GIÙ DI 51,3 MILIONI

Il miglioramento dei margini parte dai ricavi. Quelli regolati della distribuzione gas salgono a 1.860,9 milioni, con un aumento di 146,4 milioni (+8,5%). A trainarli sono il nuovo perimetro di 2i Rete Gas e la crescita della Rab, il capitale investito riconosciuto dal regolatore, grazie agli investimenti del 2025. Questi due fattori hanno più che compensato i minori ricavi dovuti alle cessioni chieste dall’Antitrust. Gli altri ricavi scendono invece a 120,8 milioni (-19,6 milioni), soprattutto per il calo delle attività di efficienza energetica.

Anche i costi hanno contribuito al risultato. Quelli operativi adjusted scendono a 380,3 milioni, 51,3 milioni in meno rispetto ai primi nove mesi del 2025, nonostante l’ingresso di 2i Rete Gas. Il calo, spiega la società, viene da sinergie ed efficienze e dalla riduzione dei costi legati all’efficienza energetica. A perimetro costante, cioè includendo anche i dati di 2i Rete Gas del primo trimestre 2025, la riduzione è di 100,7 milioni (-19,3%).

SINERGIE A 136 MILIONI, SUPERATO IN ANTICIPO L’OBIETTIVO 2026

Questa riduzione dei costi è il frutto dell’integrazione con 2i Rete Gas. Rispetto alla base di costi del 2023, le sinergie e le efficienze cumulate, comprese quelle ottenute al 31 dicembre 2025, ammontano a 136 milioni. Il valore supera già l’obiettivo di circa 130 milioni previsto per il 2026 dal Piano strategico 2026-2032. Hanno contribuito il riordino delle applicazioni e dei contratti informatici, la nuova organizzazione territoriale della reperibilità per il pronto intervento e l’avanzamento del piano di efficienza energetica degli impianti. Prosegue inoltre l’adozione di soluzioni di intelligenza artificiale “agentica” a supporto del business.

AMMORTAMENTI, ONERI E TASSE: PESA L’IRAP DEL DECRETO BOLLETTE

Scendendo nel conto economico, il nuovo perimetro pesa anche su ammortamenti e oneri finanziari. Gli ammortamenti e le svalutazioni salgono a 555,7 milioni (+70,4 milioni). Gli oneri finanziari netti adjusted crescono a 195,9 milioni (+29,3 milioni), per il debito di 2i Rete Gas consolidato dal 1° aprile 2025, per l’emissione in due tranche di marzo 2025 e per il bond da 750 milioni emesso ad aprile 2026 nell’ambito del programma Emtn. Quest’ultimo serve a coprire in anticipo future esigenze di rifinanziamento. I proventi netti da partecipazioni salgono a 8,3 milioni (+2,2 milioni).

Sul fronte fiscale pesa la manovra del governo sull’energia. Le imposte adjusted aumentano a 248,7 milioni (+45,2 milioni), soprattutto per l’aumento del 2% dell’Irap previsto dal decreto legge 21/2026, il decreto bollette, oltre che per il maggiore utile ante imposte. L’effetto è stato in parte compensato dal recupero di perdite fiscali pregresse all’estero. Il tax rate adjusted sale così al 29%, dal 28,1% dei primi nove mesi del 2025. Senza il recupero delle perdite estere sarebbe stato del 30,7%.

SPECIAL ITEM E RISULTATI REPORTED

I dati adjusted escludono alcune voci straordinarie (special item). La prima sono oneri netti per 9,9 milioni, più 1,2 milioni di oneri finanziari, dovuti alla sentenza del Tribunale di Roma del 24 marzo 2026 sul contenzioso tra Italgas Reti e il Comune di Roma. La seconda sono 13,3 milioni di costi per i compensi in azioni legati al piano di azionariato diffuso IGrant e al piano di coinvestimento per i manager. La terza sono 4,3 milioni di oneri per l’integrazione di 2i Rete Gas, le cessioni chieste dall’Antitrust e le operazioni di M&A. Considerando anche queste voci, l’Ebitda è di 1.573,9 milioni (+12%), l’Ebit di 1.018,2 milioni (+10,6%) e l’utile netto attribuibile al Gruppo di 565,1 milioni (+9,7%), con ricavi totali a 1.981,7 milioni (+6,8%).

INVESTIMENTI: DIGITALIZZAZIONE DELLE RETI A +46,6%

Tornando agli investimenti, la crescita si concentra su reti e digitalizzazione, in Italia e in Grecia. La distribuzione gas assorbe 661,9 milioni (+33,9%), di cui 600,4 milioni per sviluppo e manutenzione delle reti e 61,5 milioni per nuove reti. La digitalizzazione arriva a 260,4 milioni (+46,6%), spinta soprattutto dall’aggiornamento tecnologico della rete ereditata da 2i Rete Gas. Gli altri investimenti salgono a 179,8 milioni. Di questi, 77,6 milioni riguardano il settore immobiliare, compreso l’acquisto dell’edificio di via Carlo Bo a Milano, 41,9 milioni l’informatica e 51,1 milioni diritti d’uso e concessioni. Proseguono anche gli investimenti nel settore idrico, per migliorare efficienza, qualità del servizio e infrastrutture.

CASSA E DEBITO: INDEBITAMENTO NETTO A 10,9 MILIARDI

Per finanziare questi investimenti il gruppo ha potuto contare soprattutto sulla cassa generata. Il flusso di cassa operativo è stato di 1.174,9 milioni, 168 milioni in più rispetto ai primi nove mesi del 2025. Insieme ai 254,5 milioni incassati dalle cessioni chieste dall’Antitrust, questa liquidità ha coperto per intero gli investimenti netti e l’acconto per l’Atem Torino 5, e in parte i dividendi. L’indebitamento finanziario netto, esclusi gli effetti Ifrs 16 e Ifric 12, sale a 10.907,8 milioni, 174 milioni in più rispetto a fine 2025. Comprendendo tutte le componenti arriva a 11.026,3 milioni. Le disponibilità liquide ammontano a 682,5 milioni, depositate soprattutto a breve termine presso grandi banche.

Il debito finanziario e obbligazionario, pari a 11.726,5 milioni, è composto per 8.683,5 milioni da obbligazioni, per 1.065,2 milioni da finanziamenti Bei, per 1.859,3 milioni da debiti bancari e per 118,5 milioni da debiti Ifrs 16 e Ifric 12. Il debito a tasso fisso pesa per l’80% del totale, contro il 79,8% di fine 2025.

GAS VETTORIATO A +23,6%, MENO COMUNI DOPO LE CESSIONI ANTITRUST

Sul piano operativo, le cessioni imposte dall’Antitrust hanno ridotto le dimensioni della rete, ma non i volumi trasportati. Il gas vettoriato sale a 8.717 milioni di metri cubi (+23,6%). I contatori attivi scendono invece a 12,562 milioni (-2,2%), i comuni in concessione a 4.193 (-3,3%) e la rete a 153.148 chilometri (-2,1%). Dal 31 dicembre 2025 la struttura del gruppo è cambiata anche per la nascita di Italgas Properties, separata da Italgas Reti, che gestisce il patrimonio immobiliare e i servizi di facility management. Nel terzo trimestre si sono inoltre concluse le cessioni chieste dall’Antitrust.

DISTRIBUZIONE GAS E SERVIZIO IDRICO, I CONTI PER SETTORE

Guardando ai singoli settori, la distribuzione gas genera ricavi adjusted per 1.915,2 milioni, un Ebitda adjusted di 1.574,1 milioni e un Ebit adjusted di 1.047,7 milioni. Il servizio idrico registra 69,3 milioni di ricavi, 27 milioni di Ebitda, 3,7 milioni di Ebit e 8,3 milioni di utile netto adjusted. Includendo pro quota Acqualatina e Siciliacque, dati non sottoposti a revisione, i ricavi salgono a 151,9 milioni e l’Ebitda a 50,9 milioni.

EMISSIONI GIÙ DEL 5,3% A PERIMETRO COSTANTE

Accanto ai conti, il comunicato riporta i risultati ambientali. Nella distribuzione gas a perimetro costante, le emissioni Scope 1 e 2 market-based scendono del 5,3%, a 91,2 mila tonnellate di CO2 equivalente, grazie al calo delle emissioni fuggitive (-5,2%) e di quelle da combustibili fossili (-5,3%). L’indicatore delle perdite, cioè il gas disperso per chilometro di rete controllata, scende a 31,4 metri cubi standard per chilometro, da 34,5 dei primi nove mesi del 2025. Nel complesso il gruppo emette 210,8 mila tonnellate. Il dato non è confrontabile con il 2025 per il diverso periodo di consolidamento di 2i Rete Gas.

Lo stesso vale per i consumi di energia. Nella distribuzione a perimetro costante calano dell’8%, a 271,2 terajoule, per la sostituzione delle caldaie di preriscaldo del gas, l’ottimizzazione degli impianti e la digitalizzazione del monitoraggio. Il totale del gruppo è di 762,9 terajoule. L’aumento di 2,3 terajoule rispetto al 2025 si deve al consolidamento di 2i Rete Gas. Nel servizio idrico i consumi calano di 59,5 terajoule, grazie alla fine della siccità del 2025 e a nuovi impianti più efficienti.

BIOMETANO, IDROGENO E RETI: I FATTI DEI NOVE MESI

Sul fronte dei gas rinnovabili, nei nove mesi sono stati collegati alla rete impianti di biometano a Porto Tolle, Zinasco, Druento, Saluzzo e Aprilia. Il 26 marzo Hyround, l’impianto di idrogeno verde di Sestu (Cagliari), ha ottenuto la certificazione Iscc Rfnbo. È il primo impianto in Italia collegato direttamente a una rete cittadina del gas. Il 28 maggio è stata completata la conversione della rete di Sassari dall’aria propanata al gas naturale. Il 16 giugno a Torre de’ Passeri è stato firmato con Mase, Cig e Sgi un protocollo per un progetto pilota di miscela gas-idrogeno. Il 19 giugno a Gazzo Veronese è stato inaugurato un impianto di Digital Reverse Flow, che aumenta la capacità della rete di ricevere biometano. Le cessioni di attività in 12 Atem chieste dall’Antitrust sono state completate il 1° marzo, il 1° aprile e il 1° maggio.

CONTENZIOSI E REGOLAZIONE: ROMA, PORDENONE E IL NUOVO PERIODO TARIFFARIO

Sul piano legale, nel contenzioso con Roma Capitale il Tribunale di Roma ha ridimensionato in primo grado le richieste di entrambe le parti, con effetti sostanzialmente compensativi. È in corso l’appello. Il 31 marzo il Tar Friuli-Venezia Giulia ha accolto il ricorso di Italgas Reti sulla gara dell’ambito di Pordenone, che è stata annullata e dovrà essere ripubblicata.

Diversi anche i fronti regolatori aperti da Arera. L’Autorità ha avviato il procedimento per il settimo periodo regolatorio del trasporto gas, dal 2028, e una consultazione sulla “virtual pipeline” per l’uscita dal carbone in Sardegna, operativa dal 1° gennaio 2027. Con il documento di consultazione 267/2026 ha poi proposto i criteri Ross, un nuovo modello di riconoscimento dei costi, per distribuzione e misura dal 2028. Su questi ultimi due documenti Italgas ha presentato le proprie osservazioni.

FUNDING E RATING: BOND DA 750 MILIONI, OUTLOOK POSITIVO DA MOODY’S

Per finanziarsi, l’8 aprile il gruppo ha firmato una linea di credito revolving sustainability-linked da 900 milioni, legata a obiettivi su emissioni e presenza femminile nei ruoli di responsabilità. Il 9 aprile ha collocato un bond a tasso fisso da 750 milioni con scadenza 2032 e cedola del 3,625%, con richieste pari a oltre 2,5 volte l’offerta. Il 7 luglio ha ottenuto dalla Bei un finanziamento da 250 milioni per l’efficienza energetica. Il 9 luglio la Consob ha approvato il rinnovo del programma Emtn, con il tetto massimo alzato da 5 a 7 miliardi. Sul fronte dei rating, Moody’s ha migliorato l’outlook da stabile a positivo confermando il Baa2, mentre S&P e Fitch hanno confermato il BBB+ con outlook stabile.

RICONOSCIMENTI ESG E ALLEANZE EUROPEE

Il gruppo ha raccolto anche diversi riconoscimenti ambientali, sociali e di governance (ESG). Italgas è stata inclusa per il settimo anno nel Sustainability Yearbook di S&P Global, con 92/100, è stata confermata negli indici Dow Jones Best in Class e ha ottenuto il rating AAA di Msci. Il titolo è inoltre entrato per il nono anno nel FTSE4Good. Sono stati firmati accordi di collaborazione con il Giappone e con la spagnola Nedgia. L’11 settembre, a Parigi, Italgas, Cadent e GRDF hanno dato vita alla Green Gas Innovation Alliance. A ottobre il gruppo ha ottenuto per il sesto anno il “Gold Standard” dell’Imeo sulle emissioni di metano, confermando l’obiettivo di ridurre del 72% le perdite di gas rispetto al 2020.

DOPO LA CHIUSURA: TORINO 5, FLOENE E LA SENTENZA SU VICENZA 2

Le novità sono proseguite anche dopo la chiusura del trimestre. Dal 1° ottobre Italgas Reti gestisce la distribuzione del gas nell’Atem Torino 5, che comprende 76 comuni del Canavese, con un contratto di 12 anni e investimenti previsti per oltre 87 milioni. Nello stesso giorno Geoside ha acquisito il 10% della società energetica PTE. Sono stati inoltre eseguiti gli aumenti di capitale per i piani IGrant e Stock Grant, con 584.918 nuove azioni. L’accordo per Floene resta subordinato alle autorizzazioni delle autorità competenti. A ottobre sono entrati in rete gli impianti di biometano di Caivano, Borgo San Dalmazzo e San Giorgio Bigarello, portando il totale a 20. Il 2 ottobre il Tar Veneto ha accolto il ricorso di Italgas Reti sulla gara per l’ambito Vicenza 2.

OUTLOOK: 13 MILIARDI DI INVESTIMENTI AL 2032 E LEVERAGE IN CALO

Guardando avanti, il gruppo punta a rafforzarsi come leader europeo della distribuzione del gas, con acquisizioni, innovazione digitale e intelligenza artificiale. Il programma prevede 13 miliardi di investimenti nel periodo 2026-2032 e conferma l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. Per il 2026 la società stima una domanda di gas in Italia stabile o in leggera crescita. Le tensioni in Medio Oriente e in Ucraina, precisa, non hanno finora avuto effetti significativi sulla gestione né sugli investimenti. Nel medio periodo Italgas prevede di ridurre il rapporto tra debito netto e Rab, mantenendo la flessibilità finanziaria per cogliere nuove occasioni di crescita.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su