Ai giovani ricercatori Magherini e Trevisi il riconoscimento per studi su particelle nell’acqua e ventoplani, due premi a dottorandi da Kenya e Sudafrica. Bandi 2027 aperti fino al 20 novembre.
Una chimica del fluoro più sicura per batterie, farmaci e agricoltura, modelli quantistici per progettare materiali che catturano la CO2 dall’aria e un processo catalitico per riciclare polietilene e polipropilene senza perdita di qualità. Sono le ricerche premiate con i tre riconoscimenti principali dell’Eni Award 2026. I vincitori sono Véronique Gouverneur della University of Oxford, Laura Gagliardi della University of Chicago e John F. Hartwig della University of California, Berkeley.
La cerimonia si è svolta ieri a Roma, al Palazzo del Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della presidente di Eni Giuseppina di Foggia e dell’amministratore delegato Claudio Descalzi. Sono stati premiati anche due giovani ricercatori italiani, due dottorandi africani, tre progetti nati all’interno del gruppo Eni e tre startup, queste ultime con la menzione speciale “Eni Joule for Entrepreneurship”. La notizia è stata comunicata da Eni.
DICIOTTO EDIZIONI E SEI PREMI NOBEL NELLA COMMISSIONE SCIENTIFICA
Il premio, giunto alla diciottesima edizione, è riconosciuto a livello internazionale e si concentra su energia e ambiente. Secondo l’azienda, sono temi su cui è sempre più urgente promuovere la collaborazione all’interno della comunità scientifica.
L’iniziativa, spiega Eni, testimonia il peso che ricerca e innovazione tecnologica hanno per il gruppo e il suo impegno per la sostenibilità e l’accesso all’energia, in linea con i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Dalla nascita del premio, nel 2008, la commissione scientifica che valuta le candidature ha coinvolto scienziati dei principali istituti di ricerca del mondo, tra cui sei premi Nobel.
TRANSIZIONE ENERGETICA, A GOUVERNEUR IL PREMIO PER LA CHIMICA DEL FLUORO
Dei tre riconoscimenti principali, il premio Transizione energetica premia le migliori innovazioni per decarbonizzare il sistema energetico. È andato a Véronique Gouverneur, professoressa alla University of Oxford, nel Regno Unito. Il suo lavoro ha aperto nuove prospettive nella chimica del fluoro, con processi più sicuri e sostenibili per produrre composti usati nelle batterie, nei farmaci e nei prodotti per l’agricoltura. Queste tecnologie evitano la produzione di acido fluoridrico, una sostanza altamente critica, e riducono consumi energetici e impatto ambientale. Gouverneur ha inoltre dimostrato che il fluoro può essere recuperato dai rifiuti industriali, in un’ottica di economia circolare.
FRONTIERE DELL’ENERGIA, A GAGLIARDI PER LE “SPUGNE MOLECOLARI” CHE CATTURANO LA CO2
Il premio Frontiere dell’energia, dedicato alle ricerche che potranno cambiare il modo di produrre e usare energia in futuro, è stato assegnato a Laura Gagliardi, professoressa alla University of Chicago, negli Stati Uniti. Gagliardi ha sviluppato modelli matematici avanzati, basati sulla meccanica quantistica, che prevedono le proprietà dei materiali prima ancora di realizzarli in laboratorio, accelerando la sperimentazione.
Il suo lavoro riguarda la progettazione di nuovi materiali per energia e ambiente. Tra questi ci sono le strutture reticolari, vere e proprie “spugne molecolari” in grado di catturare l’anidride carbonica direttamente dall’aria e di raccogliere acqua dall’umidità atmosferica. Le sue ricerche contribuiscono anche a rendere più efficienti i processi catalitici.
SOLUZIONI AMBIENTALI AVANZATE, A HARTWIG PER IL RICICLO DELLA PLASTICA
Il terzo riconoscimento principale, Soluzioni ambientali avanzate, premia le ricerche per tutelare e usare in modo sostenibile le risorse naturali. È andato a John F. Hartwig della University of California, Berkeley. Hartwig ha sviluppato un processo catalitico sostenibile e applicabile su larga scala che scompone polietilene e polipropilene, tra le plastiche più diffuse al mondo, nei loro componenti di base. Questi possono essere riutilizzati per produrre nuovi materiali senza perdita di qualità. L’innovazione favorisce un riciclo circolare della plastica, riducendo rifiuti, consumo di materie prime fossili ed emissioni.
GIOVANE RICERCATORE DELL’ANNO A MAGHERINI E TREVISI: PARTICELLE NELL’ACQUA E VENTOPLANI
Accanto ai grandi nomi internazionali, il premio guarda anche ai giovani ricercatori con un dottorato conseguito in università italiane. I due riconoscimenti di quest’anno sono andati a due ricercatori dei Politecnici. Leonardo Magherini, del Politecnico di Torino, ha studiato nella sua tesi come si muovono nell’acqua diversi tipi di particelle.
Queste possono rappresentare un rischio per l’ambiente oppure diventare strumenti efficaci per le bonifiche. Filippo Trevisi, del Politecnico di Milano, ha studiato una nuova classe di tecnologia eolica, i ventoplani: velivoli legati a terra da un cavo che volano velocemente lungo traiettorie circolari ad alta quota. Possono essere usati anche dove non è possibile installare turbine eoliche tradizionali.
GIOVANI TALENTI DALL’AFRICA, PREMI A DOTTORANDI DI KENYA E SUDAFRICA
L’attenzione ai giovani si estende all’Africa con la sezione Giovani talenti dall’Africa, istituita nel 2017 per il decimo anniversario del premio. Quest’anno i premi sono due e servono a sostenere l’attività di ricerca dei vincitori durante il dottorato nelle rispettive università. Nosakhare Jeremiah Aigbedion, della Pan African University Institute for Basic Sciences, Technology and Innovation in Kenya, lavora a nuove leghe metalliche più resistenti e durature.
Il loro obiettivo è migliorare l’accumulo di energia negli impianti solari a concentrazione e produrre elettricità anche dopo il tramonto, per forniture più stabili e sostenibili in Africa. Gosego Keotshepile Mapula Sedikelo, della University of South Africa, ha messo a punto un metodo che usa gli ultrasuoni per recuperare metalli preziosi come litio, nichel e cobalto dalle batterie esauste. I metalli recuperati possono essere riutilizzati per produrre nuove batterie, con un minore impatto ambientale.
ENI FOR INNOVATION: SCARTI ALIMENTARI, PIROLISI DELLA PLASTICA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
La sezione Eni for Innovation premia invece i progetti più innovativi sviluppati da ricercatori e tecnici del gruppo. Due premi sono andati a soluzioni tecnologiche. Mario Baldassarre, Mauro Burattini, Rosa Carbone, Davide Chianetta e Davide Deriu (Eni) hanno sviluppato un processo per valorizzare gli scarti alimentari, massimizzando la produzione di prodotti energetici.
Fabio Assandri, Francesco Bonacini, Angelo Ferrando, Ilic Formigoni, Marzia La Barbera, Mirco Nodari e Nicola Vecchini (Versalis) hanno messo a punto una tecnologia avanzata di pirolisi per riciclare rifiuti plastici misti, anche di composizione molto variabile. Il terzo premio, per una soluzione digitale, è andato a Francesco Cannarile, Aurora Cerabolini, Roberto Grandi, Lorenzo Lancia, Debora Parisi e Gianmaria Tarantino (Eni). Il loro metodo serve ad adattare in modo efficiente i grandi modelli linguistici (LLM) agli ambiti aziendali.
ENI JOULE FOR ENTREPRENEURSHIP, MENZIONE A TRE STARTUP
Oltre alla ricerca, il premio guarda anche all’impresa. Attraverso Joule, la sua scuola per l’impresa, Eni ha assegnato la menzione speciale Eni Joule for Entrepreneurship, destinata a team, spin-off universitari e startup. L’obiettivo è sostenere l’applicazione e il trasferimento delle tecnologie per costruire un ecosistema dell’innovazione sostenibile. Le startup premiate sono tre:
– Alkelux, che produce un nanopolimero ecosostenibile ricavato dagli scarti agricoli e usato come additivo negli imballaggi alimentari;
– Hypermeteo, che raccoglie, elabora e distribuisce dati e indici meteo-climatici certificati ad alta risoluzione, combinando osservazioni globali, intelligenza artificiale e algoritmi proprietari;
– Algae Scope, che trasforma le alghe marine in una polvere naturale e atossica capace di rendere tessuti e materiali idrorepellenti e ignifughi, come alternativa ai PFAS, sostanze chimiche tossiche e inquinanti.
ENI AWARD 2027, CANDIDATURE ENTRO IL 20 NOVEMBRE
Mentre si chiude l’edizione 2026, si apre già la prossima. Sono aperti i bandi per l’Eni Award 2027: le candidature vanno presentate entro il 20 novembre 2026.

