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elettrificazione

Von der Leyen: “Dalla chiusura di Hormuz i fossili ci sono costati 127 miliardi in più. L’Europa non cambia rotta”

Al WinWin Brussels Summit la presidente della Commissione ha difeso il target del -90% di emissioni al 2040 e rilanciato la Banca per la decarbonizzazione industriale da 100 miliardi. Per le auto a guida autonoma propone un’unica omologazione valida in tutta l’Ue.

Dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, l’Europa ha pagato 127 miliardi di euro in più per i combustibili fossili importati, senza ricevere una sola molecola di energia in più. Per questo la transizione pulita è ormai una questione di competitività e di indipendenza, oltre che di clima. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel discorso di apertura del WinWin Brussels Summit. Von der Leyen ha confermato la rotta dell’Unione: neutralità climatica entro il 2050 e taglio delle emissioni del 90% entro il 2040.

“Lasciatemi essere chiarissima”, ha detto: “l’Europa manterrà la rotta, rispetteremo i nostri obiettivi e sosterremo le nostre industrie pulite”. Ha poi ricordato i risultati del sistema europeo di scambio delle emissioni (Ets), che dal 2005 ha ridotto di circa il 50% le emissioni dei settori coperti e generato oltre 270 miliardi di entrate. Ha rilanciato anche la Banca per la decarbonizzazione industriale, con cui Bruxelles punta a mobilitare 100 miliardi di euro. Sul fronte dei trasporti, ha chiesto un’unica procedura di omologazione europea per i veicoli a guida autonoma, perché l’Europa non sia solo il posto dove vengono usati, ma anche quello dove vengono progettati e costruiti.

“QUANDO IMPORTIAMO PETROLIO E GAS, IMPORTIAMO ANCHE SHOCK E CRISI”

Il passaggio più netto sulla transizione è partito dai costi della dipendenza energetica. “Quest’anno abbiamo visto ancora una volta l’impatto devastante del cambiamento climatico. Siccità, incendi, alluvioni. Ma abbiamo anche visto il costo della nostra dipendenza dai combustibili fossili importati”, ha detto von der Leyen. “Dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, i combustibili fossili importati sono costati all’Europa 127 miliardi di euro in più, senza una sola molecola di energia in più. Quando importiamo petrolio e gas, rischiamo di importare anche gli shock e le crisi che li accompagnano. Quindi la transizione pulita, da un lato, protegge il nostro clima. Ma riguarda anche la competitività e l’indipendenza dell’Europa”.

CLIMA, TARGET 2040 E NEUTRALITÀ AL 2050: “L’EUROPA MANTERRÀ LA ROTTA”

Da qui la conferma degli obiettivi climatici. “La nostra direzione di marcia è chiara. Diventeremo il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. E abbiamo fatto un passo importante verso questo obiettivo con l’accordo sul nostro target climatico per il 2040. Ci siamo impegnati a ridurre le emissioni europee del 90% entro il 2040”, ha ricordato la presidente della Commissione.

Rivolgendosi alle imprese, ha aggiunto: “So che molti di voi hanno già investito in questo futuro, in nuove tecnologie e processi produttivi. Dal 2021 sono stati investiti oltre 1.200 miliardi di euro in attività sostenibili in tutta l’Ue. Sono investimenti che richiedono certezza di lungo periodo. Quindi lasciatemi essere chiarissima: l’Europa manterrà la rotta, rispetteremo i nostri obiettivi e sosterremo le nostre industrie pulite”.

CLEANTECH, UN MERCATO CHE CRESCE DEL 20% L’ANNO

Per von der Leyen l’ambizione climatica è anche una leva di crescita. “Ci sono prove sempre più evidenti che l’ambizione climatica sia un potente motore di innovazione e crescita. Il mercato globale delle tecnologie pulite cresce di circa il 20% ogni anno. È un’opportunità enorme. Il nostro compito è garantire che queste tecnologie non siano solo usate in Europa, ma sviluppate e prodotte qui”, ha spiegato. Il punto di partenza, secondo la presidente, è solido: l’Europa detiene quasi il 30% dei brevetti mondiali nelle tecnologie pulite.

ETS: EMISSIONI GIÙ DEL 50%, ECONOMIA SU DEL 30%, 270 MILIARDI DI ENTRATE

Tra gli strumenti per riuscirci, von der Leyen ha citato il mercato europeo del carbonio. “Abbiamo strumenti potenti per farlo. Prendiamo il nostro sistema di scambio delle emissioni. Dalla sua introduzione nel 2005, le emissioni nei settori coperti dall’Ets sono diminuite di circa il 50%. L’economia è cresciuta del 30% e il sistema ha generato oltre 270 miliardi di euro di entrate da reinvestire nell’innovazione e nelle tecnologie pulite del futuro”, ha detto.

BANCA PER LA DECARBONIZZAZIONE INDUSTRIALE, OBIETTIVO 100 MILIARDI

Accanto all’Ets, la Commissione lavora a un nuovo strumento finanziario per l’industria. “Stiamo lavorando a una Banca per la decarbonizzazione industriale. Puntiamo a mobilitare 100 miliardi di euro per sostenere la trasformazione industriale”, ha annunciato von der Leyen. “In poche parole, è così che trasformiamo l’ambizione climatica dell’Europa in un vantaggio industriale. Non ci limitiamo a tagliare le emissioni: stiamo costruendo nuove industrie”.

AUTO A GUIDA AUTONOMA: “UN’UNICA OMOLOGAZIONE VALIDA IN TUTTA EUROPA”

Anche il capitolo sull’intelligenza artificiale ha toccato il settore auto. Quest’anno von der Leyen ha nominato Jim Snabe inviato speciale per l’intelligenza artificiale industriale, e tra i suoi temi c’è proprio il trasporto. “Qui l’intelligenza artificiale può portare benefici enormi. Per esempio, i veicoli autonomi potrebbero ridurre gli incidenti che coinvolgono i pedoni di oltre il 90%. E vogliamo che l’Europa sia un luogo in cui questi veicoli vengono progettati e costruiti, non solo un luogo in cui vengono usati”, ha detto la presidente della Commissione. “Dobbiamo quindi dare ai nostri innovatori le condizioni per avere successo. Questo significa un’omologazione più rapida e più semplice per i veicoli autonomi. Le imprese dovrebbero poter seguire un’unica procedura di approvazione. E una volta approvata una tecnologia, dovrebbero poterla diffondere in tutta Europa, senza ulteriori barriere. Così i nostri innovatori potranno sviluppare per un mercato davvero europeo fin dal primo giorno”.

IA NELL’INDUSTRIA E NELLA SANITÀ, DALLA MANUTENZIONE AGLI SCREENING

Per von der Leyen l’intelligenza artificiale deve uscire dagli schermi ed entrare nell’economia reale. Tra gli esempi ha citato i sistemi che monitorano i macchinari industriali e segnalano i problemi in anticipo, così che le squadre di manutenzione possano intervenire prima dei guasti. “L’Europa ha vantaggi reali”, ha sottolineato: “industrie leader nel mondo, una lunga tradizione manifatturiera, una profonda competenza scientifica e grandi quantità di preziosi dati industriali. Il nostro compito è mettere insieme questi vantaggi e far lavorare l’intelligenza artificiale”.

EU INC., UN’IMPRESA IN 48 ORE E CON MENO DI 100 EURO

La prima priorità indicata dalla presidente resta il mercato unico, 450 milioni di persone, che però per un imprenditore significa ancora 27 sistemi giuridici e oltre 60 forme societarie nazionali. Per questo la Commissione ha proposto EU Inc., il cosiddetto 28° regime: un’unica forma societaria europea che permette di aprire un’impresa interamente online, da qualsiasi Paese dell’Ue, in 48 ore e con meno di 100 euro. “Stiamo lottando duramente per mantenere questa ambizione con il Parlamento e il Consiglio”, ha detto von der Leyen. “EU Inc. non può diventare una pesante petroliera. Deve restare il motoscafo snello e veloce di cui avete bisogno”.

SCALEUP EUROPE FUND, IN DUE MESI QUASI 5 MILIARDI PER OTTO IMPRESE

Alle imprese serve però anche capitale. Le scale-up europee raccolgono in genere il 50% di capitale in meno rispetto a quelle di San Francisco, e per crescere sono spesso costrette a guardare oltre Atlantico. Per questo Bruxelles ha lanciato lo Scaleup Europe Fund, che riunisce investitori pubblici e privati ed è il più grande fondo azionario europeo per le imprese in fase di crescita. In due mesi ha investito in otto aziende e le ha aiutate a raccogliere quasi 5 miliardi di euro. Tra queste ci sono progetti di veicoli spaziali riutilizzabili, una nuova generazione di chip per l’IA ad altissima efficienza e satelliti radar capaci di vedere attraverso le nuvole. Von der Leyen ha ricordato anche che quasi un’azienda quantistica su tre nel mondo ha sede nell’Ue.

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