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Batterie al servizio dell’idroelettrico: a Dossi Enel crea un “serbatoio virtuale”, primo progetto in Europa

Nella centrale della Val Seriana una batteria al litio da 4 MW lavora insieme a un impianto da 44 MW e fa da serbatoio virtuale, senza bisogno di un secondo bacino. Il progetto è finanziato dall’Innovation Fund europeo.

Una batteria al litio da 4 MW integrata in una centrale idroelettrica a bacino da 44 MW, per rispondere più rapidamente alle esigenze della rete e ridurre l’usura delle turbine. È BESS4HYDRO, il progetto che Enel ha realizzato nella centrale di Dossi, in Val Seriana, in provincia di Bergamo.

Il progetto è finanziato dall’Innovation Fund europeo nella categoria small scale, e ha ottenuto il sigillo STEP (Strategic Technologies for Europe Platform), assegnato alle tecnologie strategiche per la competitività dell’Unione. Il World Economic Forum lo ha inserito nell’Innovation Playbook 2026, tra i 100 casi innovativi che si possono replicare altrove.

ACQUA E LITIO, DUE TECNOLOGIE COMPLEMENTARI

L’idea è sfruttare insieme i punti di forza delle due tecnologie. L’idroelettrico produce energia in modo programmabile, mentre la batteria assorbe o rilascia elettricità in tempi molto brevi.

La centrale di Dossi è alimentata dalle acque delle dighe di Barbellino e Valmorta e dei bacini idrografici vicini, attraverso una rete di canali e condotte, e regola la produzione gestendo la portata d’acqua. La batteria (BESS, Battery Energy Storage System) interviene invece più rapidamente sulle richieste della rete. Le due tecnologie sono  infatti coordinate da sistemi di controllo dedicati. Il sistema di accumulo può inoltre ricaricarsi sia con l’energia prodotta dalla centrale sia prelevandola dalla rete, e continua a funzionare anche quando l’impianto è fermo per manutenzione.

MENO MANOVRE SULLE TURBINE, VITA PIÙ LUNGA PER L’IMPIANTO

Il primo vantaggio riguarda la gestione delle variazioni di potenza richieste dal sistema elettrico. Di solito, per aumentare o ridurre la produzione, una centrale idroelettrica deve intervenire sulle turbine, con tempi di risposta legati alla complessità dell’impianto e dei macchinari, che con il tempo si usurano.

A Dossi una parte delle regolazioni più rapide passa invece alla batteria, riducendo le manovre sui componenti meccanici. Così si limita l’usura delle turbine e se ne allunga la vita utile, migliorando l’efficienza dell’impianto.

UN SERBATOIO VIRTUALE AL POSTO DEL POMPAGGIO

Con BESS4HYDRO l’impianto di Dossi riesce a lavorare un po’ come le centrali a pompaggio, impianti in cui il macchinario è progettato anche per riportare in quota, nei momenti di basso fabbisogno, l’acqua che ha già alimentato le turbine ed è stata raccolta in un bacino a valle. Servono però turbine reversibili e un secondo bacino a valle.

A Dossi, invece, l’energia viene accumulata nella batteria, che funziona come un serbatoio virtuale. La centrale ne può così sfruttare la capacità di stoccaggio e la velocità di risposta, guadagnando in flessibilità, pur senza avere un secondo bacino.

PIÙ RINNOVABILI, PIÙ BISOGNO DI FLESSIBILITÀ

L’idroelettrico è una delle fonti rinnovabili più consolidate: l’acqua fa girare turbine collegate ad alternatori, che trasformano l’energia meccanica in elettricità. Dietro questo principio apparentemente semplice c’è però un sistema complesso di dighe, condotte e dispositivi di regolazione.

Negli impianti a bacino singolo l’acqua viene raccolta in un invaso e usata per produrre energia a seconda delle esigenze, e questo dà una certa flessibilità al sistema elettrico. Con la crescita del solare e dell’eolico, la cui produzione dipende dal meteo, servono però sempre più impianti capaci di adattarsi alle variazioni di produzione e fabbisogno. Per Enel, l’integrazione con gli accumuli è una delle strade per rafforzare il ruolo dell’idroelettrico e aumentare il peso delle rinnovabili nel mix energetico.

UN MODELLO REPLICABILE IN ALTRE CENTRALI

L’esperienza di Dossi può essere estesa ad altri impianti, usando infrastrutture già esistenti e rafforzando così il contributo dell’idroelettrico alla stabilità della rete.

Con sempre più rinnovabili, la sfida per Enel non è solo produrre energia pulita, ma gestirla in modo più efficiente e flessibile, e BESS4HYDRO dimostra come una tecnologia innovativa possa integrarsi portando valore aggiunto e maggiore efficienza agli impianti esistenti.

 

(a cura di Enel)

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