Skip to content
bce

Clima, Lagarde: “Caldo, siccità e incendi sono un avvertimento”. Solo un quarto dei danni è assicurato

La presidente della Bce chiede una riassicurazione climatica europea, più reti e accumuli e allacci più rapidi per le imprese che si producono l’energia. In Spagna il gas fissa il prezzo dell’elettricità in poco più del 20% delle ore, contro l’80% del 2020.

Le ondate di calore, la siccità e gli incendi dell’estate 2026 hanno avuto finora un impatto limitato sull’economia, ma i costi del cambiamento climatico crescono e i prossimi shock potrebbero essere più difficili da assorbire. A lanciare l’avvertimento è la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, in un intervento pubblicato sul blog dell’istituto. Secondo le stime della Bce, l’attività economica delle regioni colpite resta in media più bassa dell’1,5% due anni dopo un’ondata di calore e del 3% quattro anni dopo una siccità. Quasi il 12% della produzione dell’area euro è esposto a una protezione insufficiente dalle inondazioni, mentre storicamente solo un quarto delle perdite da catastrofi in Europa è stato coperto da assicurazione.

Lagarde indica tre priorità: proteggere meglio l’Europa dalle conseguenze finanziarie degli eventi estremi, anche con un sistema europeo di riassicurazione pubblico-privato; costruire un sistema energetico basato sull’elettricità pulita, con più reti e accumuli; aiutare nel frattempo le imprese che producono e accumulano energia in proprio. “L’Europa ha bisogno di una maggiore protezione contro le ripercussioni finanziarie dei cambiamenti climatici e di un sistema energetico più flessibile che sfrutti al meglio le energie pulite”, scrive.

30.000 MORTI, 400.000 ETTARI BRUCIATI E FIUMI IN SECCA

Prima che economico, il bilancio dell’estate è umano e ambientale. Per Lagarde il caldo record è stato “soprattutto una tragedia umana e ambientale”: durante le ondate di calore si sono registrati in Europa oltre 30.000 morti in più del normale. Gli incendi hanno distrutto 400.000 ettari tra Spagna e Francia, e la siccità ha abbassato fiumi come il Reno e il Danubio, bloccando importanti rotte di navigazione e il raffreddamento delle centrali nucleari. Riprendendo le parole della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Lagarde parla di una “estate della verità”. L’Europa, ricorda, è il continente che si scalda più in fretta, circa il doppio della media mondiale, con eventi estremi sempre più frequenti e intensi. Per questo accoglie con favore il Quadro Ue per la resilienza climatica presentato la settimana scorsa dalla Commissione.

ITALIA, LA PRODUZIONE RISENTE DI CALDO E MANCANZA DI PIOGGE

Per ora gli effetti sull’economia sono stati contenuti. Secondo lo staff della Bce, il clima estremo dell’estate ha avuto un impatto limitato e temporaneo sull’attività dell’area euro. In Germania la gran parte dell’effetto sul Pil dei livelli minimi record del Reno dovrebbe sparire quando il fiume tornerà alla normalità. In Italia la produzione risentirà del caldo torrido e della mancanza di piogge. In Francia e Spagna i grandi incendi hanno colpito finora soprattutto agricoltura, silvicoltura e turismo.

UN’ECONOMIA ESPOSTA: TRE IMPRESE SU QUATTRO DIPENDONO DALLA NATURA

Il quadro di breve periodo, però, sottovaluta i rischi, perché il clima continua a scaldarsi. Quasi tre imprese su quattro dell’area euro dipendono fortemente da almeno un servizio fornito dalla natura, e i più esposti sono i servizi legati all’acqua. Gli shock climatici possono lasciare segni duraturi nelle regioni colpite, rendere l’economia più instabile e amplificare altri shock. I cali di attività dell’1,5% dopo un’ondata di calore e del 3% dopo una siccità dipendono in parte dalla minore produttività e dagli spostamenti di popolazione. L’aridità estiva ha inoltre peggiorato le prospettive dei raccolti europei e potrebbe far salire l’inflazione alimentare nel prossimo anno.

ALLUVIONI E ASSICURAZIONI, FAMIGLIE E IMPRESE PAGANO I TRE QUARTI DEI DANNI

Ai rischi di caldo e siccità si aggiungono le alluvioni. Quasi il 12% della produzione dell’area euro è esposto a una protezione insufficiente dalle inondazioni, con il rischio di perdite devastanti come quelle subite negli ultimi anni in Spagna e in molte altre parti d’Europa. Riprendersi è difficile: dato che solo un quarto delle perdite da catastrofi è stato storicamente assicurato, famiglie e imprese pagano spesso la maggior parte dei costi. A meno che non intervenga lo Stato, con salvataggi che, avverte Lagarde, i bilanci pubblici “non sono più in grado di sostenere”.

RINNOVABILI, IN SPAGNA IL GAS FISSA IL PREZZO DELLA LUCE SOLO NEL 20% DELLE ORE

Sul fronte energetico, l’estate ha coinciso con lo shock provocato dalla guerra in Medio Oriente, e i due fenomeni si sono influenzati. All’inizio del 2026 i prezzi all’ingrosso dell’elettricità hanno reagito all’aumento del gas meno che nella crisi del 2021-2022, soprattutto perché molti Paesi dell’area euro hanno aumentato la produzione a basse emissioni, in particolare da rinnovabili. L’esempio più chiaro è la Spagna: considerando i primi nove mesi di ogni anno, la quota di ore in cui le centrali a gas fissano il prezzo dell’elettricità è scesa da circa l’80% del 2020 a poco più del 20% del 2026.

IL CALDO METTE ALLA PROVA IDROELETTRICO E NUCLEARE, IL SOLARE REGGE

Il riscaldamento climatico rischia però di ridurre questa protezione. Caldo e siccità hanno aggiunto pressione sui prezzi già spinti dal conflitto. La domanda di elettricità è salita per il maggior uso dei condizionatori, mentre l’acqua bassa ha ridotto la produzione idroelettrica e la scarsità di acqua per il raffreddamento ha limitato quella nucleare. Il risultato sono stati prezzi all’ingrosso più alti e un ruolo minore di rinnovabili e nucleare nel compensare il rincaro dei fossili.

Durante le ondate di calore il solare è stato l’unica grande fonte a produrre sopra la media. L’offerta è stata più scarsa e i prezzi più alti la sera, quando il solare cala ma la richiesta di raffrescamento resta alta. Secondo Lagarde, questo dimostra che serve un sistema energetico più integrato e flessibile, capace di portare l’energia solare a basso costo dove e quando serve.

RIASSICURAZIONE UE PUBBLICO-PRIVATA, LA PROPOSTA DI BCE ED EIOPA

Da qui le tre priorità. La prima è prepararsi agli eventi estremi, che diventeranno una costante delle estati europee, e proteggersi meglio dalle loro conseguenze finanziarie. Il Quadro Ue per la resilienza climatica, secondo Lagarde, offre una risposta di sistema: rafforza la protezione dal clima in tutte le principali politiche, migliora la disponibilità e l’uso dei dati e apre la strada alla proposta della Bce e dell’Eiopa, l’autorità europea delle assicurazioni, di un sistema europeo di riassicurazione pubblico-privato per aumentare la copertura dei rischi climatici.

RETI E ACCUMULI, OGNI EURO INVESTITO NE FA RISPARMIARE PIÙ DI DUE

La seconda priorità è un sistema energetico che sfrutti al meglio l’elettricità pulita, economica e prodotta in Europa. Il piano d’azione della Commissione per l’elettrificazione punta, giustamente secondo Lagarde, a raddoppiare entro il 2040 il peso dell’elettricità nei consumi finali di energia. L’obiettivo però sarà raggiunto solo se reti e accumuli terranno il passo. Ogni euro investito per ammodernare la rete fa risparmiare più di 2 euro di altri costi del sistema, e gli accumuli permetterebbero di usare l’energia solare economica anche la sera, quando le ondate di calore mettono più sotto pressione le forniture.

ALLACCI PIÙ RAPIDI PER LE IMPRESE CHE SI PRODUCONO L’ENERGIA

La terza priorità riguarda le imprese, perché costruire le reti richiederà tempo. Le fabbriche stanno installando pannelli solari e batterie per ridurre i costi e, dato che un nuovo allaccio alla rete richiede da due a dieci anni, anche i data center si stanno dotando di impianti propri di produzione e accumulo.

Regole comuni europee, propone Lagarde, potrebbero permettere alle imprese che producono e accumulano energia in proprio, “dietro il contatore”, di allacciarsi prima alla rete, in cambio del sostegno che possono darle nei momenti di difficoltà. Gran parte di questi investimenti dovrà arrivare dai privati: completare l’unione del risparmio e degli investimenti e mantenere stabili le politiche climatiche, compreso il prezzo della CO2, renderebbe i finanziamenti meno costosi.

VERSO LA COP31: “QUESTA ESTATE NON SARÀ L’ULTIMA”

La presidente della Bce guarda infine alla COP31 di Antalya, che inizia la prossima settimana, come a un’occasione per tradurre le ambizioni in azioni a livello mondiale. “Questa estate non sarà l’ultima di questo tipo. Il caldo estremo tornerà più spesso e con maggiore intensità, e i suoi costi ricadranno più duramente su coloro che sono meno in grado di sopportarli”, conclude Lagarde. “L’Europa ha i mezzi per limitare i danni, e abbiamo il dovere, nei confronti delle generazioni che vivranno queste estati, di utilizzare questi mezzi ora”.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su