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A Saipem l’appalto per realizzare l’hub del gas in Guinea equatoriale

Saipem

Saipem realizzerà una condotta sottomarina di 70 chilometri per congiungere il giacimento Alen con il complesso petrolchimico di Punta Europa, sull’isola di Bioko

Tecnologia italiana per il gas africano. Saipem, infatti, si è aggiudicata un nuovo contratto: quello per la costruzione di una condotta sottomarina di 70 chilometri, in Guinea equatoriale, per congiungere il giacimento Alen con il complesso petrolchimico di Punta Europa, sull’isola di Bioko a ridosso della costa del Camerun, che ha una capacità giornaliera di circa 25 milioni di metri cubi.

COME COLLEGARE IL GIACIMENTO ALEN

L’accordo è stato siglato, in realtà, con Noble Energy, già attiva nell’esplorazione e nello sfruttamento di una vasta area e approvato dal ministero delle Miniere e degli Idrocarburi dello Stato africano. Ha un valore che si aggira sui 90-100 milioni di dollari. Secondo i piani, la connessione dovrà diventare operativa già nel primo trimestre del 2021.

Il giacimento interessato, in produzione dal 2013, contiene circa 17 miliardi di metri cubi di risorse recuperabili (e quindi commerciabili), tra gas naturale e condensato. Il ministro competente, Gabriel Mbaga Oblang Lima, ha espresso a mezzo stampa soddisfazione, ricordando che le priorità del suo governo nel settore sono “il miglioramento delle prestazioni delle aziende locali e la creazione di posti di lavoro”.

IL MEGA-HUB SULL’ISOLA DI BIOKO

Le dichiarazioni di Oblang non sono però dichiarazioni rituali, di facciata. Il progetto in cui è coinvolta Saipem, infatti, è molto più complesso: non si limita alla creazione di un hub, ma vuole trasformare l’isola di Bioko in un “mega-hub” regionale capace di convogliare sui mercati risorse fossili provenienti da molteplici progetti di sfruttamento nei blocchi di esplorazione, come anche da altri paesi produttori del golfo di Guinea.

Per dare maggior rilevanza e visibilità a queste sue ambizioni, il piccolo stato dell’Africa occidentale – il più ricco del continente per reddito pro capite, grazie a petrolio e gas – proprio per quest’anno ha elaborato una strategia di immediato impatto politico e comunicativo: ha proclamato il 2019 “l’anno dell’energia”, con tutta una serie di eventi ai massimi livelli tra cui spicca il vertice del Forum dei paesi esportatori di gas in programma a Malabo – sempre sull’isola di Bioko – per il prossimo 29 novembre.

IL PROGETTO DELLA MARATHON E DELLA NOBLE

Ad aprile di quest’anno, il governo della Guinea, Noble Energy e Marathon Oil hanno firmato gli accordi definitivi per dar vita al mega-hub di Bioko. Sull’isola, la Marathon gestisce dal 2007 l’impianto di liquefazione di Punta Europa, con una capacità di 3,4 milioni di tonnellate di gnl all’anno. Le due aziende si occupano anche, nell’impianto chiamato Alba dal nome dell’omonimo giacimento, della produzione di gas di petrolio liquefatto (fino a 6 milioni di tonnellate all’anno).

Saranno questi due impianti, grazie al gasdotto Saipem, a trattare e a preparare l’esportazione di quanto estratto nel giacimento Alen. L’obiettivo dichiarato è per l’appunto quello di far operare le infrastrutture esistenti al massimo della loro capacità e in futuro espanderle. Il ministro Oblang punta a un ritorno di 1,5-2 miliardi di dollari per tutta la durata del progetto, a 1.400 posti di lavoro ulteriori.