Scenari

A2a, cosa ha detto Mazzoncini sulle prossime sfide dell’utility

a2a

I nostri obiettivi? Nei rifiuti vorremmo aggiudicarci due grandi impianti di recupero energetico

Un piano industriale da 16 miliardi di euro al 2030 con l’obiettivo di raggiungere una quota di fonti alternative del 25% del totale. È un piano ambizioso quello di A2a raccontato da Renato Mazzoncini, da meno di un anno alla guida dell’utility che ha l’ambizione di diventare un operatore di respiro europeo. “Se guardo ai prossimi 3-5 anni vedo l’entrata in esercizio di impianti già autorizzati e di cui abbiamo cronoprogrammi dettagliati – ha detto in un’intervista a Repubblica Affari & Finanza . Se programma a dieci anni esco dalla comfort zone di una pianificazione a mediotermine e guardo su un orizzonte più ampio”.

Per attuare questo pianto gli investimenti nell’arco del piano sono saliti, come detto, a 16 miliardi di euro “il triplo di quanto è mai stato fatto finora (…) Ritengo, comunque, che gli investimenti non siano mai troppi se producono un buon risultato operativo e un buon ebitda”, ha sottolineato Mazzoncini che ora guarda all’Europa come “mercato domestico. Orami agiamo all’interno delle regole comuni della Ue e ci sono aziende di altri paesi membri che arrivano in Italia. Detto questo pensiamo che i settore in cui possiamo crescere sono le energie rinnovabili e il waste to energy. (…) I nostri obiettivi? Nei rifiuti vorremmo aggiudicarci due grandi impianti di recupero energetico, meglio se in collaborazione con gruppi locali, mentre nell’energia vorremmo raggiungere una quota di rinnovabili all’estero del 25% sul nostro totale”.

Nel frattempo A2a è diventata il numero tre del fotovoltaico in Italia: “Con l’ultima operazione da 170 megawatt nel solare abbiamo voluto dare immediata credibilità al piano. Tutti in grid parity. Perché con i sussidi qualunque investitore finanziario è in grado di gestire in modo redditizio gli impianti. Ma nei prossimi anni con una crescita non più sussidiata, sarà l’ora di chi sa fare una gestione industriale”. Per quanto riguarda il ruolo che A2a avrà nella stagione di fusioni e aggregazioni “per chi vuole partecipare ai nostri progetti la porta è aperta ma da qui in avanti il nostro approccio sarà industriale – ha detto Mazzoncini -. Le sinergie nelle aggregazioni sono ormai dimostrate e la crescita avverrà di conseguenza”.