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Lega

Acqua, gas e nucleare: cosa c’è sui giornali di oggi

Investimenti nel settore acqua a 4,4 mld nel 2023, lavori per la Linea Adriatica del gas al via a fine aprile e dossier nucleare in CdM entro il 2024: la rassegna dei giornali di oggi

La regolazione di Arera nel settore acqua ha garantito una spinta positiva per gli investimenti nel settore idrico. Con 4,4 miliardi nel 2023. Intanto, sul fronte gas, Snam accelera sull’avvio dei lavori per la realizzazione della Linea Adriatica, il progetto di potenziamento della dorsale adriatica del gas che garantirà 10 miliardi di metri cubi annui di capacità aggiuntiva di trasporto, con i primi cantieri già a fine aprile. Infine, sul fronte nucleare, il ministro Matteo Salvini ha annunciato che entro l’anno in Consiglio dei ministri verrà portato il dossier per il ritorno dell’atomo in Italia. La piattaforma per un nucleare sostenibile, avviata presso il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica chiuderà i lavori probabilmente nel mese di settembre ma il nostro paese è già pronto, di fatto, grazie al know how disponibile. Per il ceo di Sogin Gian Luca Artizzu “con un’alleanza con un’azienda estera saremmo pronti, o quasi pronti, per far ripartire le centrali già con le nostre maestranze”.

ACQUA: OLTRE 4 MLD NEL 2023 INVESTIMENTI QUADRUPLICATI

“C’è un numero che più di altri racconta i riverberi positivi della spinta assicurata allo sviluppo dell’idrico dalla regolazione messa in pista dall’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera), ed è rappresentato dai 4,4 miliardi di investimenti nel 2023, destinati soprattutto all’ammodernamento delle infrastrutture e della qualità dei servizi, oltre il 400% in più rispetto al 2012, anno in cui l’Authority ha assunto le competenze sul comparto”. È quanto scrive Il Sole 24 Ore di oggi. “Uno sprint deciso, dunque, che ha fatto leva anche sul potenziale del settore. ‘I meriti della regolazione vanno condivisi con l’altra condizione necessaria, costituita dalle competenze e dalla capacità delle aziende idriche italiane. C’è una grandissima tradizione di ingegneria idraulica, acquedottistica e un bagaglio di conoscenze ed expertise che il nostro Paese ha sempre avuto. Mancava un soggetto che desse stabilità al settore e certezze sui ricavi sia a tutela delle aziende che dei consumatori’, spiega al Sole 24 Ore, Andrea Guerrini, membro del collegio Arera e presidente di Wareg, l’associazione dei regolatori europei nel settore dell’acqua potabile e delle acque reflue che, per celebrare il suo decennale, ha organizzato, il 22 e il 23 aprile a Firenze-Fiesole, la conferenza “Resilienza idrica e investimenti in Europa”, seguita il giorno dopo dalla consueta assemblea periodica dell’associazione”.

“(…) ‘L’Autorità ha cercato di rompere una barriera, quella che ha portato a gestire finora la risorsa idrica a compartimenti stagni. La prospettiva, invece, va ribaltata partendo dalla misurazione dei consumi in tutti i settori, dall’agricoltura all’industria, per poi progettare insieme le infrastrutture che servono ad approvvigionarsi’. Un cambio di approccio agganciato a una delle ultime mosse messe in pista dall’Arera che, nei mesi scorsi, ha affiancato ai sei indicatori già esistenti per misurare la qualità tecnica del servizio un altro indicatore, quello della resilienza idrica. (…) Non tutte le autorità sono indipendenti, infatti, e in diversi Paesi ci sono governi e ministeri che tengono in mano il boccino e questo genera instabilità nel settore e ne diminuisce l’attrattività agli occhi degli investitori’. Insomma, serve una maggiore armonizzazione oltreconfine. Dove, però, non mancano esempi di regolatori indipendenti come quello italiano. (…)”, conclude il quotidiano.

GASDOTTI: SNAM ACCELERA, SULLA LINEA ADRIATICA LAVORI AL VIA PER FINE APRILE

“Snam accelera sull’avvio dei lavori per la realizzazione della Linea Adriatica, il progetto di potenziamento della dorsale adriatica del gas che vale 2,5 miliardi di investimenti e che comporterà 10 miliardi di metri cubi annui di capacità aggiuntiva di trasporto. Il gruppo guidato da Stefano Venier punta infatti a far partire i cantieri già nelle prossime settimane, entro fine aprile, anticipando la deadline già comunicata e che prevedeva il lancio della prima fase dell’opera per il mese successivo”. È quanto scrive Il Sole 24 Ore di oggi. “Questo primo blocco di interventi include la costruzione del metanodotto Sestino-Minerbio, lungo 140 chilometri, e della centrale di Sulmona, in Abruzzo, che vedrà installati tre turbocompressori da 11 megawatt e assicurerà la spinta del gas dalle infrastrutture esistenti ai nuovi gasdotti, in modo da valorizzare anche il sito di stoccaggio più a sud dell’intero Paese, quello di Fiume Treste. (…) Alla prima fase seguirà secondo troncone che si chiuderà entro il 2027 e che aumenterà ulteriormente la capacità giornaliera di trasporto dai 131 milioni di metri cubi al giorno (asticella raggiunta già grazie al primo blocco di lavori a fronte degli attuali 126 milioni di metri cubi) a 150 milioni di metri cubi. Il tutto attraverso la realizzazione di due metanodotti, il Sulmona-Foligno, lungo 170 chilometri, e il Foligno-Sestino, gasdotto che si snoda per 115 chilometri”, prosegue il quotidiano.

“(…) La nuova infrastruttura servirà dunque a sostenere la sicurezza e la transizione energetica dell’Italia e dell’Europa. Sempre sul fronte della sicurezza energetica, poi, un altro assist arriva da Stogit, il “braccio” di Snam che rappresenta il principale operatore del comparto degli stoccaggi e che ha allocato agli operatori commerciali l’intera capacità di stoccaggio per l’anno termico 2024-2025. In soldoni, si tratta di 6,3 miliardi di metri cubi di gas che si vanno ad aggiungere altri già allocati in precedenza dalla società e che portano l’asticella complessiva a 12,25 miliardi di metri cubi di riserve. (…)”, conclude il quotidiano.

ENERGIA, SALVINI: RITORNO AL NUCLEARE IN CDM NEL 2024

“Sul ritorno del nucleare in Italia ‘conto di riuscire a portare in consiglio dei ministri il dossier’, ha detto ieri il vicepremier Matteo Salvini al convegno sul tema organizzato da iWeek all’Università di Pavia: ‘Affinché il 2024 sia l’anno della scelta e della responsabilità’. ‘Non possiamo più essere interessati osservatori, ma protagonisti in prima linea’, ha aggiunto Salvini, per cui ‘non esiste decarbonizzazione senza nucleare’. ‘Se servirà, saremo noi a proporre un referendum, come Lega noi possiamo raccogliere le firme’, ha detto, ricordando come questa tecnologia sia ‘un dovere’ per abbassare le bollette”. È quanto scrive Il Sole 24 Ore di oggi. “(…) ‘Per far ripartire la produzione di energia nucleare in Italia sarà necessario ridefinire anche il quadro giuridico che consenta tutte queste tecnologie e indichi una cornice di misure di controllo e procedure autorizzative’, ha aggiunto Pichetto. Si tratta di un ‘percorso giuridico che, accanto a quello tecnico e scientifico, sarà oggetto della road map che la piattaforma del nucleare sostenibile, al lavoro presso il ministero, sta definendo’. E che ‘chiuderà i lavori probabilmente nel mese di settembre’, ha specificato Francesca Salvemini, a capo della segreteria tecnica del ministero (…)”, si legge sul quotidiano.

NUCLEARE, ARTIZZU (SOGIN): PRONTI A RIPARTIRE. SONDAGGIO SWG: ITALIANI FAVOREVOLI

“(…) Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha lanciato ieri un altro dado a favore del ritorno e lo ha fatto dal palco nella iWeek ‘Il nucleare italiano nella sfida al cambiamento climatico’, organizzata da V&A – Vento & Associati e Dune Tech Companies all’Università di Pavia, che ospita uno dei pochi reattori ancora accesi a scopo scientifico. (…) Ma il nostro Paese sarebbe pronto? ‘Le competenze nella filiera si sono mantenute, a partire da quelle a livello universitario e anche dall’estero ci guardano’, ha dichiarato il ceo di Edison, Nicola Monti, che ha sottolineato quanto la manifattura italiana lavori ancora in tutto il mondo su questo settore”. È quanto si legge sul Corriere della Sera di oggi. “’In Sogin — ha dichiarato il ceo Gian Luca Artizzu — abbiamo tutte le competenze per la manutenzione in stato di efficienza delle centrali nucleari e al nostro interno sono presenti moltissime delle competenze che servono per ripartire. Noi non fabbrichiamo reattori, ma con un’alleanza con un’azienda estera saremmo pronti, o quasi pronti, per far ripartire le centrali già con le nostre maestranze. Dopo lo stop referendario degli anni Ottanta serve un contesto normativo che lo consenta. I problemi tecnologici sono tutti risolvibili’”, prosegue il quotidiano.

“(…) Che cosa voterebbero gli italiani se si facesse un altro referendum sul nucleare? Secondo un sondaggio Swg commissionato per iWeek, il 51% voterebbe a favore della costruzione di centrali nucleari di nuova generazione. Più favorevoli i maschi (62%), gli under 34 (58%) e gli abitanti del Nord Ovest. Il 65% rimpiange di aver rinunciato negli anni scorsi allo sviluppo di tecnologie per l’energia nucleare. L’indagine restituisce un quadro in cui la popolazione è lontana da approcci ideologici e alla ricerca di maggior conoscenza. (…)”, conclude il quotidiano.

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