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Acqua, reti e idroelettrico: la strategia di Dal Fabbro (Utilitalia) per la sicurezza nazionale

Il presidente esecutivo di Iren e Utilitalia chiede più risorse per proteggere le infrastrutture idriche ed energetiche dagli attacchi informatici. Sul tavolo anche perdite d’acqua, concessioni idroelettriche e consumi dei data center. Per il settore idrico, secondo Dal Fabbro, servono altri 2 miliardi di euro di investimenti l’anno

L’acqua è una risorsa strategica per l’economia e la sicurezza energetica italiana, ma la protezione delle infrastrutture richiede investimenti più consistenti. È la posizione espressa da Luca Dal Fabbro, presidente esecutivo di Iren e Utilitalia, in un’intervista pubblicata da La Stampa lunedì 19 ottobre. «L’acqua è una risorsa più importante del petrolio e del gas, eppure se ne parla solo nelle emergenze estive», afferma Dal Fabbro, sottolineando che dalle risorse idriche dipende oltre il 20% del Pil italiano.

Il presidente di Utilitalia richiama anche il ruolo dell’acqua nello stoccaggio energetico e nel raffreddamento dei data center e delle centrali termoelettriche. Sul fronte della sicurezza, chiede di adeguare le reti elettriche urbane alle ondate di calore da 40-42 gradi e di rafforzare la protezione informatica delle reti elettriche, idriche e del gas. «Nel 2024 le utility hanno investito 670 milioni solo nella cyber sicurezza: andrebbero moltiplicati per cinque, quasi 3,5 miliardi», dichiara.

RETE IDRICA, PERDITE OLTRE IL 40% E FABBISOGNO DI RISORSE

Il divario territoriale negli investimenti è uno dei problemi evidenziati da Dal Fabbro: «Il problema è che il Nord investe più di 110 euro per abitante e il Sud meno di 30». Secondo il presidente esecutivo, molti operatori di dimensioni piccole e medie non dispongono della capacità di project management necessaria per affrontare gli interventi.

Dal Fabbro ricorda che le tariffe garantiscono 4 miliardi di euro l’anno di investimenti nel settore idrico, mentre Utilitalia stima un fabbisogno aggiuntivo di altri 2 miliardi. Tra le soluzioni proposte figurano i basket bond, emissioni che aggregano più soggetti per ridurre il rischio e facilitare l’accesso al finanziamento anche per le aziende idriche più piccole, oltre ai partenariati pubblico-privati e agli accorpamenti tra gestori.

Il quadro degli investimenti trova un ulteriore riferimento nei dati dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA): in un aggiornamento pubblicato giovedì 8 maggio, l’Autorità ha indicato investimenti programmati per il servizio idrico nel periodo 2024-2029 pari a 565 euro per abitante, equivalenti a una media di 94 euro per abitante all’anno. La riduzione delle perdite idriche resta la principale priorità della pianificazione.

CONCESSIONI IDROELETTRICHE, LA PROPOSTA DI RINNOVO

Sul futuro delle concessioni idroelettriche, Dal Fabbro contesta il ricorso alle gare, che considera un rischio per la gestione di un’infrastruttura strategica. «La capacità idroelettrica è un asset strategico essenziale per l’equilibrio e l’alimentazione della rete elettrica, quindi si tratta di sicurezza nazionale».

La proposta che il manager mette in campo è estendere le concessioni per più anni, vincolando il concessionario a due impegni: garantire bollette scontate alle famiglie e alle imprese del territorio e realizzare gli investimenti necessari per rendere gli impianti più efficienti e potenti.

DATA CENTER, ENERGIA AUTOPRODOTTA E PREZZI DIFFERENZIATI

Per i data center, Dal Fabbro chiede un equilibrio tra le esigenze digitali del Paese, la disponibilità di energia a prezzi competitivi e la tutela delle risorse idriche. Tra le proposte indica l’obbligo per i nuovi operatori di acquistare o sviluppare capacità fotovoltaica o eolica, la promozione di poli vicini alle centrali elettriche per ridurre la necessità di nuove reti e l’introduzione di un prezzo dell’energia differente da quello applicato alle famiglie, che «…li spingerebbe a prodursi l’energia, per esempio con il fotovoltaico sui loro capannoni o a sviluppare nuova capacità verde sul territorio», risponde alla domanda sull’eventualità di tariffe più alte per i data center.

Il piano industriale di Iren al 2030 prevede investimenti per un miliardo di euro l’anno. Una strategia che punta sulla diversificazione delle attività, dall’energia all’acqua, dai rifiuti al teleriscaldamento e al gas, per rafforzare la solidità del gruppo e affrontare con maggiore resilienza le incertezze dello scenario geopolitico. «Al momento tutto prosegue secondo le previsioni», conclude Dal Fabbro.

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