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Patto di stabilità e crisi energetica

Addio sconti, la benzina torna a correre. Ecco quanto perderà ogni automobilista

L’illusione dello sconto e il risveglio amaro alla pompa: la benzina torna a correre, cancellato in quarantotto ore il taglio delle accise. Ecco quanto ci costa

È bastato un fine settimana per cancellare tre mesi e mezzo di decreti e tavoli ministeriali. L’addio allo sconto sulle accise si è trasformato in una stangata per gli italiani in viaggio nel weekend.

ADDIO SCONTI, BENVENUTI AUMENTI

Domenica la benzina è schizzata a una media di 1,841 euro al litro sulla rete stradale ordinaria, mentre il gasolio si è attestato a 1,922 euro. Ma è sulle autostrade che si consuma lo strappo più profondo: qui il gasolio ha sfondato la soglia psicologica dei due euro al litro, toccando quota 2,004 euro, seguito a ruota dalla benzina self a 1,932 euro.

BENZINA, ADDIO SCONTI

Il meccanismo che ha tenuto in piedi il calmante fiscale per tre mesi e mezzo, articolato in ben sei decreti consecutivi nati per arginare le scosse geopolitiche della guerra in Iran, si è interrotto venerdì scorso. L’ultimo sconto valeva ormai appena 6,1 centesimi al litro.

A giustificare lo stop è intervenuto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, parlando di un calo del costo industriale dei carburanti che proseguirebbe da oltre venti giorni. Una lettura che, tuttavia, si scontra con la percezione quotidiana di chi guida e con le rilevazioni dei mercati internazionali. Se da un lato il Ministero invita i benzinai ad accelerare le riduzioni in linea con i corsi petroliferi, dall’altro le associazioni dei consumatori fanno notare un paradosso macroscopico: i listini alla pompa tornano a infiammarsi proprio mentrele quotazioni del greggio hanno fatto registrare un deprezzamento del 25% da inizio giugno.

CARBURANTI, LA STaNGATA DA 4 MILIONI

La reazione dei consumatori è una miscela di rabbia e rassegnazione. Massimiliano Dona, presidente Dell’unione nazionale Consumatori, ha sottolineato che un pieno da 50 litri è rincarato di circa 2 euro in due sole mattine. Il Codacons, dal canto suo, ha calcolato l’impatto macroeconomico di questa decisione sulla base di un consumo medio giornaliero sulla rete italiana pari a 64 milioni di litri: il rialzo delle accise si traduce in un prelievo forzoso di circa 3,9 milioni di euro al giorno dalle tasche degli automobilisti. Su base annua,la cifra complessiva spaventa: 1,42 miliardi di euro.

Il tempismo, d’altronde, non potrebbe essere peggiore. L’azzeramento dello sconto arriva in concomitanza con l’avvio della stagione dei grandi spostamenti estivi. Il rischio concreto è che la fiammata dei prezzi alla pompa si possa riflettere rapidamente sull’intera catena logistica nazionale, alimentando una nuova spirale inflazionistica sui beni di prima necessità.

Il governo si dice pronto a intervenire nuovamente se le tensioni in Medio Oriente e il delicato negoziato tra Stati Uniti e Iran dovessero precipitare, ma per il momento la linea scelta è quella dell’attesa e del monitoraggio.

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