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Agsm-Aim-A2A, ecco le ultime novità sulla fusione

Agsm

Nell’ambito dell’accordo Agsm diventerà comproprietaria di un termovalorizzatore in Lombardia, in provincia di Pavia anche se i rifiuti veronesi andranno a Brescia Agsm-aim

“Una settimana fa, era stato il sindaco Federico Sboarina a recarsi all’Amia per rassicurare i lavoratori sul futuro dell’azienda. Oggi, alle 16, saranno invece i rappresentanti dei lavoratori dell’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti a recarsi dal sindaco, a Palazzo Barbieri, per un incontro tutt’altro che di cortesia”. È quanto si legge sull’edizione odierna del Corriere di Verona.

TUTELA DEI DIPENDENTI AMIA

Il tema rimane sempre quello della fusione tra Aim e Agsm con il partner A2A che coinvolge anche Amia che si occupa dei rifiuti veronesi. “’Chiediamo all’amministrazione Comunale e alla Capogruppo Agsm trasparenza, confronto e condivisione sul futuro di Amia, a tutela dei 600 dipendenti e del servizio alla città di Verona’, afferma Gabriele Maurina, segretario del dipartimento ambiente della Uiltrasporti di Verona e di coordinatore delle RSU di Amia”.

SERVIZIO DI RACCOLTA GESTITO IN HOUSE?

“Sboarina, nell’incontro all’Amia, aveva promesso di congelare ogni decisione sull’azienda, a partire dalla revoca del project financing predisposto ai tempi dell’amministrazione Tosi, che prevedeva la messa in gara del servizio sulla base di una proposta della stessa Amia. In linea di principio, sindacati e amministrazione concordano sulla necessità della revoca, perché l’idea è che il servizio di raccolta dei rifiuti venga gestito ‘in-house’, ovvero direttamente dal Comune attraverso una nuova società che prenderebbe il posto dell’attuale Amia, come per altro chiede una mozione approvata con un solo voto contrario dal consiglio comunale a settembre. Ma prima di fare ogni passo ufficiale, i sindacati chiedono al sindaco di sapere quale sarà la road map, anche alla luce dell’accordo di fusione a tre tra Agsm (del cui gruppo Amia fa parte), Aim Vicenza e il colosso lombardo A2A”.

I RIFIUTI DI VERONA BRUCERANNO A BRESCIA

Nell’ambito dell’accordo, si legge in un altro articolo del Corriere di Verona, Agsm diventerà anche comproprietaria di un termovalorizzatore in Lombardia, in provincia di Pavia anche se i rifiuti veronesi andranno a Brescia. Come racconta il quotidiano “neppure la pausa natalizia ha interrotto i contatti e le trattative in corso per chiudere la gigantesca operazione di accordo tra Agsm Verona, Aim Vicenza ed i lombardi del colosso A2A. La sera dell’antivigilia, a Vicenza, c’è stato un importante incontro sul versante politico, mentre proseguivano i contatti tra i responsabili tecnici delle tre multiutility coinvolte. Tra le notizie che trapelano, la più significativa riguarda il futuro percorso dei rifiuti che vengono raccolti a Verona e Vicenza. Entrambe le città sono prive di un termovalorizzatore, e l’apporto più importante alla futura società, da parte dei lombardi di A2A, è considerato proprio quello della messa a disposizione di un inceneritore”.

TRA GLI ASSET ALLA SOCIETA’ IL TERMOVALORIZZATORE DI PARONA DI LOMELLINA

“Si era molto parlato di utilizzare quello di Brescia, ma ora spunta un’altra ipotesi. Secondo l’accordo, in cambio del 30 per cento della futura MuVen (Multiutility del Veneto), A2A creerà una sua nuova società, nella quale conferirà appunto i suoi asset industriali, tra cui il termovalorizzatore: non però quello di Brescia, bensì quello di Parona di Lomellina, in provincia di Pavia, che proprio nel 2020, tra l’altro, sarà riammodernato con una nuova caldaia. Questo termovalorizzatore verrebbe ‘conferito’ in una nuova società appositamente creata da A2A, società che a sua volta entrerà a far parte della grande nuova multiutility triangolare Agsm-Aim-A2A”, scrive il quotidiano.

APPIANATI I PROBLEMI POLITICI SULLA FUSIONE

“Quanto ai problemi politici, la riunione del 23 dicembre avrebbe appianato in buona parte i problemi esistenti all’interno della Lega, soprattutto sul versante vicentino. In quell’area (ma anche sulla sponda berica di Fratelli d’Italia) si sono registrate le resistenze più forti all’operazione. A Vicenza era stata lanciata anche la proposta di vendere Aim per far fare cassa al Comune (e si era parlato di possibile interesse da parte di Hera). Le acque si sono adesso in parte calmate, anche se resta in sospeso una questione non da poco, quella del peso che Verona e Vicenza dovrebbero avere nella futura, nuova società”. Agsm-aim Agsm-aim Agsm-aim Agsm-aim