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Agsm-Aim-A2a, Vicenza frena sull’aggregazione

A2A

Il centrodestra berico appare sempre più spaccato. Come ipotesi estrema si comincia a ipotizzare che Verona potrebbe anche accordarsi da sola con A2A

Vicenza sembra frenare l’aggregazione tra Agsm, Aim e A2A con il centrodestra berico che appare sempre più spaccato malgrado l’accordo tra i sindaci. Secondo il Corriere di Verona “l’altra sera, in consiglio comunale, la Lega si è presentata con due posizioni diverse: quella del capogruppo Andrea Pellizzari, decisamente critica (‘La discussione è sterile – ha detto – perché tutto è già stato deciso’) e quella del consigliere Matteo Reginato, pure lui del Carroccio ma a favore dell’operazione”.

L’IPOTESI ESTREMA È UN ACCORDO IN SOLITARIA DI VERONA CON A2A

“Il vero colpo di freno – si legge sul Corriere di Verona – è però arrivato da Fratelli d’Italia, da tempo schierata contro l’operazione, forse anche perché il leader vicentino di FdI, Sergio Berlato, è storicamente da sempre su posizioni diverse rispetto a quelle dei suoi compagni di partito veronesi. E proprio FdI ha bloccato il voto di un documento favorevole alla grande intesa. Il voto dei due consigli comunali dovrà comunque arrivare entro il mese di aprile. E se a Verona la maggioranza in consiglio sembra certa (superate le iniziali perplessità espresse dalla Lega, i voti a favore dovrebbero essere 23 su 39) a Vicenza i numeri, come si usa dire, ‘ballano’. Tanto che c’è già chi, come ipotesi estrema, comincia a ipotizzare che, se a Vicenza nascessero troppe grane politiche, Verona potrebbe anche accordarsi da sola con A2A”.

PER IL NUMERO UNO DI AIM VIVIAN NESSUNA SVENDITA AD A2A

Il numero uno di Aim, Gianfranco Vivian, “ha nuovamente spiegato, assieme ai tecnici di Roland Berger i punti principali dell’operazione. ‘Non c’è alcuna svendita ad A2A – ha ribadito – ed i soci pubblici manterranno saldamente la guida della nuova società’. Una società che, secondo le pre-intese raggiunte, dovrebbe distribuire le proprie quote per il 35% ad Agsm, per un altro 35 ad Aim e per il rimanente 30 per cento ai lombardi di A2a, mentre un’altra condizione essenziale è quella di un patto di esclusiva in base al quale A2A s’impegnerà a non realizzare operazioni industriali o commerciali né in Veneto, né in Trentino-Alto Adige né in Friuli Venezia Giulia”, ha concluso il quotidiano veneto.