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Agsm-Aim, tutti i nodi da sciogliere

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Giorni frenetici per l’operazione fusione, che si intreccia col rimpasto di giunta

“Bisogna fare in fretta, ma non sarà facile. La storica fusione tra Agsm Verona e Aim Vicenza sarà per tutta la prossima settimana al centro della politica cittadina, ma sarà inestricabilmente legata anche ad altri temi caldi: la nomina di presidenti (la stessa Agsm, Amt e VeronaMercato), quella di nuovi assessori comunali, la nascita della nuova giunta regionale ed anche gli equilibri interni ai partiti”. È quanto ha precisato il Corriere di Verona nell’edizione domenicale.

IL CRONOPROGRAMMA

“Partiamo dalla fusione Agsm-Aim, col suo frenetico tour de force: domani la delibera della giunta Sboarina, martedì la riunione dei capigruppo che forse incontreranno i sindacati di Amia, mercoledì un incontro tra il sindaco Federico Sboarina e i leader di Cgil-Cisl-Uil su questi temi e giovedì il decisivo consiglio comunale: tutto di corsa, per arrivare in tempo, il lunedì successivo, all’assemblea societaria di Agsm. Azienda che peraltro, dal 5 agosto scorso è senza presidente, dopo le dimissioni di Daniele Finocchiaro. Giusto domani scadrebbero i termini per le candidature alla successione, ma in mancanza di un accordo (che non c’è) è probabile uno slittamento, che però non dovrebbe essere lunghissimo”, ha evidenziato il quotidiano.

LE CANDIDATURE

“Le candidature ‘forti’ finora depositate sono quelle dei leghisti Paolo Paternoster e Roberto Mantovanelli, e se quest’ultimo diverrà assessore nella giunta regionale di Luca Zaia, Paternoster dovrebbe essere il primo presidente di Agsm-Aim, dopo esserlo stato di Agsm. Restando in Regione, oltre a Mantovanelli (e ad Elisa De Berti, leghista di sicura riconferma) punta ad un posto in giunta anche Daniele Polato (oggi assessore alle Aziende, e quindi ‘supervisore’ della vicenda Agsm)”, ha proseguito il quotidiano.

IL NODO AMIA

“Tornando alla fusione Agsm-Aim, poi, restano aperte diverse questioni. L’Amia farà parte della nuova Azienda unificata, apportandovi il proprio valore (stimato in 30 milioni) e con nuovi investimenti già messi nel conto (per discariche, nuovi automezzi e nuovi cassonetti in città). In futuro, come ha spiegato l’avvocato Gregorio Gitti, la politica potrà fare scelte diverse”, ha concluso il quotidiano.