Territori

Aim vuole il fotovoltaico: pronto un piano da 14 mln. Dubbi del centrodestra

Aim

Un cambio di perimetro per Aim nelle settimane clou della trattativa per la fusione a tre con la veronese Agsm e la lombarda A2A

“Un investimento milionario per dotare Aim di una quota di energia green, una discussione con i rappresentanti della maggioranza in Comune e il mondo politico che preme la leva del freno: ‘Vogliamo prima valutare bene il perimetro economico dell’operazione’. È questa la tesi rimbalzata lunedì nella sede di Aim, dove nel tardo pomeriggio l’amministrazione ha riunito i vertici della multiutility e i rappresentanti della maggioranza in consiglio comunale, ovvero i capigruppo e alcuni referenti politici dei partiti che sostengono il sindaco Francesco Rucco”. È quanto racconta il Corriere di Verona evidenziando come l’azienda stia lavorando da quasi un anno al maxi-investimento ‘green’

L’OPERAZIONE

“Nel dettaglio – prosegue il Corriere di Verona -, l’operazione consiste nell’acquisizione delle quote di 8 aziende che operano tra le Marche e l’Abruzzo e che gestiscono altrettante impianti fotovoltaici – distese di pannelli per la produzione di energia elettrica attraverso l’energia del sole – per una produzione complessiva di circa ottomila chilowatt/picco, pari a 12 milioni di chilowatt/ora. Per capirsi, si tratta dell’energia consumata da quasi 4.500 famiglie in un anno, che dunque potrebbe essere acquistata da Aim ed entrare a far parte dell’energia venduta e distribuita dal player vicentino, che punterebbe ad ammortizzare l’investimento entro il 2032”.

GIORNI CLOU PER LA FUSIONE CON AGSM E A2A

“Dal punto di vista economico la stima è di un investimento di 14 milioni e per l’amministratore unico di Aim, Gianfranco Vivian, si tratta ‘del più grande investimento che l’azienda abbia mai pianificato e che avviene sul sentiero della sostenibilità ambientale’. Insomma, una precisa strategia green, che cambierebbe il perimetro della società di San Biagio, tra l’altro proprio nelle settimane clou della trattativa per la fusione a tre con la veronese Agsm e la lombarda A2A”, osserva il quotidiano.

DOMANI NUOVO VERTICE DI MAGGIORANZA

“Da qui la necessità di una precisa autorizzazione del socio unico, ovvero il Comune, e dunque di un voto da parte del Consiglio, che si dovrà esprimere sulla legittimità di una simile operazione. Ma la politica, di fronte al piano, non ha steso tappeti rossi. (…) Il tema tornerà d’attualità domani, quando è stato convocato di nuovo il vertice di maggioranza con numeri e dati”, ha concluso il Corriere di Verona.