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Aqp, ancora polemiche sulla newco. L’attacco di Amati

Aqp

Si tratta di un affare da 637 milioni di cui si è interessata anche la Corte dei Conti

Non si placano le polemiche sulla Newco di Aqp che dovrebbe gestire gli investimenti per arginare le perdite idriche. E non sono bastate le rassicurazioni di qualche giorno fa di Simeone Di Cagno Abbrescia, presidente di Aqp, sul Corriere del Mezzogiorno. Un affare da 637 milioni derivanti anche dal pagamento delle bollette dei pugliesi, di cui si è interessata anche la Corte dei Conti, secondo quanto riferito dallo stesso quotidiano qualche settimana fa.

AMATI ATTACCA: RISPOSTE CAMBIANO IN BASE AGLI INTERLOCUTORI

Secondo Fabiano Amati, presidente della Commissione bilancio pugliese, “la risposta cambia a seconda degli interlocutori”, ha ammesso al Corriere del Mezzogiorno. ‘Sull’argomento – attacca Amati – siamo partiti il 26 novembre con la conferenza stampa e con l’idea che la nuova società ‘provvederà alla realizzazione degli interventi in 94 Comuni pugliesi critici dal punto di vista delle perdite idriche nel comparto distributivo cittadino’, ‘nonché per la sostituzione di circa 1.600 chilometri di rete’ e che la nuova tecnologia portata dal socio privato sarebbe il ‘controllo globale delle reti mediante sensori di nuova generazione’. Il 28 novembre, si è passati alla rassicurazione ‘che i lavori sulla rete saranno appaltati all’esterno’, cioè come è sempre avvenuto, e che il socio privato avrebbe cooperato ‘nella progettazione degli interventi e nella gestione sulla rete’”.

IL GIALLO DEL MANAGEMENT

A quel punto rincara la dose Amati sempre sul quotidiano “’qualcuno ha fatto osservare che la progettazione per i 637 milioni di lavori era già oggetto di appalto da parte di Aqp e, addirittura, in fase di aggiudicazione’. Il ‘giallo’ del management è proseguito: ‘Dall’elenco delle attività oggetto della società di scopo – prosegue Amati – è scomparsa pure la progettazione dei lavori per 637 milioni’. Tanto che dopo le perplessità di Comuni pugliesi, i sindacati e l’Ance allora, ‘l’Aqp ha cominciato a giocare con le note tre carte: ai Comuni ha detto che si trattava di un’indagine preliminare di mercato e che comunque l’iniziativa sarebbe stata concordata e non avrebbe riguardato i lavori; ai sindacati ha spiegato che era solo nella fase dell’annuncio e che tutto sarebbe stato ancora definito; all’Ance, invece, spiegando che esistono appalti riservati alle imprese locali, come se vivessimo in un paese fermo alla preistoria del diritto’”.

LE PRECISAZIONI DI AQP

Ma in cosa consiste il progetto? Nicola De Sanctis, amministratore delegato di Aqp aveva precisato in un comunicato di qualche settimana fa le intenzioni dell’azienda: “’La newco sarà una società di scopo che ha funzioni ben precise: accelerare la realizzazione di interventi necessari, e prescritti, a pena di sanzioni salatissime, da parte dell’Autority del settore; poter disporre di tecnologie ancora più all’avanguardia’. E sulla partecipazione agli appalti De Sanctis ha aggiunto: ‘L’iniziativa prevede che i lavori sulla rete siano appaltati all’esterno. In tal modo non si caricherà eccessivamente il piano economico e finanziario aziendale dell’iniziativa. Sarà assicurato il ricorso al miglior sistema delle imprese anche locali perché, in tal modo Aqp continuerà a porsi sempre più come azienda che promuove lavoro e sviluppo nel territorio. Si tratta di individuare, con gara pubblica, un partner in grado di apportare tecnologie più avanzate”, si legge sempre sul quotidiano.

LA VICENDA

Nel frattempo sono scesi sul piede di guerra il governatore Michele Emiliano e il Comitato direttivo dell’Anci Puglia che, visto il ruolo istituzionale svolto dai Comuni all’interno dell’Autorità idrica pugliese (sono i proprietari della rete idrica), ha chiesto ‘alla Regione Puglia, quale socio unico di Aqp, di respingere categoricamente ogni proposta di privatizzazione, anche solo parziale della società’”. Privatizzazione che Aqp ha respinto al mittente parlando solo dell’individuazione di “potenziali partner fornitori in grado di apportare le tecnologie più avanzate per la realizzazione degli ingenti investimenti programmati sulla rete” senza “alcuna privatizzazione”.