Sostenibilità

Arera: Rinnovabili al 35,1% sulla produzione totale

Rinnovabili

Per l’anno 2017, gli oneri complessivamente a carico del Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate sono stati pari a circa 12,5 miliardi di euro. È quanto emerge dalla Relazione sullo “Stato di utilizzo e di integrazione degli impianti di produzione alimentati dalle fonti rinnovabili”

Nel 2017 la produzione lorda di energia elettrica è lievemente cresciuta rispetto a gli anni precedenti (da 283 TWh nel 2015 a 290 TWh nel 2016 fino a 296 TWh nel 2017), pur continuando ad assumere valori inferiori al valore massimo pari a 319 TWh raggiunto nel 2008 e al valore di 303 TWh nel 2004. È quanto emerge dalla Relazione di Arera sullo “Stato di utilizzo e di integrazione degli impianti di produzione alimentati dalle fonti rinnovabili” pubblicato in settimana.

I CONSUMI FINALI DI ENERGIA ELETTRICA SONO INFERIORI RISPETTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI

I consumi finali di energia elettrica, pur aumentati rispetto al 2016 (da 296 TWh a 302 TWh), sono inferiori rispetto a quelli degli anni precedenti (319 TWh negli anni 2007 e 2008) a causa della riduzione dei consumi in ambito industriale (da 155 TWh nell’anno 2007 sino a 123 TWh nell’anno 2016 e a 126 TWh nel 2017). Si sta anche assistendo a una decrescita della potenza installata, proseguita anche nel 2016 rispetto all’anno precedente, derivante dalla dismissione o messa in conservazione di impianti termoelettrici anche di elevata taglia, e a una più moderata crescita di nuove installazioni di impianti prevalentemente alimentati da fonti rinnovabili (riduzione, nel 2016 rispetto al 2015, di quasi 3,7 GW di impianti termoelettrici tradizionali a fronte di un aumento di circa 0,7 GW da fonti rinnovabili). Per effetto delle nuove installazioni da fonti rinnovabili e del generale calo nella produzione lorda totale e nei consumi finali di energia elettrica, l’incidenza delle fonti rinnovabili sulla produzione lorda e sui consumi finali di energia elettrica è rilevante.

LE FONTI RINNOVABILI INCIDONO NEL 2017 PER IL 35,1% DEL TOTALE NAZIONALE

Le fonti rinnovabili incidono nel 2017 per circa 104 TWh, pari al 35,1% del totale nazionale, a fronte del 18% circa nel 2004. Tale produzione, così come era avvenuto nel 2015, è in calo (-17 TWh), rispetto al valore massimo registrato nel 2014, per effetto della scarsa idraulicità. In termini di potenza efficiente lorda, incidono nel 2017 per circa 53 GW, pari circa al 45,5% del totale nazionale, a fronte del 24% nel 2004; è rilevante l’incidenza delle fonti aleatorie e in particolare del solare e dell’eolico (più del 25% del totale installato nel 2017 a fronte di poco più dell’1% nel 2004 ; quasi il 14% del totale prodotto nel 201 7 a fronte di poco meno dell’1% nel 2004). Al tempo stesso le fonti rinnovabili sono utilizzate per lo più tramite impianti di piccola e media taglia connessi alle reti di distribuzione (generazione distribuita). rinnovabili termiche

CONFERMATO L’AUMENTO DEL RENDIMENTO MEDIO DEGLI IMPIANTI TERMOELETTRICI

Nell’anno 2016, si è confermato, così come nel 2015, l’aumento del rendimento medio degli impianti termoelettrici rispetto ai valori del 2014, in contrasto con quanto avvenuto negli anni precedenti: tale aumento è imputabile a un maggiore utilizzo dei cicli combinati, a fronte dalla scarsità della risorsa idrica per il funzionamento degli impianti idroelettrici. I cicli combinati presentano un rendimento medio del 52% nel 2016, a fronte del 50% del 2014 e del 55% nel 2004, mentre il rendimento medio degli impianti termoelettrici diversi dai cogenerativi è pari a oltre 40% nel 2016, a fronte del 38% del 2014 e del 41% nel 2004. È ormai stabilizzata o in lieve crescita la porzione di carico soddisfatta dalla generazione distribuita e dalle fonti non programmabili (in particolare impianti eolici e fotovoltaici), nonché le maggiori pendenze del profilo di carico residuo, coperto tramite impianti programmabili, rispetto al profilo di carico complessivo.

bolletteARERA IMPEGNATA SU RINNOVABILI NON PROGRAMMABILI E GENERAZIONE DISTRIBUITA

Prosegue l’azione regolatoria dell’Autorità finalizzata a fare in modo che anche gli impianti alimentati dalle fonti rinnovabili non programmabili e di generazione distribuita nonché la domanda partecipino attivamente al funzionamento del sistema elettrico, sia attraverso la fornitura dei servizi di dispacciamento, sia attraverso la loro responsabilizzazione in termini di bilanciamento. Attualmente risultano qualificati alla partecipazione al Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD) 422 MW in termini di unità di consumo e 94 MW in termini di unità di produzione. Ciò consente l’integrazione e l’ulteriore diffusione delle fonti rinnovabili non programmabili e della generazione distribuita, garantendo allo stesso tempo la sicurezza del sistema elettrico.

CONTINUO AUMENTO DEL NUMERO DEGLI IMPIANTI CHE BENEFICIANO DELLO SCAMBIO SUL POSTO

Arera rileva, inoltre, un continuo aumento del numero degli impianti, quasi esclusivamente fotovoltaici, che beneficiano dello scambio sul posto (608.800 impianti nel 2017 a fronte di 562.600 nel 2016 e di 524.600 nel 2015). Complessivamente, per l’anno 2017, si stima che i costi derivanti dall’incentivazione delle fonti rinnovabili (dati di preconsuntivo) siano pari a circa 12,1 miliardi di euro, per una quantità di energia elettrica incentivata pari a circa 65 TWh.

ONERI NUOVI IMPIANTI A 12,5 MILIARDI DI EURO

Per l’anno 2017, gli oneri complessivamente a carico del Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate sono stati pari a circa 12,5 miliardi di euro: infatti ai richiamati 12,1 miliardi di euro occorre aggiungere circa 0,2 miliardi di euro riferiti alle fonti non rinnovabili e circa 0,2 miliardi di euro derivanti da ritiro dedicato e scambio sul posto. Si stima che, per l’anno 2018, i costi derivanti dall’incentivazione delle fonti rinnovabili siano in riduzione, pari a circa 11,6 miliardi di euro, e che gli oneri complessivamente a carico del Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate si attestino a circa 12, 0 miliardi di euro. Tale riduzione è sostanzialmente imputabile al progressivo termine del periodo di diritto all’incentivo per alcuni impianti.