Il primo rapporto del nuovo Collegio evidenzia prezzi elettrici del 13% superiori all’Eurozona e un balzo del 44% nell’import di GNL. Oltre 4,3 milioni di famiglie sostenute dai bonus sociali.
L’Italia energetica del 2025 si è mossa tra le turbolenze dei mercati internazionali e una frenata inattesa della transizione verde interna. Secondo quanto emerge dalla Relazione Annuale sullo Stato dei servizi e sull’Attività svolta, presentata oggi a Roma presso il Parlamento dal nuovo Collegio dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), il Paese sconta ancora un differenziale di prezzo significativo rispetto ai partner europei.
Tuttavia di registra una inversione di tendenza nel mix produttivo nazionale: per la prima volta negli ultimi anni, la produzione da fonti rinnovabili è calata dell’1,5%, mentre il termoelettrico è tornato a crescere del 5,2%, trainando l’aumento della produzione lorda complessiva (+2,4%). La fonte ufficiale, illustrata dal Presidente Nicola Dell’Acqua, certifica inoltre che le famiglie italiane nel mercato libero continuano a pagare tariffe sensibilmente più alte rispetto ai regimi di tutela o vulnerabilità.
IL CONTESTO GEOPOLITICO E L’INCERTEZZA GLOBALE
Il 2025 è stato un anno di forte reattività dei mercati agli eventi esogeni. Dopo un inizio d’anno favorevole, il quadro macroeconomico è peggiorato a causa delle politiche commerciali restrittive adottate dagli Stati Uniti in primavera, che hanno innescato un calo delle aspettative di crescita globale.
Al conflitto in Ucraina e alla crisi israelo-palestinese si è aggiunto il picco di tensione estiva tra Israele e Iran, che ha iniettato nuova volatilità sui prezzi delle commodity. In questo scenario, Arera sottolinea come la stabilità dei mercati sia rimasta ostaggio di dinamiche geopolitiche imprevedibili, condizionando pesantemente la programmazione energetica nazionale.
ELETTRICITÀ: IL PARADOSSO DEI PREZZI E LA RISCOSSA DEL GAS
Il Prezzo Unico Nazionale (PUN) nel 2025 si è attestato su una media di 115,9 €/MWh, segnando un +7% rispetto al 2024 e confermandosi come il valore più alto tra le principali borse elettriche del continente. Il confronto con Francia (61,1 €/MWh) e Spagna (65,3 €/MWh) è impietoso: i consumatori domestici italiani pagano l’elettricità il 13% in più rispetto alla media dell’Area euro.
Questo divario è causato quasi interamente dalla componente “materia energia”, che in Italia costa circa 5,68 c€/kWh più che nel resto d’Europa. Nonostante i consumi siano rimasti stabili a 312,4 TWh, la produzione nazionale è stata dominata dal gas naturale (+7%), mentre l’idroelettrico ha subito un tracollo del 21%. Sul fronte degli incentivi, lo Stato ha erogato circa 9,3 miliardi di euro per le fonti rinnovabili, con il fotovoltaico che copre ormai il 44% dell’energia incentivata.
IL MERCATO RETAIL E IL NODO DEL MERCATO LIBERO
Il 2025 ha segnato il definitivo consolidamento del mercato libero, che oggi serve l’83% dei consumi domestici e oltre il 99% dei condomini. Tuttavia, Arera rileva che questo settore resta sistematicamente più costoso della Maggior Tutela per tutte le classi di consumo. Nonostante la fine del servizio di tutela, l’attività di “switching” (il cambio fornitore) è rimasta elevata al 20,8%, segno che i cittadini cercano attivamente risparmi in un mercato popolato da 769 venditori. Interessante la differenza di approccio tra famiglie e imprese: se i consumatori domestici si dividono equamente tra prezzo fisso e variabile, l’80% delle aziende sceglie contratti a prezzo variabile per intercettare rapidamente i cali delle quotazioni all’ingrosso.
GAS NATURALE: RADDOPPIA L’IMPORT DAGLI USA
Il comparto del gas ha visto una ripresa dei consumi del 2%, arrivando a 62,1 miliardi di metri cubi. Sebbene l’Algeria resti il primo fornitore (36,1%), il 2025 è stato l’anno del boom per il Gas Naturale Liquefatto (GNL), le cui importazioni sono cresciute del 44%, arrivando a coprire un terzo dell’approvvigionamento totale.
I flussi dagli Stati Uniti sono raddoppiati, mentre sono crollati quelli dalla Russia, ridotti a meno di un miliardo di metri cubi. Anche in questo settore, l’Italia paga un prezzo superiore del 7% rispetto alla media Eurozona. Pesano i costi di rete e un fisco che, nonostante le riduzioni, incide significativamente sul costo finale, rendendo la bolletta italiana la seconda più cara tra i grandi Paesi UE, superata solo dalla Francia.
TUTELA SOCIALE E SERVIZI AL CITTADINO
A fronte di costi energetici ancora elevati, il sistema dei bonus sociali ha svolto un ruolo di ammortizzatore fondamentale, raggiungendo 4,3 milioni di nuclei familiari. Arera stima un esborso di 840 milioni di euro per i bonus elettrici e 165 milioni per quelli gas.
Parallelamente, l’attività di tutela si è intensificata attraverso lo Sportello per il Consumatore, che nel 2025 ha permesso di recuperare oltre 24 milioni di euro a favore degli utenti tramite le procedure di conciliazione. Nonostante un calo nel volume complessivo delle chiamate e dei reclami scritti, la qualità dell’assistenza è migliorata: l’indice di soddisfazione complessiva (ICS) dei clienti è salito a 68,3 su 100 per le risposte scritte e ha toccato l’eccellenza del 92,5 per il servizio telefonico.
ACQUA E RIFIUTI: L’EMERGENZA INFRASTRUTTURALE
Il settore idrico rimane il grande malato del sistema infrastrutturale italiano. Le perdite di rete si attestano al 42,5%, con punte drammatiche del 50,6% nel Mezzogiorno. Gli investimenti programmati fino al 2029 ammontano a 29,6 miliardi di euro, ma Arera avverte che la contrazione dei finanziamenti pubblici e la scadenza di molte concessioni risalenti agli anni Novanta rischiano di rallentare i cantieri.
Nel settore dei rifiuti, la produzione è salita a 30 milioni di tonnellate (+2,3%). Sebbene la raccolta differenziata sfiori ormai il 68%, il tasso reale di riciclaggio è fermo al 52,3%. La frammentazione gestionale resta il problema principale: sono ancora quasi 2.700 gli enti locali competenti, un numero che ostacola l’applicazione uniforme delle tariffe e la chiusura efficiente del ciclo dei rifiuti.
IL TELERISCALDAMENTO E LA COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE
Infine, il settore del telecalore mostra una crescita costante, pur restando concentrato al 95% in cinque regioni del Nord. Con il 70% della produzione ancora legata al gas, i prezzi restano influenzati dalla volatilità della materia prima, stabilizzandosi intorno ai 113 €/MWh.
Per accompagnare i cittadini in questo scenario complesso, Arera ha potenziato la propria presenza digitale, superando gli 87.000 follower sui social media e lanciando campagne innovative come “Nuova Bolletta – Scontrino dell’energia”. L’obiettivo dichiarato dall’Autorità è quello di rendere i dati e le norme sempre più accessibili, trasformando il consumatore da soggetto passivo a utente consapevole della transizione energetica.

