Sostenibilità

Arrigoni: Economia circolare non è opzione ma servono impianti

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Arrigoni e Ripamonti hanno depositato nel frattempo una nuova interrogazione in Senato per sollecitare il Governo ad intervenire sul passaggio al mercato libero dell’energia che non sta funzionando

Economia circolare strada obbligata ma sui cambiamenti climatici serve meno ideologia e più pragmatismo. Lo ha detto il senatore Paolo Arrigoni (Lega) intervenendo alla settima edizione di EcoForum di Legambiente nel corso della quale ha annunciato una nuova interrogazione in Senato per sollecitare il Governo ad intervenire sulla fine del regime tutelato nel settore elettrico.

SERVONO IMPIANTI

“L’economia circolare non è un’opzione, per la Lega è una strada obbligata, per la tutela dell’ambiente e per la nostra industria che è un’industria virtuosa ma tiene il freno a mano tirato perché c’è un problema di regole e troppa burocrazia. E’ stato appena recepito il pacchetto di direttiva sull’economia circolare che pone obiettivi al 2035 assolutamente sfidanti: il 65% di riciclo, e oggi siano al 45,2%; il 10% di conferimento in discarica e oggi siamo al 22-23%. Per raggiungere questi obiettivi servono gli impianti che sono assolutamente carenti in questo Paese dove ogni anno 200mila tir partono, soprattutto da Campania, Lazio e Sicilia, per portare rifiuti nelle regioni del nord e all’estero – ha detto Arrigoni -. Non dobbiamo fare più di quello che ci chiede l’Europa. Vedo in Parlamento diversi tentativi di allargare i ‘contenitori’ di quei prodotti che dovranno essere messi al bando, come nel caso dei bicchieri di plastica e vorrei ricordare che durante il Covid la plastica è servita e non poco e che il comparto italiano è molto importante. Per queste imprese, per queste migliaia di persone e per questo Pil che produce il settore, bisogna dare il tempo congruo per consentire la conversione ad altri prodotti”

RITARDI SU END OF WASTE

Arrigoni ha poi puntato il dito sui ritardi riguardanti il tema dell’end of waste. “La Lega voleva un disegno di legge per il recepimento tout court della normativa Ue, invece si è scelto un compromesso che introduce troppi controlli per chi rilascia la qualificazione di fine rifiuto. Sui decreti End of Waste andiamo molto a rilento, ne sono stati emanati solo cinque. Dispiace che il mancato recepimento tout court della direttiva stia causando ulteriori problemi”

MENO IDEOLOGIA

“La neutralità climatica al 2050 vuole essere perseguita dall’Ue con un ulteriore innalzamento degli obiettivi. I Paesi europei hanno lavorato due anni sui Piani nazionali integrati energia e clima, inviati in Commissione a fine 2019, e sono piani con obiettivi sfidanti. Ma io già mi pongo il problema di come raggiungere gli obiettivi al 2030, e assumere il taglio della CO2 al 55 o al 60% significa rivedere i piani nazionali integrati e innalzare l’obiettivo delle rinnovabili e dell’efficientamento energetico, ma noi siamo già molto in ritardo sugli obiettivi oggi vigenti al 2030; e sulle rinnovabili stiamo marciando a meno del 20% di quanto dovremmo fare. Va bene la transizione energetica e va bene la neutralità climatica ma facciamo le cose con meno ideologia e con più pragmatismo”, ha chiosato Arrigoni.

INTERROGAZIONE IN SENATO SU RISCHIO CARO BOLLETTE PER RITARDI MISE

Arrigoni, che è anche responsabile del dipartimento Energia della Lega, e Paolo Ripamonti, vicepresidente della commissione Industria, hanno depositato nel frattempo una nuova interrogazione in Senato per sollecitare il Governo ad intervenire sul passaggio al mercato libero dell’energia che non sta funzionando. “La preoccupazione principale è che il 1° gennaio 2022, data della fine della maggior tutela per microimprese e per 15 milioni di clienti domestici, porti con sé un aumento generalizzato delle bollette di elettricità e gas. Senza dimenticare che dal prossimo 1 gennaio 2021 toccherà subito alle piccole imprese. Ancora una volta, dopo non aver ricevuto risposta a due interrogazioni presentate nel 2019, richiamiamo Governo e ministro dello Sviluppo economico alle loro responsabilità”. Da qui le richieste: “Quali sono le tempistiche di emanazione dei decreti ministeriali e per l’istituzione dell’elenco venditori al fine di qualificare gli stessi soggetti e per prevenire e contrastare condotte opportunistiche e scorrette?”.