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Ascopiave, si dimette il consigliere di Amber

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Il titolo di Ascopiave vola in borsa: +12% circa in cinque sedute e +8,8% solo venerdì dopo l’ingresso di A2a

“Ascopiave, si dimette il consigliere di Amber. Dopo la vendita incrociata delle azioni ad Hera ed A2a, quest’ultima valutata come ostile, si è dimesso ieri dal consiglio di amministrazione della quotata trevigiana del gas Giorgio Martorelli, il rappresentante eletto nell’assemblea dell’aprile 2017 nella lista di minoranza e da Asm Rovigo. E dovrebbe essere proprio il rappresentante rodigino Claudio Paron, secondo nome in lista, ad entrare nel board”. È quanto si legge sul Corriere di Verona.

LA VICENDA

Ma cos’era successo? Semplice: “Dopo la guerra scatenatasi intorno ad Ascopiave tra il colosso lombardo A2a e quello emiliano Hera” si è innescata un nuovo scontro, raccontava ieri sempre il Corriere di Verona a causa della “vendita della quota del fondo Amber della utility trevigiana del gas. Finita per un 2,5% ad Hera, per 9,3 milioni, alleato di Pieve di Soligo, dopo lo scambio tra clienti del mercato libero e reti di distribuzione; ma per l’altro 4,16% ad A2a, per un prezzo di 42 milioni, facendo schizzare il titolo in Borsa di quasi il +9%. Ingresso clamoroso, che fa di A2a, il secondo socio. Perché raddoppia a Treviso, a parti invertite, la ‘guerra fredda’ in Veneto tra i due colossi, aperta sulla fusione Agsm-Aim, che hanno scelto A2a come partner industriale. Con tanto di critiche di Hera, e Ascopiave, per la mancanza di una gara trasparente”.

IL RIALZO IN BORSA

E anche ieri il titolo è volato in borsa, come racconta il quotidiano, dell’1,5% “che aggiorna i nuovi massimi a 4,5 euro dopo l’exploit del titolo nella scorsa settimana: +12% circa in cinque sedute e +8,8% solo venerdì dopo l’ingresso di A2a che ha rilevato il 4,16%. Per gli analisti di Equita le operazioni su Ascopiave potrebbero accendere il risiko utility a Nordest. Se Ascopiave non è contendibile, è comunque da considerare ‘molto appetibile’ per una aggregazione: il ‘basso premio sul capitale netto regolatorio’, ‘gli elevati dividendi pagati’ e ‘la rilevante presenza nel settore distribuzione’ sono i fattori, per gli analisti, che rendono attraente un’alleanza con Ascopiave”.