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Aste e registri Fer 1, la Lega interroga il governo

arrigoni

Il ministro Patuanelli chiamato in causa da Arrigoni anche sulle tempistiche per l’adozione del dm Fer 2

Quali misure il Ministro dello Sviluppo economico intende assumere per rimediare al fallimento del meccanismo delle aste e dei registri del decreto ministeriale FER1? E qual è la tempistica relativa all’adozione del decreto ministeriale FER2? È quanto chiede la Lega in un’interrogazione a prima firma Paolo Arrigoni, responsabile energia del Caroccio.

COSA DICE L’INTERROGAZIONE

“Con la Gazzetta Ufficiale 9 agosto 2019, n. 186 è stato pubblicato il decreto del Ministero dello sviluppo economico 4 luglio 2019, il cosiddetto ‘decreto Fer1’, recante “Incentivazione dell’energia elettrica prodotta dagli impianti eolici on shore, solari fotovoltaici, idroelettrici e a gas residuati dei processi di depurazione” – si legge nel testo -. La finalità del decreto, in coerenza con gli obiettivi europei 2020 e 2030, è quella di sostenere la produzione di energia elettrica dagli impianti alimentati a fonti rinnovabili indicati nell’allegato 1 dello stesso decreto, attraverso la definizione di incentivi e modalità di accesso che promuovano l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità, sia ambientale che degli oneri di incentivazione, in misura adeguata al perseguimento degli obiettivi nazionali e con modalità conformi alle Linee guida in materia di aiuti di Stato per l’energia e l’ambiente di cui alla comunicazione della Commissione europea (2014/C 200/01)”.

DA ANNI SI ATTENDE IL DM FER 2

“Sono ormai anni che si attende il cosiddetto ‘decreto ministeriale Fer2’, riguardante l’incentivazione delle rinnovabili che hanno il più alto tasso d’innovazione tecnologica, quali ad esempio la geotermia, il biogas e il solare termodinamico, e che costituiscono una concreta opportunità per implementare concretamente l’utilizzo di tecnologie con un alto contenuto innovativo, in grado di rappresentare un volano di sviluppo economico e sostenibile, quale base di partenza indispensabile per realizzare gli ulteriori miliardi di euro di investimenti aggiuntivi previsti dal Piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC) – si legge nell’interrogazione -. Secondo quanto si apprende dagli organi di informazione, il Ministero dello sviluppo economico sta lavorando per concludere il citato decreto ministeriale ‘FER2’, il quale sarebbe stato aggiornato con le disposizioni legislative intervenute in materia di biogas e biomasse e attualmente sarebbe oggetto di confronto con i Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche agricole, chiamati a esprimere il proprio concerto”.

IL FALLIMENTO DEL BANDO 3 DELLE FER 1

Non solo, prosegue il Carroccio: “L’analisi delle graduatorie del bando 3 del decreto ministeriale FER1, pubblicato dal GSE il 24 settembre 2020, certifica il fallimento (atteso anche alla luce dell’esito del bando 2) del sistema di accesso agli incentivi per gli impianti di produzione di energia elettrica a fonti rinnovabili, considerato che su un contingente di potenza disponibile pari a 1340 MW, in posizione utile sono risultati soli 434 MW, risultando dunque non assegnati oltre i due terzi di potenza elettrica incentivata; le scarse domande al bando 3 del decreto ministeriale FER1 riguardano tutte le tipologie di impianti, sia quelli nuovi sia i rifacimenti: eolici on shore, solari fotovoltaici e idroelettrici, mentre solo gli idroelettrici di piccole dimensioni hanno esaurito il proprio contingente”.

OBETTIVI PNIEC A RISCHIO

Insomma, “le criticità, le complessità e le tempistiche per l’ottenimento delle autorizzazioni degli impianti, unitamente alle problematiche dovute all’emergenza sanitaria, fanno sì che gli obiettivi del governo al 2030 scritti nel PNIEC, che inevitabilmente saranno incrementati alla luce dei nuovi target di abbattimento di CO2 in via di determinazione presso le istituzioni europee, difficilmente saranno raggiunti in assenza di un’accelerazione relativa ai processi di produzione da fonti rinnovabili – conclude la Lega -. Il flop del meccanismo delle aste e dei registri del decreto ministeriale FER1 e i ritardi nell’emanazione del decreto FER2 non solo compromettono il raggiungimento degli obiettivi del PNIEC, ma limitano gli investimenti assolutamente indispensabili in un periodo di profonda crisi economica, quale quella che sta attraversano il nostro Paese”. Da qui la richiesta al governo.