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L’Australia apre alle zero emissioni nette entro il 2050

Australia Metalli Critici

“Il nostro obiettivo”, ha detto il primo ministro dell’Australia, “è raggiungere le zero emissioni nette il prima possibile, e preferibilmente entro il 2050”

Il primo ministro dell’Australia Scott Morrison – uno dei leader politici più reticenti nel prendere impegni contro il riscaldamento globale – ha lasciato intendere che il paese potrebbe darsi l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.

“Il nostro obiettivo”, ha detto durante il suo discorso al National Press Club di Canberra, “è raggiungere le zero emissioni nette il prima possibile, e preferibilmente entro il 2050”.

COSA HA DETTO (E COSA NO) SCOTT MORRISON

Morrison aveva dichiarato varie volte che l’Australia sarebbe arrivata allo zero netto solo nella seconda metà del secolo. Nonostante la recente dichiarazione, il primo ministro non ha comunque fatto un annuncio ufficiale né ha spiegato come intende raggiungere quel target. Anzi: il governo australiano ha intenzione di sostenere lo sviluppo di nuovi giacimenti di gas.

Morrison ha detto che l’Australia raggiungerà la neutralità carbonica investendo nelle nuove tecnologie per la riduzione e la compensazione del carbonio, in modo da permettere alle industrie pesanti di proseguire le loro attività. Canberra non ha elaborato un piano sulle auto elettriche – come fatto da molti altri governi, anche alleati – nonostante l’Australia non produca autoveicoli e dipenda dall’importazione di petrolio e derivati per soddisfare la necessità di carburante per i trasporti.

LE EMISSIONI DELL’AUSTRALIA

La riluttanza di Canberra si spiega con il fatto che l’Australia è il più grande esportatore di gas naturale liquefatto al mondo (GNL) e il secondo maggiore fornitore di carbone termico. È anche uno dei paesi sviluppati con il tasso più alto di emissioni di gas serra pro capite.

Una gran parte delle emissioni sono generate proprio dalla produzione di carbone e di gas per l’esportazione, ma anche dalla combustione del carbone termico per il soddisfacimento del fabbisogno energetico nazionale. L’elettricità è responsabile di un terzo delle emissioni totali di gas serra dell’Australia.

Le emissioni di gas serra nel paese sono scese ai minimi da oltre vent’anni nel periodo da luglio 2019 a luglio 2020 anche a causa della pandemia di coronavirus. Ciononostante, l’Australia probabilmente non riuscirà a rispettare gli impegni di riduzione delle emissioni al 2030 presi con l’accordo di Parigi sul clima del 2015.

L’anno scorso Canberra ha pubblicato un documento programmatico per il contenimento delle emissioni che include il sostegno a progetti di cattura e stoccaggio del carbonio (in modo da permettere nuova produzione di gas e carbone) e a progetti sull’idrogeno (ottenuto però non tanto da fonti rinnovabili, quanto soprattutto dal gas naturale).

COME VANNO LE RINNOVABILI

L’Australia sta comunque potenziando la propria capacità rinnovabile. Nel 2020 la capacità di generazione energetica dall’eolico e dal solare è arrivata a 3800 megawatt. Le rinnovabili hanno rappresentato il 26 per cento della generazione nel mercato elettrico relativo alla parte orientale del paese.

Sono inoltre in fase di sviluppo progetti eolici e solari per 3390 MW; impianti per altri 3200 MW sono invece in fase avanzata di pianificazione.

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Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, si occupa di esteri, energia e geopolitica, con un’attenzione particolare per il Messico e il Canada.

Scrive su “Energia Oltre”, oltre a collaborare con “IL – Il maschile del Sole 24 ORE”, “Aspenia online”, “Start Magazine” ed “eastwest”. A volte è ospite a Radio3 Mondo (Rai Radio 3).

Su Twitter è @marcodellaguzzo.

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