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Auto: Cosa accadrà al petrolio con il boom delle elettriche

auto elettriche

Nonostante l’elevata incertezza sullo stato attuale del mercato automobilistico, tutte le case automobilistiche si stanno attenendo ai piani per aumentare l’offerta di auto elettriche in modo significativo nel prossimo decennio.

La pandemia di Covid-19 ha cambiato radicalmente le prospettive a breve termine dell’industria automobilistica globale e delle vendite di auto, comprese le vendite di veicoli elettrici. Ma le azioni politiche a sostegno di decarbonizzazione e trasporto a basse emissioni nel mondo post-virus, potrebbero accelerare la transizione energetica e spostare maggiori volumi di domanda petrolifera dal trasporto su strada al punto di avvicinare il picco della domanda di petrolio.

DURO COLPO AL MERCATO AUTOMOBILISTICO

La pandemia e le misure di lockdown messe in campo per impedirne la diffusione hanno colpito duramente il mercato automobilistico in tutto il mondo, a causa del poco traffico auto generato durante questo periodo e delle concessionarie chiuse, con milioni di potenziali acquirenti di auto non in grado di comprare vetture.

LE CASE AUTOMOBILISTICHE PROSEGUONO NEI PIANI DI AUMENTO DELL’OFFERTA ELETTRICA

Nonostante l’elevata incertezza sullo stato attuale del mercato automobilistico, tutte le case automobilistiche si stanno attenendo ai piani per aumentare l’offerta di auto elettriche in modo significativo nel prossimo decennio.

Il mercato globale dell’auto avrà certamente difficoltà quest’anno, e forse un altro anno o due, mentre la penetrazione dei veicoli elettrici, soprattutto se i governi promuoveranno il sostegno ai veicoli a emissioni zero, è destinata a crescere, erodendo la quota dei veicoli convenzionali con motore a combustione interna.

I COSTRUTTORI DI AUTO NON ABBANDONANO I LORO PIANI SUI VEICOLI ELETTRICI

La domanda di carburanti per autotrazione – che rappresenta quasi la metà del totale della domanda globale di petrolio – è destinata a ridursi grazie a produttori di veicoli elettrici come la statunitense Tesla e la cinese BYD e a case automobilistiche tradizionali come GM, Ford e Volkswagen, che hanno in programma di lanciare nuovi veicoli con batterie più economiche e di lunga durata. I rumors parlano di una Tesla che si sta preparando a lanciare una batteria in grado di percorrere un milione di miglia già quest’anno o all’inizio del 2021 per la sua Model 3, come parte di un piano più ampio per realizzare e usare batterie a lunga durata e a basso costo in grado di portare i prezzi dei veicoli elettrici alla pari con le tradizionali auto. Anche GM è “quasi in dirittura di arrivo” nei suoi sforzi di realizzare una batteria da un milione di miglia, ha detto il Vice Presidente Esecutivo di GM Doug Parks in una conferenza stampa via web questa settimana.

TESLA IL PRODUTTORE PIU’ MATURO PER LE EMISSIONI ZERO

Secondo un’analisi Reuters realizzata in collaborazione con Constellation Research & Technology, su 27 case automobilistiche analizzate Tesla è il produttore più maturo e con il maggior slancio per guidare l’industria automobilistica verso il trasporto a emissioni zero. Seguono le cinesi BYD e BAIC, la tedesca Volkswagen, che, secondo l’analisi, ha uno degli obiettivi più aggressivi per i modelli di veicoli elettrici del settore. Al momento, tuttavia, Volkswagen non ha ancora dimostrato le sue capacità nella produzione di massa nei veicoli elettrici, mentre è leader tra le case automobilistiche nelle vendite di Suv a benzina.

ANCHE QUEST’ANNO CON IL COVID-19 VENDITA DI AUTO ELETTRICHE MEGLIO DI QUELLE TRADIZIONALI

In ogni caso le prospettive a lungo termine delle vendite di auto elettriche sono ancora brillanti nonostante lo shock del Covid-19. Mentre le vendite delle auto tradizionali sono destinate a diminuire quest’anno, le vendite di veicoli elettrici diminuiranno di una percentuale inferiore rispetto alle vendite di auto convenzionali, secondo il nuovo Long-Term Electric Vehicle Outlook pubblicato dalla società di ricerca BloombergNEF (Bnef) questa settimana.

Le vendite globali di auto si prevedono in calo del 23% quest’anno, mentre le vendite di veicoli elettrici sono destinate a diminuire del 18%. “Le vendite di veicoli elettrici resistono meglio dei veicoli a combustione nella maggior parte dei mercati, a causa di un arretrato di ordini, di nuovi modelli e di una politica di sostegno in Europa e in Cina in particolare”, ha detto BNEF.

LA SFIDA DELLE AZIENDE AUTO PER FINANZIARE LA TRANSIZIONE

Non solo. La pandemia sta seriamente perturbando l’industria automobilistica, e sta anche “sollevando difficili questioni sulle priorità delle case automobilistiche e sulla loro capacità di finanziare la transizione”, si legge nel report di BNEF. Ciononostante, le prospettive di vendita di veicoli elettrici a lungo termine sono ancora brillanti. Le vendite di veicoli elettrici sono destinate ad aumentare da 1,7 milioni nel 2020 a 8,5 milioni nel 2025 e 54 milioni nel 2040, ha riferito BNEF. La quota di veicoli elettrici nelle vendite globali di auto nuove è destinata a salire al 58% nel 2040 da appena il 2,7% nel 2020.

I FATTORI CHIAVE: CALO DEI PREZZI, NUOVI MODELLI E PRESSIONI POLITICHE

Secondo BNEF, i fattori chiave per una più ampia adozione dei veicoli elettrici saranno il continuo calo dei prezzi delle batterie, i nuovi modelli di veicoli elettrici e la pressione politica per la decarbonizzazione in molti paesi.

“Entro la metà degli anni 2020 le auto elettriche raggiungeranno la parità di prezzo iniziale – senza sussidi – con i veicoli a combustione nella maggior parte dei segmenti, ma c’è un’ampia variazione a seconda della regione”, ha sottolineato BNEF.

PER AIE LE RISPOSTE POLITICHE POTREBBERO ACCELERARE LA TRANSIZIONE

Nonostante la crisi, le auto elettriche sono destinate a conquistare una quota record del mercato complessivo quest’anno, gli esperti dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) hanno scritto in un commento questa settimana.

“Le risposte politiche dei governi alla crisi potrebbero accelerare la transizione verso le auto elettriche”, hanno detto Timur Gül, capo della divisione di politica energetica, Marine Gorner, analista dell’energia, e Leonardo Paoli, ricercatore in materia di energia e trasporti di Aie.

COSA ACCADRA’ ALLA DOMANDA DI PETROLIO

L’aumento della pressione sociale e degli investitori per la decarbonizzazione dei sistemi energetici e del trasporto su strada potrebbe accelerare una più ampia adozione dei veicoli elettrici e, con essa, il momento in cui la domanda di petrolio si stabilizzerà e inizierà a diminuire. Alcuni analisti hanno già suggerito che potremmo aver già raggiunto il picco della domanda di petrolio, e anche i dirigenti delle maggiori compagnie petrolifere BP e Shell non escludono questa convinzione.

“Una conclusione è che c’è una buona probabilità che il percorso della domanda di petrolio possa essere permanentemente inferiore a quello che ci aspettavamo alla fine dello scorso anno. Questo probabilmente non significa che abbiamo già raggiunto il ‘picco della domanda’ di petrolio: un calo sostenuto del consumo globale di petrolio dipende dall’elettrificazione su larga scala del trasporto stradale, e prima della pandemia non eravamo sulla strada giusta per raggiungere quel punto fino alla seconda metà degli anni 2030”, ha detto Wood Mackenzie all’inizio di questo mese.

I TRE SCENARI DI WOOD MACKENZIE

La società di consulenza ha tracciato tre scenari per il futuro dell’energia in un mondo post-virus, uno dei quali è lo scenario di “crescita più verde”, che prevede un aumento significativo del sostegno politico alle iniziative ‘green’, in cui la domanda di petrolio è destinata a salire a livelli altissimi nel 2020, prima di iniziare a scendere drasticamente nel 2030.

“È probabile che la realtà si mescoli e si combini con elementi diversi da questi scenari. Alcune regioni spingeranno con forza sull’acceleratore della transizione energetica, mentre altre si concentreranno maggiormente sullo sviluppo delle industrie manifatturiere nazionali e sulla protezione dei produttori di energia esistenti. Ma la maggior parte dei probabili cambiamenti vanno nella stessa direzione: verso una crescita più debole della domanda di petrolio”, ha detto WoodMac.