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Auto elettriche, accordo in vista tra Volkswagen e Foxconn?

Volkswagen Foxconn

L’antenato di tutti i SUV, Scout, potrebbe rivivere, come veicolo elettrico, grazie a una partnership tra Volkswagen e Foxconn e un impianto negli USA per rispettare le nuove norme protezionistiche volute da Biden

Tra tutte le case automobilistiche del Vecchio continente, le tedesche sono senza ombra di dubbio quelle che hanno tessuto maggiori jv con imprese e startup asiatiche. Ora in ballo ci sarebbe una nuova collaborazione tra Volkswagen e la taiwanese Foxconn finalizzata a rispolverare il brand americano Scout, storico veicolo del 1960, antesignano della Ford Bronco nel 1965 e di tutti i SUV moderni. La volontà della Casa di Wolfsburg sarebbe quella di commercializzare un pick-up elettrico dedicato principalmente al mercato statunitense.

COSA SAPPIAMO SUGLI ACCORDI TRA VOLKSWAGEN E FOXCONN

La notizia secondo la quale i tedeschi sarebbero interessati a sfoderare un mezzo che rientri nell’alveo non solo dei cassonati a batteria ma anche delle cosiddette “rugged Suv (RUV)” era stata anticipata agli inizi dell’estate dal Wall Street Journal secondo cui VW dovrebbe investirci fino a 1 miliardo di dollari, di cui 100 milioni per creare una società ad hoc, con tanto di una sua struttura manageriale indipendente, col target delle 250.000 vendite all’anno a partire dal 2026 in una struttura produttiva dedicata e sulla base di una piattaforma appositamente sviluppata per pickup e RUV.

Adesso, secondo Automotive News, l’operazione potrebbe essere frutto di una joint venture con Foxconn, il colosso di Taiwan noto soprattutto per la produzione di iPhone e in questi giorni al centro delle cronache per le manifestazioni in Cina contro la politica “zero Covid” decisa dal regime. Altre voci non confermate, è giusto segnalarlo per dovere di cronaca, avevano invece indicato come possibile partner Magna Steyr Fahrzeugtechnik AG & Co KG, un’industria automobilistica con sede a Oberwaltersdorf in Austria. Ma il colosso asiatico è senza dubbio più funzionale alla produzione di vetture sempre più smart affamate di tecnologia e, soprattutto, semiconduttori.

A Foxconn Volkswagen demanderebbe difatti la produzione dei futuri modelli utilizzando la fabbrica acquistata in Ohio dalla Lordstown Motors. L’impianto, localizzato nell’omonima cittadina, era stato in precedenza di proprietà della General Motors, dal 1966 al 2019. La decisione di produrre lì i SUV elettrici è duplice: da un lato difatti è perché l’auto è indirizzata esclusivamente al mercato USA, dall’altro per rientrare nelle maglie, sempre più strette, dell’Inflation Act voluto dal presidente Joe Biden che impone, per potere accedere ai sussidi per incentivare la mobilità elettrica, di impiantare negli Stati Uniti la propria filiera.

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