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Emissioni

Auto elettriche e rinnovabili basteranno a centrare le 0 emissioni? Lo scetticismo di Germania e ExxonMobil

Lo sviluppo delle rinnovabili e la crescente diffusione delle auto elettriche non saranno sufficienti a centrare l’obiettivo 0 emissioni di CO2 entro il 2050. Lo scetticismo di Germania e ExxonMobil

Energie rinnovabili e auto elettriche non basteranno a centrare l’obiettivo zero emissioni di CO2 entro il 2050. La preoccupante previsione arriva dall’ultimo Global Outlook di ExxonMobil. Il rapporto stima che petrolio e gas continueranno a ricoprire un ruolo centrale nel mix energetico, nonostante la crescita delle energie green e la diffusione delle Ev. Lo scetticismo nei confronti delle auto elettriche si diffonde anche in Germania, che dimostra di voler puntare fortemente sugli e-fuel.

IL MIX ENERGETICO AL 2050

Non vedremo grandi cambiamenti nel mix energetico mondiale da qui al 2050, secondo ExxonMobil. Nel rapporto si prevede infatti che il carbone sarà sempre meno utilizzato, ma petrolio e gas naturale copriranno almeno la metà della domanda globale di energia. Domanda che aumenterà del 15%, spinta dallo sviluppo dei Paesi emergenti, secondo la compagnia.

“Si prevede che il petrolio e il gas naturale rappresenteranno ancora più della metà dell’approvvigionamento energetico mondiale. L’utilità del petrolio e del gas naturale nel soddisfare le esigenze del mondo rimane ineguagliabile”, si legge nel Global Outlook.

EMISSIONI, I TRASPORTI

La diffusione di veicoli elettrici non farà calare il consumo globale di petrolio, secondo ExxonMobil. La transizione delle automobili contribuirà a diminuire l’utilizzo di questa fonte nel settore della mobilità, ma la domanda globale nel 2050 sarà ancora di 85 milioni di barili al giorno, anche se a partire dal 2035 venissero vendute solo automobili elettriche.

La ragione principale riguarda l’elettricità. Infatti, il consumo globale crescerà dell’80% da qui al 2050, ma la maggior parte proverrà da fonti fossili, secondo ExxonMobil. Nei prossimi anni assisteremo a un considerevole aumento della produzione eolica e solare, si legge nel Global Outlook. Tuttavia, non sarà sufficiente a coprire la domanda globale di energia.

La seconda motivazione è che il petrolio continuerà a rivestire un ruolo centrale nel trasporto aereo, marittimo e su ferro, secondo ExxonMobil.

EMISSIONI, LA GERMANIA PUNTA ANCORA SUGLI E-FUEL

Entro il 2030, ExxonMobil mira a ridurre le sue emissioni di gas serra del 40% -50% dal 2016. Inoltre, la società prevede di incrementare la produzione di biocarburanti e idrogeno. Infine, la Exxon sta sviluppando le capacità di cattura e sequestro del carbonio (CCS).

Lo scetticismo nei confronti del ruolo dell’elettrico nella decarbonizzazione si diffonde anche in Germania. Il ministro dei trasporti, Volker Wissing, nel corso di un’intervista al giornale Bild am Sonntag ha affermato di non essere certo che le auto elettriche prevarranno sulle altre alimentazioni, perorando la causa dei carburanti sintetici.

“La gara per il car drive del futuro è completamente aperta. Non possiamo prevedere quale tecnologia prevarrà nel 2040. Forse e-combustibili e celle a combustibile a idrogeno giocherà un ruolo più grande di quanto alcuni vorrebbero,” ha affermato Wissing.

La Germania dimostra di voler puntare sugli e-fuels, nonostante siano considerati da diversi esperti un’alternativa poco realistica a causa del costo e dell’inefficienza.

In questa direzione va l’annuncio del ministro dell’Economia tedesco, Christian Lindner, il quale ha detto oggi di voler estendere i vantaggi fiscali delle Ev anche alle auto a motore endotermico alimentate con carburanti sintetici, secondo quanto riporta il quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung. La proposta di legge sarebbe già in fase avanzata, secondo fonti del giornale tedesco.

Il piano del ministro prevede esenzioni dal pagamento dell’imposta sulle vetture, nuove norme fiscali sulle autovetture aziendali e un’aliquota europea più bassa per i carburanti sintetici. Lindner è mosso dalla convinzione che è possibile proteggere il clima solamente adottando un approccio aperto a diverse tecnologie, la cosiddetta “neutralità tecnologica”, secondo alcuni funzionari del ministro.

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