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Auto elettriche, il confronto tra gli incentivi in Italia e negli USA

Auto Elettrica

In Italia nel decreto Aiuti bis c’è un incentivo vincolato all’acquisto di auto 100% elettriche o ibride plug-in per chi ha un reddito inferiore ai 30mila euro

Le auto elettriche potrebbero diventare molto più abbordabili se il Congresso USA approverà un disegno di legge che prevede, tra gli altri componenti, delle ampie disposizioni sul clima. I costi iniziali dei veicoli elettrici sono ancora troppo elevati per molti acquirenti, nonostante il loro costo di proprietà a lungo risulti inferiore.

I crediti d’imposta rivisti, insieme agli incentivi per la produzione nazionale di batterie per auto elettriche e l’estrazione di materie prime, dovrebbero aiutare a far ripartire l’industria della mobilità elettrica americana. Alcuni ambientalisti, però, temono che legare i crediti d’imposta ad una catena di approvvigionamento nazionale che ancora non esiste possa limitarne l’efficacia.

LE MISURE PREVISTE DAL DDL AMERICANO

Nella versione attuale del ddl, gli acquirenti di auto elettriche possono guadagnare fino a 7.500 dollari in crediti d’imposta federali sulle auto costruite in Nord America, ma solo se i minerali della batteria vengono estratti negli Stati Uniti o in un Paese partner commerciale e la batteria è in gran parte costruita in Nord America (ciò significa, ad esempio, che auto come la popolare Ford Mustang Mach-E costruita in Messico sarebbe idonea).

Ci sono nuovi requisiti di reddito e limiti di prezzo (80.000 dollari per camion e SUV, 55.000 dollari per berline) per garantire che gli incentivi siano diretti ai clienti del mercato di massa, non ai ricchi acquirenti di auto elettriche di lusso. I crediti potranno essere applicati come sconto al momento dell’acquisto o al momento della dichiarazione dei redditi, il che potrebbe rendere i costi iniziali delle auto elettriche più convenienti per molte persone.

Gli acquirenti di auto elettriche usate avranno diritto a un credito fino a 4.000 dollari; un aiuto importante, perché il 70% delle auto viene acquistato usato. Anche i proprietari di flotte commerciali avranno diritto a crediti per l’acquisto di mezzi elettrici.

Il disegno di legge eliminerà anche un limite che limita i crediti d’imposta a 200.000 veicoli per produttore, il che avrebbe svantaggiato i leader del settore come Tesla, GM e Nissan. I crediti invece scadranno per tutte le case automobilistiche nel 2032.

La misura prevede anche dei fondi per incoraggiare la produzione di batterie, componenti e minerali per veicoli elettrici, in linea con gli sforzi dell’amministrazione Biden per costruire una catena di approvvigionamento di veicoli elettrici negli Stati Uniti. Il pacchetto include:

– 10 miliardi di dollari in crediti d’imposta sugli investimenti e 20 miliardi di dollari in prestiti per costruire impianti di produzione di tecnologie pulite;

– 2 miliardi di dollari in sovvenzioni per riorganizzare gli impianti di produzione automobilistica esistenti per produrre veicoli puliti;

– 500 milioni di dollari nel Defence Production Act per le pompe di calore e la lavorazione dei minerali critici.

“Questo, nel complesso, è un grosso problema che catalizzerà la produzione nazionale”, ha affermato Joe Britton, direttore esecutivo di ZETA, la Zero Emission Transportation Association.

La legge avrà bisogno del sostegno unanime dei Democratici per passare al Senato, e i dettagli potrebbero ancora cambiare durante il processo di emendamento.

GLI INCENTIVI IN ITALIA

Per quanto riguarda il nostro Paese, proprio di pochi giorni fa è la notizia, riportata dal Corriere della Sera, che “tra le proposte che il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha avanzato da inserire nel pacchetto decreto Aiuti bis c’è anche un incentivo vincolato all’acquisto di auto 100% elettriche o ibride plug-in rivolto, però, solo a chi ha un reddito inferiore ai 30 mila euro. La misura dovrebbe valere circa 12 miliardi di euro”.

La piattaforma del Mise ha aperto da due mesi e parte dei soldi stanziati sono “avanzati”: mentre i 170 milioni di euro per le automobili tradizionali, a diesel o benzina, sono terminati in tempi brevi, per le auto elettriche sono ancora disponibili 176 milioni (più dell’85% dei fondi) e per le ibride plug-in sono rimasti oltre 197 milioni (più del 91%). Chi porterà a rottamare un veicolo pre Euro 5 per acquistarne uno elettrico – sempre considerando il limite del reddito – avrà uno sconto tra i 4.500 e 7.500 euro.
Per le vetture ibride, invece, salirà dagli attuali 2-4 mila euro a 3-6 mila con un’auto da rottamare. Unico limite all’incentivo extra sarebbe che può essere utilizzato una volta sola per nucleo familiare.

In attesa di conoscere l’esito della proposta, secondo l’ultimo decreto attuativo gli incentivi auto attualmente disponibili sono i seguenti:

– per l’acquisto di auto elettriche dal valore non superiore ai 35 mila euro più Iva, lo sconto arrivano fino a 3 mila euro, a cui se ne aggiungono 2 mila in caso di rottamazione del veicolo precedente, se omologato in una classe inferiore a Euro 5;

– per le vetture ibride plug-in con un prezzo fino a 45 mila euro più Iva, il contributo arriva fino a 2 mila euro più altri 2 mila con la rottamazione;

– per le auto con motore tradizionale e alcune tipologie di mild hybrid e full hybrid nella fascia di prezzo fino a 35 mila euro più Iva, il contributo è di 2 mila euro, ma solo con rottamazione.

Le risorse per il 2022 però sono esaurite, quindi si dovrà attendere i prossimi due anni per nuove richieste.

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