Efficienza energetica e innovazione

Auto elettriche, in arrivo il ‘passaporto’ per le batterie

Cina

“Battery Passport” è un marchio di qualità globale e uno strumento di verifica su una piattaforma digitale che condividerà i dati della catena del valore delle batterie per far progredire in maniera sostenibile il settore, aiutando nel riciclaggio dei rifiuti e riducendo l’impronta di Co2

Il settore delle auto elettriche sta cercando di realizzare un “Passaporto delle batterie”, una sorta di marchio di qualità globale e uno strumento di verifica tramite piattaforma digitale blockchain in grado di condividere i dati della value chain riguardanti le batterie dei veicoli elettrici. L’intenzione di realizzare un simile ‘passaporto’ nasce dall’esigenza di far progredire in maniera sostenibile il settore, aiutando nel riciclaggio dei rifiuti e riducendo l’impronta di Co2.

IL PASSAPORTO

Non si tratta di una novità assoluta: già nel 2018, il gigante della tecnologia IBM aveva presentato una tecnologia basata su blockchain in grado di rintracciare diamanti, oro e pietre preziose utilizzate in gioielleria attraverso tutte le fasi della catena di fornitura globale, direttamente da una miniera situata a migliaia di chilometri di distanza al cliente.

Ora però, il settore delle auto elettriche ha adattato questa idea alle batterie dopo aver lanciato “Battery Passport”, un marchio di qualità globale e uno strumento di verifica su una piattaforma digitale che condividerà i dati della catena del valore delle batterie EV. “Battery Passport” porta questo concetto un passo avanti perché non solo ci si aspetta che aiuti a rispettare i diritti umani, ma anche a tracciare l’impronta ambientale.

CATENA DEL VALORE SOSTENIBILE DELLE BATTERIE ENTRO IL 2030

Durante il lancio, la Global Battery Alliance (GBA) ha delineato dieci principi guida, firmati da 42 organizzazioni globali, che sono destinati a diventare il primo passo di una catena del valore delle batterie responsabile e sostenibile. I principi si basano su standard esistenti come la Due Diligence Guidance dell’Ocse e considerazioni economicamente valide per un’economia a basse emissioni di carbonio.

Lanciata nel 2017, GBA è una partnership pubblico-privato con oltre 70 aziende leader a livello mondiale, tra cui Microsoft, Google, Honda, Volkswagen, la Banca Mondiale e Unicef. Lo stesso ente ha affermato che il ‘Battery Passport’ è uno sviluppo naturale per l’organizzazione che mira a creare un settore delle batterie sostenibile in grado di portare avanti i principi dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e salvaguardi anche i diritti umani e lo sviluppo economico in linea con i Principi Guida delle Nazioni Unite su Business e Diritti Umani, nonché con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite.

Il rapporto rileva che le batterie per veicoli elettrici svolgeranno un ruolo significativo nella riduzione dell’impronta di carbonio dei settori dei trasporti e dell’energia, attualmente responsabili del 40% delle emissioni annuali di Co2.

IL BOOM DEI VEICOLI ELETTRICI

L’idea del Passaporto è arrivata in un momento in cui la rivoluzione dei veicoli elettrici sta rapidamente prendendo il via. Secondo il GBA, la domanda di veicoli elettrici sta crescendo in modo esponenziale, con i produttori che lanceranno più di 300 modelli nei prossimi cinque anni, con Bloomberg che ha previsto 500 milioni di veicoli elettrici per passeggeri sulle nostre strade entro il 2040. Questo, a sua volta, vedrà un’impennata della domanda di batterie, e con essa un’impennata dei rifiuti rappresentati dalle batterie con 11 milioni di tonnellate metriche di accumulatori che si prevede raggiungeranno il fine vita entro il 2030.

Queste cifre potrebbero sembrare esagerate, considerando che alcuni analisti hanno previsto che quest’anno le vendite globali di veicoli elettrici sprofonderanno del 43% a 1,3 milioni di unità rispetto ai 2,2 milioni dell’anno precedente. Si tratta di una netta inversione di tendenza dopo che il settore ha registrato una crescita a due cifre nel 2019. Tuttavia, la traiettoria a lungo termine del settore delle auto elettriche rimane rialzista a causa di diverse tendenze che difficilmente cambieranno a causa di Covid-19. Prima di tutto, i prezzi delle batterie per veicoli elettrici sono scesi a un livello accettabile.

I PREZZI DELLE BATTERIE IN DISCESA

“Le batterie e il propulsore di un’auto elettrica rappresentano il 70% del costo di un velivolo di questo tipo. La buona notizia è che il costo delle batterie agli ioni di litio è sceso precipitosamente dal 2010 e si prevede che continuerà a scendere. Basta considerare che già nel 2010 il prezzo di un pacco batterie per auto elettriche era di 1.160 dollari/kWh rispetto al prezzo medio del 2018 di 176 dollari/kWh”, si legge su Oilprice. In più, BloombergNEF ha previsto che il costo si dimezzerà a 94 dollari/kWh entro il 2024 per poi scendere a soli 62 dollari/kWh entro il 2030.

L’International Council of Clean Transport ha rivelato che Tesla sarà la prima a tagliare il traguardo dei 100 dollari al kWh entro il 2022 grazie alla sua tecnologia basata su NCA (Nichel, Cobalto, Alluminio) e alle migliori economie di scala rispetto ai suoi omologhi.

GLI STANDARD DI RISPARMIO CARBURANTE ED EMISSIONI

La seconda tendenza è l’adozione da parte di un maggior numero di Paesi di rigorosi standard di risparmio carburante ed emissioni.

Sebbene l’amministrazione Trump abbia recentemente annullato le rigide norme ambientali durante la crisi Covid-19 ciò è contrario alla tendenza globale ed è altamente improbabile che diventi la norma. Molti paesi rimangono impegnati a favore dell’energia pulita con incentivi diretti all’acquisto di veicoli a emissioni zero, equisiti normativi più severi per quanto riguarda il risparmio di carburante, i gas serra e le emissioni inquinanti. Che è poi la ragione del boom di vendite in Cina ed Europa.

LA SHARING MOBILITY

Infine, è molto probabile che i veicoli elettrici dominino il settore della sharing mobility, già in rapida crescita.

La mobilità condivisa, che comprende servizi come taxi, car sharing e ride-hailing, rappresenta circa il 5% degli attuali chilometri percorsi dai veicoli passeggeri. BloombergNEF prevede che questo aumento esponenziale porterà i servizi di mobilità condivisa a rappresentare il 19% del chilometraggio totale annuo percorso dai veicoli passeggeri nel 2040.

I veicoli elettrici sono notevolmente favoriti in una economia di condivisione, grazie ai minori costi di carburante e di manutenzione. I veicoli elettrici rappresentano attualmente l’1,8% della flotta di mobilità condivisa, ma potrebbero salire all’80% entro il 2040 secondo Bloomberg.