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Bio-on, ok alla cigs ma si cerca un compratore

Bio-On

Nello stabilimento Bio-on si continua a lavorare attorno alla bioplastica rivoluzionaria, per non perdere brevetto e azienda e rilanciare la produzione

Con l’attivazione della cassa integrazione straordinaria, per un anno, a rotazione, ai dipendenti della Bio-On, “ ora manca solo l’acquisizione di tutta la documentazione in mano alla magistratura, e Bio-On è pronta per mettersi sul mercato alla ricerca di un nuovo compratore”. Lo scrive il Corriere di Bologna dando conto del tavolo in Regione “con le istituzioni, i rappresentanti dei lavoratori di Cgil, Cisl e Uil e i curatori fallimentari Luca Mandrioli e Antonio Gaiani” tenutosi ieri e che si ripeterà di nuovo il 31 gennaio.

VIA LIBERA ALLA CIGS

“I dipendenti dell’azienda fallita in seguito alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto i vertici, non percepiscono lo stipendio da ottobre e la ‘cassa’ dovrebbe dare un po’ di sollievo. L’ammortizzatore sociale riguarda i lavoratori della parte di azienda che ha la forma giuridica di spa — già ufficialmente fallita — e anche la srl, il cui fallimento verrà decretato proprio oggi. In tutto sono coinvolte 62 persone”, si legge sul quotidiano.

IMPEGNO A NON PERDERE IL BREVETTO

“Intanto, mentre nello stabilimento si continua a lavorare attorno alla bioplastica rivoluzionaria, procede l’impegno per non perdere brevetto e azienda, rilanciare la produzione, lasciando tutto sul territorio. Obiettivi che l’assessore alle Attività Produttive Palma Costi vive ormai come una missione – prosegue il quotidiano -. In questi mesi non sono mancate le manifestazioni di interesse all’acquisizione della ex startup, si è affacciata anche le ipotesi di un ‘operazione di workers buyout con l’appoggio del movimento cooperativo. Ma finché la magistratura non mette a disposizione della curatela tutta la documentazione fiscale e tributaria non può essere formalizzata alcuna proposta”.