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Blocca-trivelle, bollette, e mobilità verde tra proposte emendative in Dl crescita

Manovra

Oggi al via i lavori in commissione Finanze e Bilancio di Montecitorio per l’ammissibilità delle proposte di modifica

Parlamento in pausa in vista delle Elezioni europee di domenica prossima ma commissione Finanze e Bilancio di Montecitorio al lavoro in vista della conversione del Decreto Crescita. Nutrito il numero di emendamenti presentati dai gruppi parlamentari anche in materia di energia, malgrado alcuni di essi cadranno sotto la scure dell’ammissibilità nell’appuntamento previsto a partire da questa mattina. (qui tutti gli emendamenti)

LA LEGA PUNTA AD ALLEGGERIRE IL “BLOCCA-TRIVELLE”

Tra gli emendamenti più importanti da segnalare ci sono soprattutto quelli della maggioranza di governo. La Lega, con Laura Cavandoli come prima firmataria, ha presentato due proposte di modifica al ‘blocca trivelle’. Entrambe – il 26.28 e il 48.9 – prevedono che alla “data di adozione del PiTESAI, nelle aree in cui le attività di prospezione e di ricerca e di coltivazione risultino compatibili con le previsioni del Piano stesso, le sospensioni” perdano efficacia. Nelle aree non compatibili, invece “il Ministero dello sviluppo economico quando rigetta le istanze relative ai procedimenti: sospesi ai sensi del comma 4 e revoca, anche limitatamente ad aree parziali, i permessi di prospezione in essere” prevede che in caso, di revoca, il titolare del permesso di prospezione sia “comunque obbligato al completo ripristino dei siti eventualmente interessati”. Mentre nelle aree non compatibili, il Mise “rigetta anche le istanze relative ai procedimenti di rilascio di permessi di ricerca e delle concessioni per la coltivazione di idrocarburi” il cui provvedimento di conferimento “non sia stato rilasciato entro la data di adozione del PiTESAI” stesso. In caso di mancata adozione del PiTESAI “entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione”, inoltre, “i procedimenti sospesi ai sensi del comma 4 proseguono nell’istruttoria”. Alla data di adozione del PiTESAI, nelle aree in cui le attività di ricerca o di coltivazione “risultino incompatibili con le previsioni del Piano stesso, i permessi di ricerca e le concessioni di coltivazione, anche in regime di proroga, vigenti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, mantengono in ogni caso la loro efficacia”. Le proposte, in sostanza, cancellano la sospensione sui permessi in essere, ammettono la possibilità di proroghe nelle aree incompatibili e spostano l’aumento dei canoni dal 1 giugno 2019 al 1 dicembre 2020, reintroducendo la strategicità delle attività di ricerca e produzione.

DAL CARROCCIO UNA PROPOSTA SUGLI ONERI DI SISTEMA IN BOLLETTA

Sempre la Cavandoli ma in tandem con Tullio Patassini come primo firmatario, ha proposto un’altra modifica (la 48.8), questa volta sugli oneri in bolletta: “Allo scopo di consentire la verificabilità dell’intero processo di versamento degli oneri generali afferenti al sistema elettrico” i “flussi gestiti dal Sistema Informatico Integrato” “comprendono altresì le informazioni riguardanti la fatturazione dell’energia elettrica al cliente finale, l’adempimento, da parte del cliente finale, al pagamento della fattura e l’avvenuto trasferimento al sistema degli oneri versati dai clienti finali. L’Autorità di Regolazione per Energia Reti ed Ambiente individua i soggetti tenuti a comunicare ad Acquirente Unico S.p.A., in qualità di gestore del Sistema Informatico Integrato, le informazioni di cui al periodo precedente”.

INCENTIVI ALLA SARDEGNA PER LA RICONVERSIONE DELLE CENTRALI A CARBONE

Sempre il Carroccio ha presentato un altro emendamento (il 48.4) sulla riconversione degli impianti a carbone in Sardegna con impianti a biomassa. “Nelle previsioni della cessazione definitiva dell’utilizzo del carbone nella produzione termoelettrica entro il 31 dicembre del 2025, al fine di garantire il mantenimento di un adeguato livello di sicurezza del sistema elettrico nella Regione Sardegna, è incentivata la riconversione degli impianti termoelettrici alimentati a carbone, presenti nell’isola, in impianti a fonti rinnovabili programmabili. Le modalità, le forme di incentivazione e gli stanziamenti, a valere sulle risorse di cui al comma 1, con definite con apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da emanare entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge”, si legge nella proposta presentata da Guido De Martini. carbone

CERTIFICATI BIANCHI E CONTO TERMICO LE PROPOSTE PENTASTELLATE

Ha puntato su Certificati bianchi e Conto termico, invece, Andrea Vallascas di M5S: Nel primo caso – emendamento 48.3 – il testo recita che “fermo restando il fatto che l’ammissibilità dei progetti” è subordinata “alla capacità di incrementare l’efficienza energetica rispetto alla situazione ex-ante, il risparmio di energia addizionale derivante dai suddetti progetti”, è determinato sulla base di diversi criteri: “In base all’energia non rinnovabile sostituita rispetto alla situazione di baseline”, ad esempio, oppure “in base all’incremento dell’efficienza energetica rispetto alla situazione di baseline, in tutti gli altri casi”. Mentre nell’altro – il 48.10 – si prevede che in attesa di emanazione del nuovo decreto, al Conto termico 2016 si aggiungano ad esempio “edifici esistenti e fabbricati rurali esistenti: edifici e fabbricati rurali, comprese le pertinenze, iscritti al catasto edilizio urbano” e “gli interventi realizzati su edifici pubblici adibiti ad attività scolastiche accedono agli incentivi di cui al presente decreto fino al 100 per cento delle spese ammissibili”.

AUTOCONSUMO PER PRIVATI E COMUNI

Sempre Vallascas propone di introdurre un articolo 48-bis sull’autoconsumo “nelle more del completo recepimento della direttiva (UE) 2018/2001” e punta a un “sistema di autoconsumo da fonti rinnovabili”. “La realizzazione dei sistemi di autoconsumo di cui al comma 1 è consentita alle configurazioni in cui gli impianti a fonti rinnovabili che entrano in esercizio entro il 30 giugno 2021, e comunque non oltre 90 giorni dalla data di raggiungimento di un limite di 500 MW in esercizio, riferiti alla potenza nominale degli impianti di produzione. A tal fine, i produttori comunicano tempestivamente al GSE l’entrata in esercizio dei sistemi in autoconsumo”. “L’energia prodotta da impianti facenti parte di un sistema di autoconsumo da fonti rinnovabili non può accedere al meccanismo dello scambio sul posto”. A cui si aggiunge un altro emendamento per lo scambio sul posto per i comuni: “Al fine di favorire la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili per l’autoconsumo di piccoli comuni” con “popolazione fino a 20.000 residenti” gli enti locali “possono usufruire del servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta”.

GLI M5S PUNTANO ANCHE SULLA MOBILITÀ SOSTENIBILE

Sempre dai pentastellati arriva una proposta – la 48.01 – a prima firma Federica D’Inca che prevedono semplificazioni per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica sul territorio come il fatto che “l’individuazione delle dichiarazioni, attestazioni, asseverazioni, nonché degli elaborati tecnici da presentare a corredo della segnalazione certificata di inizio attività per la realizzazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici” sono soppressi. E quello di Diego De Lorenzis (il 10.014) che prevede l’introduzione di un articolo 10-bis sulla mobilità elettrica e prevede che “a coloro che, dal 1° settembre 2019 al 31 dicembre 2020, acquistano in Italia, anche in locazione finanziaria, un veicolo elettrico o ibrido nuovo di fabbrica” ai quali è riconosciuto “un contributo pari al 30 per cento del prezzo di acquisto fino ad un massimo di 3.000 euro nel caso in cui il veicolo consegnato per la rottamazione sia della categoria euro 0, 1 e 2. In assenza di rottamazione è riconosciuto un importo pari al 20 per cento del prezzo di acquisto fino a un massimo di 2.000 euro”.