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Bollette, M5s spinge per il taglio degli oneri di sistema

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Presentata un’interpellanza urgente al ministro Patuanelli per conoscere le intenzioni del governo sugli oneri di sistema. Todde: Attesi ribassi delle bollette grazie al calo dei costi delle commodities energetiche

Ridurre gli oneri generali di sistema all’interno delle bollette energetiche. È il mantra che va ripetendo il Movimento 5 Stelle, ancora di più ora che il paese è alle prese con la crisi innescata dal Coronavirus. Ma per quanto ci si pensi, di fatto, ancora nulla è stato messo nero su bianco in un provvedimento.

M5S CI AVEVA GIA’ PENSATO IN SEDE DI CONVERSIONE DEL DECRETO COVID-19

In sede di conversione in legge del primo decreto legge sul Covid-19, il presidente e relatore del provvedimento Daniele Pesco aveva chiesto l’opportunità di valutare la riduzione degli oneri di sistema e delle spese di potenziamento in materia energetica. Ma dal sottosegretario Antonio Misiani era subito arrivato lo stop: problema di risorse. Tutte le misure di scostamento autorizzato dal Parlamento sono state impegnate per le misure del decreto. Eventuali interventi vanno valutati ad aprile, era stata la sua risposta.

LO STOP DI MISIANI PER I COSTI

Che M5S stia battendo su questo tasto era stato confermato, sempre prima di Pasqua, da un intervento in Aula dell’ex sottosegretario al Mise Davide Crippa, dopo l’informativa del premier Giuseppe Conte: “Sul fronte energia serve una svolta. Nelle misure che devono ancora essere messe in campo ben venga nel prossimo decreto o in fase emendativa” un intervento sulle “bollette di luce e gas” sulle quali si “devono dare risposte immediate per i settori produttivi. Serve una liquidità importante di 3 miliardi per abbassare gli oneri generali di sistema. Dico questo perché le imprese avranno una calo dei consumi e una incidenza degli oneri generali di sistema estremamente più elevata perché non c’è consumo. Dobbiamo intervenire e garantire che da qui a dicembre ci sia una riduzione progressiva degli oneri”.

Un concetto ribadito anche sulla sua pagina Facebook: “ Serve un intervento specifico che preveda di azzerare le quote fisse e permetta di rendere Flat la quota potenza”.

L’INTERPELLANZA URGENTE DI SUT (M5S) A PATUANELLI

Ora, con un’iniziativa di 13 deputati capitanati da Luca Sut, primo firmatario, è arrivata una nuova presa di posizione da parte dei pentastellati, materializzatasi in una interpellanza al ministro dello Sviluppo economico. La premessa è semplice: “La crisi sanitaria e quella economica che è conseguita all’emergenza epidemiologica COVID-19 hanno causato un forte impatto sul settore energetico; le commodity energetiche, infatti, stanno scontando la prospettiva di una sensibile riduzione della domanda, di un significativo trend al ribasso dei prezzi spot del gas naturale e di una riduzione significativa delle quotazioni delle materie prime nei mercati all’ingrosso”.

E “in un lasso di tempo ristretto”, i “consumi energetici del nostro Paese sono precipitati, portando la domanda elettrica nazionale a registrare un 21,4 per cento in meno”. Da qui una serie di invertenti come la sospensione dei distacchi delle forniture di energia elettrica e gas per morosità a cui però si sommano le lamentele di alcuni operatori “del settore energetico e loro organizzazioni” per la “crescente difficoltà finanziaria connessa all’aumento di morosità, che, nel giro di qualche mese, potrebbe ripercuotersi su tutta la filiera”. E l’incremento fino a 1,5 miliardi di euro la disponibilità del conto ad hoc istituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali per l’emergenza COVID-19 al fine di garantire la sostenibilità degli interventi regolatori a favore dell’intera filiera dell’energia elettrica e del gas.

Ma se da un lato, a seguito dell’aggiornamento trimestrale dei prezzi di riferimento di luce e gas da parte di Arera, c’è stata una diminuzione del costo dell’elettricità di –18,3 per cento e del gas di –13,5 per cento – “gli oneri di sistema, invece, ovvero le varie componenti delle bollette pagate dai singoli utenti e finalizzate a sostenere diverse attività necessarie a sviluppare, mantenere in sicurezza e decarbonizzare il sistema elettrico nazionale, tra cui il sostegno alle energie rinnovabili, rimangono invariati a 4,18 centesimi per chilowattora”.

COSA CHIEDONO I 13 DEPUTATI PENTASTELLATI

Da qui la richiesta dei 13 deputati pentastellati che hanno chiesto al ministro Stefano Patuanelli “se – nell’ambito delle prossime iniziative normative – esista una misura allo studio” che “vada nel senso di alleggerire il peso degli oneri generali per gli utenti del sistema elettrico o, comunque, contenere i costi delle forniture energetiche per i clienti finali, garantendo il buon funzionamento della filiera energetica”. Ma anche “quali siano gli intendimenti del Ministro interpellato circa le misure da adottare per dare copertura alle componenti tariffarie che incentivano le attività di sostegno alla produzione di energia da fonti rinnovabili e di risparmio energetico nelle ipotesi in cui, al fine di aumentare la competitività delle imprese e dare respiro al settore anche nel dopo emergenza, si intervenga sugli oneri di sistema”.

E, infine, “se il Ministro interpellato ritenga sufficiente l’intervento dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente con il ‘conto emergenza COVID-19’ istituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali o siano in valutazione ulteriori iniziative, per quanto di competenza, per la gestione delle morosità aggiuntive nel post emergenza”.

TODDE: ATTESI RIBASSI DEL COSTO DELLE BOLLETTE ELETTRICHE

Intanto, almeno una buona notizia, dovrebbe arrivare dal calo del costo delle materie prime energetiche, come ha chiarito il sottosegretario al Mise, Alessandra Todde, rispondendo a un’interpellanza nell’aula della Camera: “I costi della bolletta energetica per famiglie e imprese hanno avuto significative diminuzioni, come diretta conseguenza della riduzione della domanda. In tal senso si prevede che i prezzi all’ingrosso delle commodities energetiche dovrebbero mantenersi bassi per lungo tempo, consentendo di produrre un’ulteriore riduzione dei costi finali energetici a sostegno della ripresa”.

“Inoltre – ha aggiunto la Todde – preme evidenziare come gli oneri finalizzati alla copertura di costi di interesse generale per il settore elettrico, in primis per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, hanno mostrato dei segnali di riduzione nei precedenti aggiornamenti effettuati dall’Autorità (nonostante la spesa degli oneri generali nel settore elettrico e del gas, invece, sia rimasta invariata). Si rileva, altresì – ha proseguito – che nel medio-lungo periodo, al netto di questa fase di prezzi di mercato particolarmente bassi, è attesa un’ulteriore riduzione del loro peso in bolletta, dovuta alla riduzione dei costi di impianti dedicati alle tecnologie rinnovabili, nonché all’adozione, da parte del ministero dello Sviluppo economico, di meccanismi competitivi di accesso agli incentivi, i quali spingeranno verso una maggiore efficienza”.

IL GOVERNO DOVREBBE INTERVENIRE CON IL DECRETO DI APRILE

“Aiuti dovrebbero entrare per le bollette di acqua, luce e gas – si legge su Repubblica.it -. L’altra volta, con il decreto di marzo, non si fece in tempo, ma ora il governo sembra intenzionato ad agire per sollevare dal peso delle bollette commercianti, artigiani e professionisti che si trovano in condizioni di necessità. Sarebbe l’autorità sull’energia ad operare tecnicamente per mettere in campo un taglio dei cosiddetti oneri di sistema (per energie rinnovabili, nucleare ecc.) che gravano sulla bolletta (20 per cento sulla luce e 4 per cento sul gas)”.