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BP esce dall’Alaska e scommette tutto sullo shale

Le priorità per Bp si stanno spostando altrove. In particolare, l’azienda ha acquistato lo scorso anno asset nel settore dello shale da BHP Billiton per 10 miliardi di dollari

Dopo circa sessantanni in Alaska, BP ha deciso di uscire dal business degli idrocarburi del paese. Lo ha sottolineato la stessa compagnia annunciando la vendita dei suoi asset a Hilcorp Energy Co. per 5,6 miliardi di dollari.

COSA HA VENDUTO BP

La vendita include la partecipazione di BP nel giacimento petrolifero di Prudhoe Bay, il più grande del Nord America che una volta produceva 1,5 milioni di barili al giorno al suo apice alla fine degli anni ’80. Hilcorp acquisirà inoltre la partecipazione di BP nel gasdotto Trans-Alaskan.

LA STRATEGIA DI BP

L’amministratore delegato di BP, Bob Dudley, ha affermato che la vendita fa parte di un “rimodellamento costante” dell’azienda. “Oggi abbiamo altre opportunità, sia negli Stati Uniti sia nel mondo, che sono più strettamente allineate alla nostra strategia a lungo termine e più competitive per i nostri investimenti”.

SI GUARDA ALLO SHALE

La produzione dell’Alaska è diminuita drasticamente da oltre 2 milioni di barili al giorno alla fine degli anni ’80, a meno di 500.000 barili oggi. La caduta della produzione crea sfide per il sistema di oleadotti realizzato anni addietro. Inoltre le priorità per Bp si stanno spostando altrove. In particolare, l’azienda ha acquistato lo scorso anno asset nel settore dello shale da BHP Billiton per 10 miliardi di dollari, e la società britannica ha anche promesso di cedere altri beni per un valore di 10 miliardi di dollari tra il 2019 e il 2020.