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Brasile: quale futuro per Petrobras dopo le elezioni presidenziali?

Brasile Al Voto: Lula Contro Bolsonaro

Il Brasile va al voto: domenica il paese verde-oro sceglierà tra due estremi. Lula contro Bolsonaro, ecologia sfrenata o fonti fossili

Da domenica a domenica. Dal voto italiano al voto brasiliano. Quelle del paese verde-oro saranno elezioni fondamentali per capire la traiettoria futura del maggior paese latinoamericano. Una traiettoria che può portare verso obiettivi opposti a seconda del vincitore. Perché i contendenti sono opposti tra loro: Lula da un lato, Bolsonaro dall’altro.

BRASILE AL VOTO: LULA CONTRO BOLSONARO

Quest’ultimo, in qualità di presidente uscente, ha accumulato diverse etichette negative a suo carico. In ambito climatico ed energetico, per esempio, quella di essere stato responsabile per un evidente inasprimento della deforestazione dell’Amazzonia. Nonché di aver steso tappeti rossi alle aziende dei combustibili fossili.

Dall’altro lato c’è Lula. Avanti nei sondaggi, il leader di sinistra ultra-settantenne torna in gioco dopo l’assoluzione dall’inchiesta Lava Jato (riguardante proprio Petrobras). Punta a vincere al primo turno per non portare il paese verso la seconda tornata in un clima incandescente. Si vocifera, infatti, di probabili accuse di finti brogli che verrebbero sollevati dall’ala bolsonariana pur di non riconoscere un’eventuale e probabile vittoria di Lula. Che, allora, farebbe meglio a puntare su un approccio di pacificazione nazionale. Che guardi oltre il populismo del presidente uscente.

IL FUTURO DI PETROBRAS

Ma venendo alle questioni energetiche, al centro di tutto c’è Petrobras. La società petrolifera nazionale vive un periodo di rigenerazione interna economica, strutturale. Il colosso vale 76 miliardi e può dirsi definitivamente fuori dalle turbolenze finanziarie del decennio passato. Quando al governo c’era la sinistra (il Partito dei Lavoratori governò dal 2003 al 2016 consecutivamente).

Oggi siamo ad un nuovo e diverso turning point anche per la società. Il debito lordo è sceso sotto i 54 miliardi di dollari, la credibilità e la governance si sono rafforzate. Ora c’è il voto nazionale. Bolsonaro vuole privatizzarla, Luiz Inácio Lula da Silva vuole invece aumentare il controllo statale. Anche qui, insomma, le visioni dei due maggiori candidati al voto sono diametralmente opposte.

TRA LULA…

Così come diversa è la visione che si cela dietro la traiettoria economica che i due sfidanti pensano su Petrobras. Lula punta ad affermare un modello produttivo più sostenibile, fondato sullo sviluppo delle nuove energie rinnovabili, sui biocarburanti. Non solo, come chiarisce il Financial Times “vuole anche che l’azienda si adoperi per raggiungere l’autosufficienza nazionale nei derivati raffinati, come la benzina e il gasolio, e che smetta di far pagare i prezzi internazionali per il carburante venduto in patria”.

…E BOLSONARO

Bolsonaro, invece, non intende smorzare la produzione di combustibili fossili. Nel corso del suo mandato ha attaccato l’azienda per gli alti prezzi del carburante, licenziando tre amministratori nel giro di pochi mesi.

Nella cerchia di chi sostiene la privatizzazione che Bolsonaro vorrebbe apportare c’è, ad esempio, Wood Mackenzie. Secondo Marcelo de Assis, un problema per gli investitori è che i fertilizzanti, la raffinazione e i biocarburanti hanno rendimenti inferiori rispetto all’esplorazione e alla produzione. In generale, analisti e investitori supportano questa ipotesi della fine della gestione statale di Petrobras.

Ma, scrive il quotidiano della City, “anche se Bolsonaro dovesse vincere la rielezione, è probabile che si tratti di una mossa impopolare, che debba affrontare ostacoli legali e politici e che richieda anni, secondo gli esperti. Se i sondaggi sono corretti e Lula trionfa, gli investitori possono trovare conforto nelle riforme legali e nelle nuove norme di corporate governance di Petrobras approvate sulla scia di Car Wash”. Domenica si vota, le elezioni brasiliane saranno fondamentali per capire il futuro del paese e di una delle sue aziende cardine come Petrobras.

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