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Bruxelles potrebbe sostituire gli obblighi nazionali sull’idrogeno con un obiettivo UE

Lo scenario contenuto in una bozza della Commissione Europea sostituirebbe gli obblighi nazionali vincolanti sull’idrogeno rinnovabile con un obiettivo più flessibile a livello UE

Un documento di lavoro della Commissione Europea trapelato, relativo alla valutazione d’impatto per la prossima Direttiva sulle Energie Rinnovabili (RED IV), segnala un cambiamento potenzialmente significativo nella politica sui combustibili rinnovabili per il periodo successivo al 2030.

DAGLI OBBLIGHI NAZIONALI SULL’IDROGENO A QUELLO EUROPEO

Il “pacchetto preferito” contenuto nella bozza sostituirebbe gli obblighi nazionali vincolanti sull’idrogeno rinnovabile con un obiettivo più flessibile a livello UE, lasciando allo stesso tempo maggiore spazio ai biocarburanti derivati ​​da colture e favorendo i biocarburanti avanzati prodotti con materie prime europee.

Questo orientamento suggerisce che la sicurezza energetica, i costi e la flessibilità nazionale stiano acquisendo importanza accanto alla riduzione delle emissioni, sebbene le misure possano ancora subire modifiche prima che Bruxelles pubblichi la sua proposta formale.

I TRE POSSIBILI SCENARI PER L’IDROGENO POST-2030

Per quanto riguarda l’idrogeno, il documento di lavoro delinea tre possibili percorsi politici per il periodo post-2030. Attualmente, la RED III sostiene la domanda attraverso degli obblighi nazionali vincolanti, tra cui un obiettivo dell’1% per i combustibili rinnovabili di origine non biologica (RFNBO) nel settore dei trasporti entro il 2030 e quote di RFNBO pari al 42% nell’industria entro il 2030 e al 60% entro il 2035.

Secondo l’opzione preferita per la RED IV, questi obblighi verrebbero sostituiti da un obiettivo indicativo a livello UE di consumo di idrogeno rinnovabile pari a 8 milioni di tonnellate per l’industria e le raffinerie.

La valutazione definisce la cifra di 8 milioni di tonnellate come “il livello ottimale medio per il periodo coperto dalla politica”. Il dato è stato interpretato dagli operatori del settore come il consumo annuo previsto per il 2040. Il percorso prescelto prevede l’introduzione di crediti per l’idrogeno e incentivi alla domanda a valle, misure che dovrebbero essere attuate attraverso altri atti legislativi.

LE PREVISIONI DI RYSTAD ENERGY SULLA DOMANDA TOTALE DI IDROGENO VERDE NELL’UE

Lo scenario di base di Rystad Energy prevede che la domanda totale di idrogeno verde nell’UE raggiunga i 9,5 milioni di tonnellate entro il 2040. Se la cifra di 8 milioni di tonnellate indicata nella bozza venisse interpretata come consumo annuo nel 2040, rappresenterebbe una quota significativa della domanda totale prevista, soprattutto considerando che l’obiettivo indicativo riguarda esclusivamente l’industria e le raffinerie.

Ciò suggerisce che il volume complessivo indicato potrebbe essere meno rilevante rispetto alle modalità con cui l’obiettivo verrebbe concretamente raggiunto.

IL SETTORE DEI BIOCARBURANTI

Per quanto riguarda i biocarburanti, la bozza delinea un orientamento più favorevole, riflettendo una maggiore attenzione alla sicurezza energetica. Un tetto massimo comune a livello UE del 7% per i biocarburanti derivati ​​da colture potrebbe incrementare di circa il 30% i volumi di biocarburanti convenzionali ammissibili rispetto ai livelli del 2020 utilizzati nella valutazione.

Allo stesso tempo, i biocarburanti avanzati prodotti a partire da materie prime di provenienza UE potrebbero beneficiare di un trattamento preferenziale tramite l’uso di moltiplicatori. Ciò sosterrebbe gli sforzi volti a ridurre la dipendenza dalle importazioni. Lo scorso anno l’Unione Europea ha importato circa 1,8 milioni di tonnellate di olio vegetale idrotrattato (HVO) e oltre la metà del proprio fabbisogno di carburante sostenibile per l’aviazione (SAF).

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