skip to Main Content

Calano i consumi gas a marzo nonostante ripresa delle centrali

Gas

Pesano le temperature miti e il confronto col freddo 2018. Nell’import crolla l’Algeria (-76%) che lascia spazio a Russia (+0,9%), Nord Europa (+240%) e al boom del Gnl

Le temperature miti di marzo, insieme al confronto con un marzo 2018 gelido, sono i principali fattori del calo a due cifre registrato dai consumi nazionali di gas nel mese appena concluso. E’ quanto emerge dall’ultimo numero di Staffetta Gas. La pagina contiene elaborazioni sui dati di Snam Rete Gas e del ministero dello Sviluppo economico ed è curata da Agata Gugliotta del Rie, Gionata Picchio e Antonio Sileo.

L’ITALIA HA CONSUMATO 6.943 MLN DI MC, QUASI 1,3 MILIARDI O 15,7% IN MENO RISPETTO AL 2018

Non solo. Le temperature miti di marzo, confrontate per di più con un marzo 2018 caratterizzato da un freddo da record, hanno fatto registrare un ribasso a doppia cifra dei consumi nazionali di gas. Secondo le elaborazioni della Staffetta sui dati di Snam Rete Gas, a marzo l’Italia ha consumato 6.943 mln di mc, quasi 1,3 miliardi di mc o 15,7% in meno che nello stesso mese del 2018 (+7,7% mld su marzo 2017).

IL CALO TUTTO NEI CONSUMI CIVILI

Analizzando la domanda per settore di consumo, il calo è dovuto praticamente tutto ai consumi civili che, attestandosi su valori sotto la media dell’ultimo quindicennio e soprattutto per via del confronto con un 2018 segnato dalla perturbazione Burian, cala di un 28,7%, quasi 1,4 mld mc in meno, a 3.363,7 mln mc (+7,8% sull’ancor più mite 2017). A controbilanciare in parte l’effetto delle temperature c’è stata solo la decisa ripresa dei prelievi delle centrali elettriche a 2.110,5 mln mc, in crescita del 10,2% su marzo 2018 e del 13,2% su marzo 2017, col gas, sempre sopra il 50% delle vendite sul mercato elettrico grazie all’idroelettrico debole. Poco mossa l’industria a 1.318,8 mln mc (-1,8% sul 2018 e +3,1% sul 2017).

NEI PRIMI TRE MESI DELL’ANNO I COMUNI ITALIANI SONO IN CALO DELL’1,7%

A livello cumulato nei primi tre mesi dell’anno l’Italia ha consumato 25.534,9 mln mc in calo dell’1,7% sullo stesso periodo del 2018 e dello 0,3% sul 2017. Nel trimestre i consumi del termoelettrico aumentano del 10% o di quasi 600 mln mc a 6.730,3 mln mc mln mc (-0,9% sul 2017) mentre quelli dell’industria si riducono dell’1,9% a 3.823,8 mln mc (+1,2% sul 2017) e quelli del settore civile del 6,5% a 14.250,5 mln mc (-0,5% sul 2017).

CALO IMPORT PIÙ CONTENUTO: CROLLA L’ALGERIA, AUMENTA IL NORD EUROPA mise

Passando all’offerta, ai minori prelievi di marzo ha fatto riscontro un più contenuto calo delle importazioni, -5,2% su marzo 2018 a 5.965,9 mln mc (+11,5% sul 2017) con una corrispondente secca frenata delle erogazioni nette dagli stoccaggi (circa 900 mln mc in meno, -61,9%) delle erogazioni nette dagli stoccaggi a 570 mln mc (-5,6% sul 2017), mentre continua la caduta della produzione nazionale, in flessione dell’8,5% a 405,1 mln mc (-17,7% sul 2017). Il calo delle importazioni ha visto impregiudicato l’apporto dalla Russia, rimasta prima fonte con 2.716 mln mc, in lieve aumento sul 2018 (+0,9%), ed è stato assorbito interamente da un crollo verticale delle importazioni dall’Algeria, che con oltre 1,6 mld mc in meno rispetto al 2018 (-77%) ha fatto spazio anche a un forte incremento dal Nord Europa (+240% a 904 mln mc) e alla ripresa delle attività ai terminali di Gnl grazie all’avvio delle aste: +7,9% Rovigo col volume record di 723 mln mc, undici volte i volumi 2018 a Livorno con 324,5 mln mc e quasi otto volte il 2018 a Panigaglia a 330,3 mln mc. Poco mossa la libia a 479 mln mc (-2,6%).

A LIVELLO CUMULATO CRESCE L’IMPORT NEI PRIMI TRE MESI DELL’ANNO

A livello cumulato nel primo trimestre l’import cresce di un 1,7% a 17.695,9 mln mc (+1,1% sul primo trimestre 2017) e la produzione scende del 7,6% a 1.200,9 mln mc (-15,8% sul 2017). Quanto allo stoccaggio, la stagione invernale di erogazione, che si chiude a fine marzo, vede un ripiegamento rispetto al massimo storico di un anno fa, attestandosi a 10.773,5 mln mc (-7,7%), che rappresenta comunque il secondo valore più elevato di sempre. Sull’anno 2016-17 l’aumento è del 2%.

Back To Top