Territori

È boom del carbone in Cina?

carbonio

Grazie a delle immagini satellitari il gruppo di ricerca Coalswarm ha scoperto che in Cina sono in costruzione centrali a carbone che si supponeva fossero state demolite, per un totale di 259 GW.

Analizzando le immagini satellitari, il gruppo di ricerca Coalswarm ha scoperto che in Cina sono in costruzione centrali a carbone che si supponeva fossero state demolite, per un totale di 259 GW. Quando saranno messe in funzione, rappresenteranno l’equivalente della capacità totale di produzione di carbone negli Stati Uniti. Una mossa, quella di Pechino, che contraddice non solo la spinta che la Cina sembrava aver impresso nel settore delle energie rinnovabili, ma solleva anche gravi preoccupazioni per l’inquinamento atmosferico.

IL GOVERNO DI PECHINO HA TRASFERITO LE AUTORIZZAZIONI PER LE CENTRALI A CARBONE A LIVELLO PROVINCIALE TRA IL 2014 E IL 2016

CARBONE-cinaA lanciare l’allarme è stata Coalswarm, che ha informazioni su oltre 13.000 centrali a carbone esistenti in tutto il mondo attraverso il suo Global Coal Plant Tracker. In un nuovo rapporto, Coalswarm afferma che il governo di Pechino ha trasferito le autorizzazioni per le centrali a carbone a livello provinciale tra il 2014 e il 2016. E questo cambiamento ha portato a un significativo aumento delle autorizzazioni per questo tipo di centrali. I governi provinciali hanno infatti iniziato ad autorizzare le centrali a carbone alla fine del 2014 e hanno continuato a farlo fino alla fine del 2015, ammette Coalswarm sostenendo che a Cina ha approvato circa 10 GW di centrali a carbone nel secondo trimestre 2014, e circa 55 GW nel secondo trimestre 2015.

TRA IL 2016 E IL 2017, LE AUTORITÀ CENTRALI HANNO RIPRESO IL CONTROLLO

Tra il 2016 e il 2017, le autorità centrali hanno poi riaffermato il controllo della situazione e hanno cercato di mitigarne gli effetti attraverso una serie di ordinanze di sospensione, tra cui una direttiva di contenimento nell’aprile 2016, e la presunta cancellazione di 103 centrali a carbone, eliminando così, secondo quanto riferito, nel gennaio 2017, 120 GW di capacità futura alimentata a carbone. Secondo l’annuncio iniziale, ciò riguardava anche le centrali elettriche che avevano già iniziato la costruzione. Secondo le ultime informazioni, tuttavia, questi ordini di sospensione equivalgono ad una riprogrammazione degli impianti, piuttosto che a sospensioni permanenti, ha detto Coalswarm, indicando immagini satellitari che sembrano indicare la continua costruzione o la messa in servizio di centrali a carbone.

IL MANCATO RISPETTO DELLE REGOLE

Gli autori del rapporto affermano che la colpa di questo sviluppo è da imputare a “un certo numero di scappatoie normative, alla totale inosservanza delle regole, e a un regime normativo sempre più opaco”. Inoltre, secondo le stime del gruppo, la spesa per le centrali elettriche ha raggiunto i 210 miliardi di dollari, che equivarrebbe a circa 300 GW di fotovoltaico solare. La capacità aggiuntiva è pari a quasi l’intera capacità della centrale a carbone degli Stati Uniti (266 GW). La Cina, il più grande produttore di carbone del mondo, ha attualmente circa 993 GW di capacità con questa fonte.