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Carbone: la Cina ci scommette, target di Parigi sempre più a rischio

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La Cina ha quasi 148 gigawatt di capacità a carbone in costruzione : un’enormità se si pensa che l’intera ‘flotta’ di impianti a carbone esistente nell’Ue è pari a 150 gigawatt

La Cina rischia di mettere in pericolo la lotta mondiale sui cambiamenti climatici. Attualmente la capacità dei progetti in cantiere riguardanti nuovi impianti a carbone è quasi pari al totale dell’Unione europea. L’allarme arriva da Bloomberg che cita una serie di dati di Global Energy Monitor, un’associazione no profit che segue l’andamento energetico mondiale.

LA CINA DA SOLA RAGGIUNGE QUASI L’EUROPA

La Cina, secondo il rapporto, ha quasi 148 gigawatt di capacità alimentata a carbone in costruzione o che probabilmente verrà riattivata dopo essere stata sospesa: un’enormità se si pensa che l’intera ‘flotta’ di impianti a carbone esistente nell’Ue è pari a 150 gigawatt mentre l’insieme degli impianti in cantiere nel resto del mondo toccano appena i 105 gigawatt.

PECHINO PROCEDE SULLA SUA STRADA

Contrariamente a quanto sta accadendo in molti altri paesi, inclusi Italia, Regno Unito, Spagna e Germania, che hanno in mente un phase out al 2025, Pechino insomma, rimane impegnata a utilizzare il carbone come principale fonte di energia, il che rappresenta una sfida importante per gli obiettivi globali di riduzione delle emissioni. “Mentre sempre più paesi si allontanano dal carbone e mandano in pensione i loro impianti, la continua ricerca cinese del carbone è sempre più fuori passo con il resto del mondo, e ora sta guidando l’espansione del carbone a livello globale”, osserva il rapporto. E ciò sebbene la Cina abbia speso per l’energia pulita più di qualsiasi altro paese e stia spingendo molto sul gas per contrastare lo smog, osserva Bloomberg che ricorda come la crescente pressione dei cambiamenti climatici abbia spinto le più importanti aziende di estrazione come Rio Tinto Group e BHP Group Plc a ritirarsi dal settore e gli istituti di credito, tra cui Standard Chartered Plc e HSBC Holdings Plc, a tagliare i finanziamenti per nuovi progetti nel carbone.

DAL 2018 A GIUGNO 2019 CAPACITA’ DI PRODUZIONE ENERGETICA AUMENTATA NEL MONDO

Nel complesso la capacità mondiale di produzione del combustibile è cresciuta di quasi 35 gigawatt dal 2018 al giugno 2019, ciò grazie all’aumento cinese che ha compensato un calo di 8,1 gigawatt registrato in altri paesi. Pechino, è sulla buona strada per limitare la potenza installata a carbone a 1.100 gigawatt entro il 2020. Tuttavia, secondo il rapporto, i gruppi industriali del carbone e dell’energia elettrica proporrebbero un’ulteriore espansione della capacità da 1.200 a 1.400 gigawatt entro il 2035. Se ciò fosse preso in considerazione, la sola Cina avrebbe più del triplo del limite massimo al carbone stabilito dall’accordo di Parigi sul clima per mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi Celsius.

LA CINA DOVREBBE TAGLIARE DEL 40% LA PRODUZIONE PER RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI DI PARIGI

Secondo l’analisi di Global Energy Monitor, invece, la Cina avrebbe bisogno di tagliare la capacità di produzione di energia dal carbone di 1.027 gigawatt più del 40% per raggiungere le riduzioni richieste dall’obiettivo di contenimento di 2 gradi previsto a Parigi.