La compagnia controllata da Tripoli recepisce l’appello del governo insieme agli altri grandi marchi della rete. La misura punta a contenere i rincari di benzina e gasolio coprendo oltre la metà delle stazioni di servizio attive.
Il fronte delle compagnie petrolifere pronte a calmierare i prezzi di benzina e gasolio si allarga ulteriormente. Dopo le mosse di Eni, IP (controllata dall’azera Socar), Q8 Italia e l’adesione tra i grandi operatori indipendenti del gruppo Costantin, anche Tamoil Italia ha annunciato formalmente l’adozione di misure per mitigare i listini alla pompa lungo la propria rete di distribuzione.
L’ingresso della società a controllo libico fa compiere un balzo decisivo all’iniziativa di contenimento promossa dall’esecutivo: il perimetro complessivo dei distributori coinvolti supera gli 11.500 impianti secondo le stime dei consumatori e può arrivare a sfiorare quota 12.900 considerando l’intero bacino potenziale dei marchi aderenti, su un totale nazionale di circa 21.750 stazioni attive.
LA DIPLOMAZIA PETROLIFERA DI PALAZZO CHIGI E L’ADESIONE DI TRIPOLI
L’intesa con Tamoil si inserisce nella diplomazia condotta dalla Presidenza del Consiglio con i Paesi produttori di greggio, in una fase in cui il barometro di benzina, gasolio e gas rischia di volgere al peggio per l’autunno-inverno con le quotazioni del greggio Brent che viaggiano vicino ai 100 dollari al barile e le raffinerie che premono per agevolazioni sulla produzione. Dopo la moral suasion esercitata sulle altre compagnie, le interlocuzioni tra Palazzo Chigi e le autorità libiche hanno favorito l’adesione della compagnia.
Pur rimanendo un Paese frammentato e attraversato dal conflitto dopo la caduta di Gheddafi nel 2011, la Libia costituisce un partner energetico strategico che garantisce a Roma una diversificazione fondamentale rispetto ai soli Paesi del Golfo, al pari di Kazakistan e Azerbaigian. Tamoil Italia S.p.A. è infatti una società di diritto italiano controllata al 100% dalla holding olandese Oilinvest, a sua volta facente capo alla Libyan Investment Authority (LIA), il fondo sovrano i cui vertici sono designati dal Governo di Unità Nazionale (GNU) guidato a Tripoli da Abdul Hamid Dbeibeh.
La compagnia, attiva da oltre quarant’anni sul territorio italiano con impianti e infrastrutture logistiche, ha confermato che la misura resterà in vigore fino al 31 ottobre 2026 per sostenere la mobilità e tutelare la rete: “Tamoil conferma la propria volontà di operare come partner responsabile al servizio del Paese, dei propri clienti e degli operatori della rete, contribuendo, per quanto possibile, ad attenuare gli effetti delle attuali tensioni internazionali sul mercato dei carburanti”.
LA MAPPA DEGLI IMPIANTI: QUASI 12.900 DISTRIBUTORI VERSO I PREZZI CALMIERATI
La consistenza numerica dell’operazione trasforma la fisionomia dei rifornimenti stradali e autostradali lungo tutta la Penisola. Nella fase iniziale, l’applicazione del blocco tariffario interessava un perimetro di circa 4.100 distributori, circoscritto a oltre 3.500 stazioni Eni – con più del 90% dei punti vendita adeguatosi fin dalle prime battute – e ai primi 600 impianti a marchio IP/Socar. Con la successiva adesione di Q8 Italia, forte di 2.888 punti vendita che costituiscono la terza rete del Paese, la platea potenziale ha rapidamente varcato la soglia dei 7.000 impianti.
L’ingresso di Tamoil imprime ora una nuova accelerazione al conteggio, estendendo la misura a una porzione maggioritaria del mercato nazionale. Analizzando la consistenza delle singole reti, Eni presidia il territorio con circa 4.000 stazioni di servizio, di cui 3.892 gestite direttamente dal brand Enilive e censite dal Codacons in circa 3.900 impianti a marchio Agip-Eni. Dal canto suo, IP supporta la vendita su oltre 4.500 punti vendita: su questo totale di 4.575 impianti (indicati in 3.500 unità dal Codacons sotto la voce Ip-Api), circa 2.000 sono di proprietà diretta e i restanti fanno capo a gestori o terzi indipendenti, a cui si aggiungono le forniture a distributori multibrand e a marchio Esso assicurate tramite contratti di Branded Wholesale.
A questo scacchiere si integrano le circa 2.900 stazioni di Q8, pari a 2.888 punti vendita effettivi (stimati in 2.700 dall’associazione dei consumatori), e infine la rete di Tamoil Italia, forte di 1.510 impianti controllati per oltre il 70% in regime di proprietà aziendale diretta e registrati dall’Osservaprezzi del Mimit in più di 1.450 distributori abilitati all’erogazione di benzina e gasolio. Mettendo a sistema l’intero potenziale commerciale dei marchi aderenti, il volume complessivo delle stazioni che applicano condizioni calmierate può raggiungere quasi 12.900 punti vendita, mentre il monitoraggio più prudenziale condotto dal Codacons fissa stabilmente a circa 11.500 il totale degli impianti operativi nel ribassare i listini alla pompa.
LA STRUTTURA DELLA RETE ITALIANA: POMPE BIANCHE, GDO E FRAMMENTAZIONE
L’estensione degli accordi mette a nudo l’articolazione del mercato della distribuzione carburanti in Italia, storicamente caratterizzato da una forte frammentazione e da un erogato medio per singolo impianto inferiore alla media comunitaria. A fronte dei circa 21.750 impianti attivi lungo la Penisola (in una forchetta stimata tra 21.700 e 22.000 unità), realtà come Francia, Germania e Spagna contano all’incirca la metà o poco più delle stazioni di servizio italiane.
Al di fuori del perimetro dei grandi marchi internazionali e nazionali, il comparto vede la presenza determinante delle cosiddette “Pompe Bianche” – stazioni indipendenti e no-logo – che insieme ad altre realtà minori sommano circa 8.500 impianti, costituendo la fetta numericamente più rilevante. Una presenza assai più marginale è invece ricoperta dalla Grande Distribuzione Organizzata (GDO), che conta tra i 125 e i 130 impianti associati.
I MODELLI DI SCONTO: DAL PRICE CAP DI ENI ALLA FLESSIBILITÀ DI IP E Q8
Gli strumenti adottati dai diversi gruppi industriali non seguono un format univoco, ma riflettono strategie commerciali differenziate. Eni ha introdotto un tetto massimo stringente (price cap) sui carburanti commercializzati da Enilive in modalità self-service, fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e a 2,19 euro al litro per il gasolio. La misura ha una durata iniziale di un mese, con la facoltà di essere prorogata fino al 31 dicembre. IP, dopo la decisione deliberata dalla capogruppo azera Socar il 27 settembre, ha scelto invece un modello flessibile e progressivo, calibrando l’entità della riduzione sui listini locali dei singoli punti vendita.
Una linea analoga è stata imboccata da Q8 Italia, che dal 1° ottobre e per una durata di 30 giorni ha introdotto una calmierazione modulare sui due carburanti, spiegando che l’approccio progressivo serve a tutelare i gestori e garantire la tenuta economica dell’intera filiera. Per quanto riguarda Tamoil, la società ha formalizzato il proprio impegno al contenimento dei prezzi fino al 31 ottobre, ma non ha ancora esplicitato i dettagli operativi del meccanismo che verrà applicato presso le pompe.
L’IMPATTO SULLE TASCHE DEGLI AUTOMOBILISTI TRA CITTÀ E AUTOSTRADE
L’efficacia economica dei tetti tariffari si misura direttamente sull’onere del rifornimento quotidiano. Parametrati sulle medie nazionali dei prezzi, i valori massimi stabiliti da Eni (e presi a modello dal comparto) consentono un risparmio stimato in circa 17 centesimi al litro rispetto ai livelli medi attuali per i rifornimenti effettuati nei circuiti urbani ed extraurbani.
Il beneficio economico diventa ancora più marcato sulla rete autostradale, dove nei giorni antecedenti all’intervento la benzina verde viaggiava a ridosso dei 2,21 euro al litro e il gasolio faceva registrare picchi di 2,42 euro al litro: in questo contesto, l’abbattimento del prezzo alla pompa raggiunge un risparmio teorico prossimo ai 23 centesimi per ogni litro erogato.
LA REAZIONE DEI CONSUMATORI: CODACONS CHIEDE TRASPARENZA SUI LISTINI
L’allargamento del fronte a Tamoil è stato accolto positivamente dalle rappresentanze dei consumatori. Il Codacons ha rimarcato come l’adesione della compagnia risponda all’appello rivolto nei giorni scorsi ai marchi petroliferi affinché si allineassero al passo compiuto da Eni. L’associazione valuta l’operazione come la testimonianza di come “la concorrenza faccia bene al mercato e soprattutto alle tasche dei consumatori, che stanno beneficiando della guerra commerciale tra marchi petroliferi”.
Allo stesso tempo, l’associazione evidenzia la necessità di evitare zone d’ombra operative: il punto cruciale resta la trasparenza verso gli automobilisti, affinché sia reso immediatamente comprensibile e verificabile l’effettivo calo dei listini su ciascun distributore per effetto delle iniziative annunciate.
UNC: OTTIMA NOTIZIA ANCHE DA TAMOIL. ORA VANNO TUTELATE POMPE BIANCHE E GRANDE DISTRIBUZIONE
“Un’ottima notizia. Non possiamo, come abbiamo fatto in precedenza, che applaudire anche Tamoil per aver deciso di mitigare il prezzo dei carburanti fino al 31 ottobre” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Ovviamente nessuna delle 4 compagnie avrà un danno emergente da questa scelta, semmai un lucro cessante, anzi ridotto, sempre che le vendite non aumentino più che proporzionalmente rispetto alla riduzione del prezzo, altrimenti potrebbe diventare pure un vantaggio.In ogni caso, resta il fatto che hanno fatto una scelta responsabile a favore dei consumatori” prosegue Dona.
“Ora, però, che a questa iniziativa partecipano le 4 principali compagnie del Paese, che coprono oltre il 50% delle pompe esistenti nel Paese, il 56,8%, è fondamentale che le pompe bianche e la grande distruzione non siano danneggiate da abusi di posizione dominante, considerato che, a differenza delle grandi compagnie verticalmente integrate, non possono estrarre petrolio, non hanno raffinerie e per rifornirsi di carburanti dipendono dagli altri. Bisogna, quindi, che non paghino prezzi di acquisto ingiustificatamente gravosi o che subiscano condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti, così da determinare ingiustificati svantaggi nella concorrenza. I prezzi vanno calmierati lungo tutta la filiera” conclude Dona.
ASSOUTENTI: PRICE CAP E SCONTI VANNO APPLICATI FINO A FINE ANNO
Bene per Assoutenti la decisione di Tamoil di tagliare i listini di benzina e gasolio alla pompa, ma è importante in questa fase indicare chiaramente quali saranno i vantaggi economici per gli automobilisti, di quanto effettivamente scenderanno i prezzi ai distributori e se tutti gli impianti si adegueranno alla misura. Lo afferma Assoutenti, dopo la nota della compagnia petrolifera.
“Il taglio dei prezzi attuato dai vari marchi, dimostra in modo inequivocabile quanto abbiamo sempre sostenuto dall’inizio dell’emergenza: le compagnie petrolifere hanno ampi margini per far scendere i listini rinunciando ad una parte dei loro enormi profitti – spiega il presidente Gabriele Melluso – Tuttavia considerata la forte crescita dei listini dei carburanti registrata da febbraio a oggi, riteniamo che price cap e sconti non possano durare solo 30 giorni, ma vadano estesi fino alla fine dell’anno. Questo anche perché la situazione in Medio Oriente continua ad essere critica e le quotazioni petrolifere non sembrano destinate a calare nel breve periodo” – conclude Melluso.
IL RUOLO DEGLI INDIPENDENTI: LA MOSSA DI COSTANTIN CON SOCAR
Nel panorama della distribuzione carburanti si è mossa anche la galassia dei distributori indipendenti. Il Gruppo Costantin – operatore storico fondato nel 1967 e tra i principali distributori del Nord-Est – è stato tra i primi “Main Partner” a recepire nei giorni scorsi l’appello governativo, annunciando l’applicazione di prezzi calmierati sulla propria rete. L’iniziativa del gruppo veneto è scattata grazie alla partnership industriale con Socar, che controlla Italiana Petroli da maggio 2026. Costantin ha voluto ringraziare apertamente Socar e IP per una decisione che “mostra concretamente cosa significa fare filiera”, rendendo operativa la riduzione dei listini per alleviare il peso del pieno a vantaggio dei lavoratori e delle famiglie.

