Il provvedimento sfrutta l’extra gettito Iva di agosto per finanziare il taglio di 17 centesimi al litro. Codacons, Unione Nazionale Consumatori e Assoutenti bocciano la misura definendola insufficiente.
Il Governo italiano si avvia a intervenire nuovamente sul fronte dell’emergenza energia, prorogando fino a giovedì 10 settembre il taglio di 17 centesimi delle accise sul gasolio, una misura che era in scadenza nella giornata di domani. Il provvedimento, che attua il meccanismo tecnico delle cosiddette “accise mobili”, è stato predisposto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Per il decreto ministeriale si attende soltanto la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per l’entrata in vigore. L’operazione finanziaria è resa possibile dall’utilizzo delle risorse derivanti dall’extra gettito Iva registrato nel mese di agosto, incassato proprio a causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi.
MECCANISMO DELLE ACCISE MOBILI PER FINANZIARE IL TAGLIO
La decisione di estendere lo sconto fiscale si inserisce in un contesto di forte pressione sui prezzi alla pompa, ma la scelta di limitare l’intervento a pochi giorni e a una sola tipologia di carburante ha sollevato dure reazioni. La notizia del decreto imminente, confermata dai ministeri competenti, ha infatti innescato le critiche delle principali associazioni dei consumatori, che giudicano il provvedimento inadeguato rispetto alla gravità della situazione economica attuale. Lo sconto di 17 centesimi, pur garantendo una temporanea boccata d’ossigeno, non sembra in grado di invertire una tendenza al rialzo che sta colpendo l’intero settore della mobilità e della logistica.
LA CRITICA DEL CODACONS: ESCLUSA LA BENZINA E MISURA INSUFFICIENTE
Per il Codacons, la proroga dello sconto sulle accise del gasolio fino al 10 settembre rappresenta “una elemosina che non salverà gli automobilisti dalla stangata sui rifornimenti”. L’associazione attacca frontalmente l’esecutivo, sottolineando come ancora una volta il governo si limiti a prorogare il taglio per soli 17 centesimi di euro e solo sul gasolio. Secondo l’organizzazione, questa scelta finisce per escludere “17 milioni di automobilisti che dispongono di auto a benzina e che stanno subendo rincari inarrestabili dei listini”. I dati riportati dall’associazione indicano che la benzina ha raggiunto i 2,134 euro al litro in autostrada in modalità self service, un record storico registrato in Italia solo in due occasioni precedenti: nel marzo 2022, quando il prezzo medio raggiunse i 2,184 euro nella settimana del 14 marzo, per poi scendere a 2,137 euro in quella del 21 marzo.
L’IMPATTO SUI PREZZI E LA FIAMMATA DELL’INFLAZIONE
L’analisi del Codacons si sposta poi sugli effetti macroeconomici di questi rincari, che starebbero provocando conseguenze a cascata sui prezzi al dettaglio, sui consumi e sulla capacità di spesa dei cittadini, alimentando una nuova fiammata dell’inflazione. L’associazione ha calcolato che, rispetto allo scorso 1° luglio, il gasolio costa oggi 27,3 centesimi di euro in più nonostante lo sconto fiscale, con un aggravio di 13,65 euro per ogni pieno. Nello stesso periodo, la benzina è salita di 24 centesimi, comportando un costo aggiuntivo di 12 euro a rifornimento. “Ci aspettavamo dal governo misure più incisive, con uno sconto più forte sul gasolio e l’estensione del taglio delle accise anche alla benzina, unica strada da seguire per salvare le tasche degli italiani”, conclude la nota del Codacons.
UNC: RISCHIO STANGATA E IL LIMITE DEGLI AIUTI SELETTIVI
Sulla stessa linea si pone l’Unione Nazionale Consumatori (UNC), il cui presidente Massimiliano Dona definisce il provvedimento “la solita mezza pezza”. Secondo Dona, il taglio sul gasolio è inadeguato poiché si limita a ratificare “prezzi astronomici sopra i 2,2 euro al litro in autostrada e oltre 2,1 euro nelle strade normali”. Pur ammettendo che la proroga sia preferibile alla sua eliminazione, il presidente dell’UNC paragona la situazione al “dover bere la cicuta”. Per quanto riguarda la benzina, Dona osserva polemicamente che il Governo non sembra considerare un problema il fatto di pagarla oltre 2,1 euro in autostrada e 2 euro sulla rete ordinaria.
IL DIBATTITO SUI CRITERI ISEE E LA LOGISTICA DELLE MERCI
L’UNC sottolinea infine che il periodo fino al 10 settembre dovrà servire per far comprendere alla maggioranza di Governo che gli sconti riservati esclusivamente a chi ha un Isee basso non sono la soluzione per chi fatica ad arrivare alla fine del mese pur non rientrando nelle fasce di povertà assoluta. Allo stesso modo, Massimiliano Dona evidenzia che i sostegni mirati a singole categorie produttive sono insufficienti per bloccare l’inflazione generalizzata, poiché “non tutte le merci, infatti, viaggiano con gli autotrasportatori”. In assenza di un intervento strutturale e più ampio, il rischio è che la scadenza del 10 settembre segni l’inizio di una fase ancora più critica per l’economia delle famiglie e delle imprese italiane.
ASSOUTENTI: ASSENZA DI MISURE STRUTTURALI CI PREOCCUPA
“Ci preoccupa seriamente l’assenza di misure strutturali finalizzate a risolvere l’emergenza carburanti nel nostro Paese” afferma invece Assoutenti, che torna a chiedere misure più incisive in favore delle famiglie. “Il continuo ricorso alla proroga dello sconto fiscale, di volta in volta allungato di qualche giorno, dimostra le difficoltà dell’esecutivo nell’affrontare in modo adeguato quella che è a tutti gli effetti una emergenza economica – spiega il presidente Gabriele Melluso – Il caro-carburante continua a colpire indistintamente tutti, e ciò che serve davvero non sono sconti limitati e bonus legati all’Isee, ma un intervento stabile e strutturale sulle accise, capace di evitare che ad ogni nuova crisi internazionale il pieno diventi una tassa straordinaria sulla mobilità degli italiani” conclude Melluso.

