I rincari dei prezzi dei carburanti cancellano i benefici dello sconto in pochi giorni. E ora si teme una nuova impennata imminente
Il miliardo di euro speso per tagliare le accise dei carburanti non è stato sufficiente ad abbassare i prezzi alla pompa. I due decreti hanno tamponato gli incrementi dei primi giorni di conflitto, ma oggi il listino del diesel è sempre più vicino al massimo storico mai registrato in Italia: 2,18 euro al litro medi.
ECCO PERCHÉ LO SCONTO È GIÀ UN RICORDO
I rincari delle ultime due settimane hanno annullato gli effetti dello sconto di 24 centesimi sulle accise dei carburanti. Infatti, il Sole 24 Ore sottolinea che il nuovo rialzo nei giorni intorno a Pasqua ha riportato il gasolio pochi centesimi sopra i prezzi medi del 19 marzo scorso, alla vigilia dell’effettiva entrata in circolo degli sconti governativi.
Ieri mattina i tabelloni dei distributori italiani mostravano un prezzo medio del gasolio di 2,13 centesimi al litro, un centesimo sopra i livelli raggiunti prima del debutto dello sconto governativo. Secondo il giornale di Confindustria, le richieste medie più elevate sono state presentate dalle stazioni di servizio calabresi, a 2,16 euro al litro, seguite da un passo dai 2,15 euro di Liguria, Lombardia, Valle d’Aosta e provincia autonoma di Bolzano. Oggi, invece, il prezzo medio è salito a 2,143 euro al litro per il gasolio e 1,782 per la benzina. In autostrada, invece, il diesel in autostrada ha raggiunto 2,158 euro al litro.
NUOVO RECORD STORICO A UN PASSO
Il prezzo dei carburanti potrebbe presto un nuovo record. Infatti, il massimo storico medio mai registrato in Italia dal diesel è 2,18 euro al litro. Un livello raggiunto il 14 marzo 2022, tre settimane dopo l’invasione russa dell’Ucraina che potrebbe essere raggiunto e superato in poche ore. Mancano, infatti, appena 3 centesimi. E non è da escludere che il rally dei prezzi dei carburanti possa intensificarsi ancora di più nei prossimi giorni. Infatti, l’attuale scenario in Medio Oriente suggerisce tutto tranne che un’imminente de-escalation. Giusto ieri Trump ha minacciato nuovi raid aerei contro infrastrutture logistiche e centrali iraniani, se il blocco dello Stretto di Hormuz non terminerà.
LE MISURE ALLO STUDIO DELL’UE
L’Italia si sta muovendo in Europa per fare fronte comune contro la crisi dei carburanti. Il Patto di stabilità non sembra in discussione. Di conseguenza, la possibilità di sforare l’ormai celebre tetto del 3% tra Pil e debito sembra remota. Infatti, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, non ha trovato una sponda nei partner europei. Al contrario, la possibilità di tassare gli extraprofitti per “sostegni temporanei” ai consumatori ha trovato d’accordo Germania, Austria, Spagna e Portogallo. La risposta di Bruxelles è stata tiepida, ma l’ipotesi non è tramontata.


