I rincari sfiorano i 14 euro a pieno dopo la fine degli sconti di luglio; l’esecutivo valuta l’uso dell’extragettito Iva per calmierare i prezzi.
I prezzi di benzina e gasolio hanno raggiunto livelli senza precedenti in Italia, innescando una vera e propria emergenza nazionale proprio nel cuore della stagione turistica. Secondo i dati ufficiali dell’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il gasolio ha sfondato la soglia psicologica dei 2,2 euro al litro sulla rete autostradale, attestandosi a una media di 2,213 euro. Si tratta del valore più alto mai registrato dall’inizio delle serie storiche giornaliere del Ministero, avviate nell’agosto del 2023.
L’aumento riflette l’instabilità geopolitica legata al nuovo blocco dello Stretto di Hormuz e la contestuale scadenza, avvenuta il 3 luglio, degli sconti fiscali sulle accise. Con un rincaro che arriva a pesare fino a 14 euro in più per ogni rifornimento rispetto a inizio mese, il Governo è ora costretto a valutare interventi d’urgenza per evitare che il caro carburanti paralizzi i consumi e i viaggi degli italiani.
RECORD STORICI ALLA POMPA E CAPITOLAZIONE DELLE REGIONI
La corsa dei listini non risparmia alcun territorio, ma presenta picchi allarmanti in alcune aree specifiche. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc), sottolinea come tutte le regioni italiane abbiano ormai varcato la soglia dei 2,1 euro al litro. “Le ultime a resistere erano Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, ma ieri hanno definitivamente capitolato”, spiega Dona citando le rilevazioni del Mimit.
Il primato del caro-diesel spetta alla provincia autonoma di Bolzano con 2,183 euro al litro, seguita a ruota dalla Sicilia (2,173 euro) e dal Friuli Venezia Giulia (2,172 euro). Per quanto riguarda la benzina, la situazione è speculare: dopo i prezzi proibitivi delle autostrade, i listini più alti si confermano a Bolzano, seguiti da Friuli e Sicilia. Sul versante opposto, il Molise risulta la regione meno penalizzata per il gasolio, mentre la Campania vanta i prezzi più contenuti per la verde.
L’ESCALATION DEI COSTI E LE CRITICHE DEI CONSUMATORI
Dall’analisi dell’Unc emerge un quadro di aumenti vertiginosi in meno di tre settimane. Dal 3 luglio a oggi, in Friuli Venezia Giulia il gasolio è rincarato di 27,9 centesimi al litro, traducendosi in una spesa extra di 13,95 euro per un pieno da 50 litri. Questo balzo supera persino l’incremento registrato sulla rete autostradale, fermo a 12,25 euro.
Anche il Codacons denuncia una situazione insostenibile, evidenziando che sulla rete ordinaria il diesel viaggia ormai a una media di 2,141 euro al litro. L’associazione punta il dito contro il peso fiscale, ricordando che Iva e accise incidono per oltre il 50% sul prezzo finale. “Il governo continua a tergiversare mentre incassa cifre astronomiche”, denunciano dal Codacons, chiedendo un ripristino immediato del taglio delle accise almeno fino a fine agosto per “salvare le vacanze degli italiani”.
L’IMPATTO SUL TURISMO E SULLE FAMIGLIE
La crisi di Hormuz sta presentando un conto salatissimo al comparto turistico. L’Ufficio Economico di Confesercenti stima che i rincari seguiti al riacutizzarsi del conflitto mediorientale potrebbero costare alle famiglie circa 700 milioni di euro nei soli mesi di luglio e agosto. Rispetto al 4 luglio, la benzina è aumentata del 7,5% e il gasolio del 12,5%.
Nico Gronchi, presidente di Confesercenti, sollecita un provvedimento urgente calibrato sulla durata dell’esodo estivo, affinché venga restituita ai cittadini la quota di extragettito generata dal rialzo delle quotazioni internazionali. Il rischio concreto è che la stangata alla pompa sottragga risorse vitali ai consumi legati a viaggi, ristorazione e servizi turistici.
LE STRATEGIE DELL’ESECUTIVO E LE ACCISE MOBILI
Di fronte a questa pressione, il Governo Meloni ha iniziato a studiare possibili contromisure. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha evocato il ricorso alle “accise mobili”, un meccanismo che permetterebbe di ridurre il prelievo fiscale sui carburanti utilizzando le maggiori entrate derivanti dall’Iva. Le stime sull’entità di questo possibile sconto variano tra i 5 e i 10 centesimi al litro, cifre comunque inferiori alla “sforbiciata” operata lo scorso marzo. Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha dichiarato che l’esecutivo è pronto a intervenire in modo “efficace e mirato”, compatibilmente con le risorse di bilancio.
Tra le opzioni al vaglio figurano anche contributi specifici per le fasce più fragili e agevolazioni sui trasporti pubblici tramite la carta “Dedicata a te”, mentre è stata bocciata dai consumatori l’idea di un bonus per i soli pendolari proposta da Matteo Salvini.
PROSPETTIVE E CONTI PUBBLICI
Il dossier carburanti si intreccia con la gestione complessiva della finanza pubblica. Il ministro Giorgetti ha assicurato che l’eventuale aumento della spesa energetica o per la difesa non colpirà la sanità e l’istruzione, ribadendo che ogni decisione spetterà al Parlamento attraverso scostamenti di bilancio approvati dalle Camere.
Mercoledì 5 agosto sono attese comunicazioni ufficiali in Parlamento sulla clausola di salvaguardia nazionale, un passaggio fondamentale per richiedere a Bruxelles maggiore flessibilità sui conti. Nel frattempo, l’esecutivo monitora con “cauto ottimismo” la procedura per disavanzo eccessivo, fiducioso che le verifiche sull’impatto del Superbonus possano portare a una revisione al ribasso delle stime del deficit entro il prossimo 22 settembre.

