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Caro bollette e carburanti. Pichetto detta l’agenda

Il dl Bollette è vicino al traguardo, i ministeri studiano un meccanismo contro il caro carburanti e il Mase sta valutando come ampliare l’Energy Release. L’intervento del ministro Gilberto Pichetto Fratin al Green & Net Zero Talk

A giorni l’Ue darà il via libera al dl Bollette. Intanto, il Mase lavora all’estensione dell’Energy Release per le imprese. Le raffinerie italiane possono coprire il fabbisogno nazionale di raffinazione di petrolio. È quanto ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nel corso dell’ottava edizione dei Green & Net Zero Talk targati RCS Academy, provando a gettare acqua sul fuoco, ma senza nascondere le crepe di un sistema europeo vulnerabile.

DL BOLLETTE A UN PASSO

Il confronto con la Commissione Europea sul dl bollette è alle battute finali: “A ore, al massimo a giorni”, assicura il ministro. L’ok da Bruxelles sbloccherà le misure introdotte a febbraio per calmierare i prezzi del gas per le imprese. Non aspettiamoci crolli verticali dei costi — lo stesso Pichetto parla candidamente di una riduzione «non enorme» —, ma per il tessuto imprenditoriale italiano si tratta di una boccata d’aria rischia di fare la differenza tra il rimanere a galla e il tirare giù la saracinesca.

STOCCAGGI OK MA PREZZI ALTI A CAUSA DELLA MEDIA UE

Sullo sfondo resta però la solita fragilità strutturale che fa salire i prezzi. Infatti, l’Italia ha riempito gli stoccaggi oltre il 90% in vista dell’inverno 2026-2027, garantendosi una copertura quantitativa. Ma la certezza dei volumi non protegge dai rincari. Pichetto ha sottolineato che quando gli altri Paesi UE arrivano impreparati con stoccaggi troppo bassi, il prezzo del gas schizza oltre gli 80 euro al megawattora. Un’impennata speculativa che, fa notare il titolare del MASE, va ben oltre i meri costi di trasporto o i blocchi temporanei delle navi di GNL dal Qatar.

ENERGY RELEASE SI ESTENDE

Pichetto ha rassicurato che due terzi degli italiani sono blindati da contratti a prezzo fisso e non sentiranno l’impatto immediato dei rincari sulle bollette. Per il restante terzo, invece, le misure sul termoelettrico dovrebbero attutire i colpi.

Ma il vero cantiere aperto riguarda le imprese. Il ministro ha rivelato che il Mase sta lavorando per allargare le maglie dell’Energy Release — il meccanismo di cessione di energia a prezzi convenzionati che ha già salvato 4.000 grandi aziende energivore —, estendendolo a un platea più ampia del sistema produttivo nazionale. Contestualmente, si guarda alle risorse di bilancio previste per il biennio 2027-2028: quello 0,3% di spazio fiscale che per l’Italia si traduce circa 14 miliardi di euro, su cui il governo sta ragionando per tagliare la componente “illogica” dei costi energetici, sia per le famiglie sia per le PMI.

IN ARRIVO UN MECCANISMO CONTRO IL CARO CARBURANTI

Se sul gas si intravede uno spiraglio, sui carburanti il tono del ministro si fa quasi impietoso. Inutile farsi illusioni sugli strumenti tradizionali. Lo strumento delle accise mobili può dare sollievo contro il caro carburanti? “È come pretendere di curare una polmonite con l’aspirina», ha sottolineato Pichetto, sottolineando l’effetto lieve di fronte a oscillazioni di prezzo così violente.

Il ministro ha anticipato che il Governo, insieme ad altri ministeri, è al lavoro su un nuovo meccanismo di contenimento, ma la strada appare in salita. L’unica nota di cauto ottimismo arriva dalla resilienza della nostra infrastruttura industriale.

RAFFINERIE COPRIRANNO FABBISOGNO ITALIA

Pichetto ha assicurato che grazie alle dieci raffinerie ancora operative l’Italia vanta una capacità di raffinazione sufficiente a coprire l’intero fabbisogno nazionale. Un fortino che ci mette al riparo dai rischi immediati di approvvigionamento, ma che — precisa il ministro — deve fare i conti con un mercato unico europeo in cui «non vale più la regola che si può comprare tutto ovunque».

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