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Caro energia, la ricetta di Aurelio Regina: 14 miliardi, Ppa e 50 TWh di rinnovabili

Il vicepresidente di Confindustria chiede di accelerare sulle rinnovabili e portare a sistema 50 TWh di progetti fermi.Sul tavolo Ppa, Energy Release e nucleare, mentre il gas resta sopra i 70 euro/MWh e l’elettricità oltre i 220 euro/MWh. E sul al dossier energetico argentino rilancia: Vaca Muerta punta a diventare una nuova fonte di approvvigionamento per l’Italia

“Il governo sta gestendo la crisi energetica con interventi emergenziali ed è al lavoro per misure strutturali su costi, sicurezza degli approvvigionamenti e transizione energetica. È necessario accelerare i tempi perché il gas corre sopra i 70 euro a megawattora e l’elettricità sopra i 220 euro a megawattora”. È il punto di partenza dell’intervista rilasciata da Aurelio Regina, vice presidente di Confindustria con la delega all’energia, a La Stampa, mentre si trova a Buenos Aires con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e una delegazione di industriali. Il tema è quello che pesa direttamente sulla competitività delle imprese: il costo dell’energia e l’incertezza che rende più difficile programmare gli investimenti. Regina distingue inoltre il problema della disponibilità da quello dei prezzi: «Per il gas non abbiamo oggi un problema di disponibilità: abbiamo una capacità di stoccaggio elevata e riempiamo gli stoccaggi più degli altri Paesi europei. Il problema è il prezzo».

50 TWh FERMI, OBIETTIVO 130

La richiesta di Confindustria è sbloccare rapidamente la capacità rinnovabile già progettata ma non ancora entrata nel sistema. «Dobbiamo tenere insieme tre questioni: competitività, sicurezza degli approvvigionamenti e transizione energetica. Negli ultimi anni sono state considerate separatamente. Oggi dobbiamo accelerare sulle rinnovabili, superare i veti e portare rapidamente a sistema circa 50 terawattora di progetti oggi fermi, per arrivare all’obiettivo di 130. E questa nuova energia deve essere destinata anche all’industria». Un’accelerazione che si intreccia con il problema italiano dei tempi autorizzativi. In una precedente intervista al Foglio, Regina aveva indicato proprio costo dei terreni, permitting, autorizzazioni e lungaggini burocratiche tra i fattori che rendono più cara l’energia rinnovabile in Italia.

PPA, ENERGY RELEASE E I 14 MILIARDI

Per dare alle imprese maggiore certezza sul costo dell’elettricità, Regina punta sui contratti di lungo periodo: «Accelerando i contratti Ppa di lungo termine, con cui il produttore vende all’impresa la propria energia con contratti pluriennali. Questo consente di avere un prezzo stabile e, soprattutto, certezza per gli investimenti». Ma la proposta più ampia riguarda le risorse europee: «Ha messo a disposizione 14 miliardi di risorse destinate ai processi di decarbonizzazione e allo sviluppo delle filiere. Devono essere impiegati rapidamente, con progetti da realizzare nel 2027 e nel 2028 e con il massimo utilizzo possibile di tecnologie italiane, così da creare investimenti e indotto. Noi abbiamo presentato al governo un documento con le nostre proposte. L’idea è quasi quella di un mini-Pnrr dell’energia, più mirato e specifico». Regina chiede anche un nuovo Energy Release per le imprese energivore.

VACA MUERTA, LA CARTA DEL GAS

La missione argentina aggiunge un altro tassello alla strategia indicata da Regina: diversificare gli approvvigionamenti attraverso il Gnl. «L’Argentina ha grandi potenzialità, soprattutto con il giacimento di Vaca Muerta, e può diventare un Paese esportatore di gas. I progetti sono avanzati, anche se servirà ancora tempo. Per noi significa poter diversificare ulteriormente gli approvvigionamenti, con grandi flussi di Gnl a prezzi vincolati contrattualmente».

l dossier è tutt’altro che teorico. Il progetto Argentina Lng di Ypf, Eni e Xrg prevede investimenti complessivi per 51 miliardi di dollari, una produzione iniziale di almeno 12 milioni di tonnellate di Gnl l’anno, con l’obiettivo di arrivare a 18 milioni, e fino a 10 miliardi di dollari di esportazioni annuali. Il gas proverrà proprio da Vaca Muerta e sarà trasportato attraverso un nuovo gasdotto di 527 chilometri verso il Golfo San Matías.

La partita sta attirando altri capitali: nel luglio 2026 l’ICE ha segnalato due nuovi progetti su Vaca Muerta, per complessivi 10,3 miliardi di dollari, presentati da Vista Energy e Pampa Energía nell’ambito del regime argentino di incentivi ai grandi investimenti.

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