Fact checking e fake news

Occhi puntati sui decreti attuativi energia e ambiente

semplificazioni

Sono decine i decreti in capo ai dicasteri dell’Ambiente, dello Sviluppo economico, dell’Economia e dell’Istruzione, necessari per avviare le politiche di green deal messe in campo del governo

Con il 2020, stakeholder, produttori ma anche politica e operatori di settore, sono in attesa della valanga di decreti attuativi che gli ultimi provvedimenti del governo – su tutti manovra e Milleproroghe – hanno portato con loro. La legge di bilancio ha in pancia oltre una decina di provvedimenti in materia di energia e ambiente mentre il Milleproroghe, che ancora deve essere convertito, ne conta tre molto importanti.

I DECRETI ATTUATIVI DELLA MANOVRA

In vigore dal 1 gennaio, la manovra conta oltre 10 decreti attuativi che dovranno essere messi in cantiere dal governo a stretto giro: si parte dal Comitato interministeriale coordinato dal Mef per emettere i Green Bond per monitorare l’impatto delle misure. Per crearlo ex nove serve un dpcm atteso entro aprile.
Stesso discorso per lo sviluppo del Green New Deal italiano: in questo caso i 4 miliardi di euro stanziati fino al 2023 potranno essere spesi solo dopo l’individuazione di un organismo necessario per scegliere gli interventi da realizzare: a questo proposito la manovra prevede uno o più decreto ministeriali del Mef di concerto con il Mise e con il ministero dell#’Ambiente. Anche qui la dead line è per i primi di aprile.
Sarà poi un dm del Mef, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del regolamento europeo sul nuovo quadro finanziario pluriennale 2021-2027 Ue, a chiarire in che modo l’Italia potrà concedere sostegno – meglio ancora garanzia – complementare ai prodotti finanziari.
Uno o più dm Mise, di concerto con il Mef, dovranno inoltre stabilire termini, condizioni e modalità di concessione dei contributi a fondo perduto fino al 15% e fino a 150 milioni da qui al 2023 per spese di investimento green. Qui si legano anche i 40 milioni fino al 2023 per la nuova imprenditorialità green che sempre uno o più decreti Mise, di concerto con il Mef, dovranno aggiornare la disciplina di attuazione degli incentivi in modo da non contrastare con la disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato. E i 0 milioni di euro fino al 2023 per garanzie sui finanziamenti, ai condomìni, per interventi di ristrutturazione per accrescimento dell’efficienza energetica che uno o più dm Mef, da adottare entro i primi giorni di marzo, dovranno attuare.
A questi provvedimenti si aggiungono le specifiche iniziative da avviare nelle zone economiche ambientali da definire con decreto del ministro dell’Ambiente, di concerto con Mef e Mise.
Per il via libera alla Plastic Tax serviranno, invece, almeno tre decreti attuativi: entro marzo un dm del ministro dell’Ambiente, di concerto con Mef e Mise, per individuare le disposizioni applicative necessarie, come la documentazione richiesta e le modalità di verifica e controllo. Entro maggio un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli per stabilire le modalità di attuazione delle norme sulla plastic tax. Infine, sarà necessario un provvedimento interdirettoriale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e dell’Agenzia delle entrate per stabilire le modalità per lo scambio di informazioni tra le agenzie.
Il fonda pluriennale da 21 miliardi di euro fino al 2034 per gli investimenti verdi dell’amministrazione centrale dello Stato – economia circolare, decarbonizzazione, risparmio energetico, taglio delle emissioni, sostenibilità – dovrà essere ripartito con uno o più dpcm da adottare entro il 15 febbraio su proposta Mef, di concerto con i ministri interessati.

I DECRETI DEL MILLEPROROGHE

All’articolo 12 è confermato il rinvio del fine tutela. La disposizione prevede che il Mise, sentita l’Arera definisce con decreto entro 90 giorni “le modalità ed i criteri dell’ingresso consapevole nel mercato dei clienti finali, tenendo altresì conto della necessità di concorrenza, pluralità di fornitori e di offerte nel libero mercato” che passa dal 1 luglio 2020 al 1 gennaio 2022. Sempre con decreto Mise vengono poi fissati “i criteri, le modalità e i requisiti tecnici, finanziari e di onorabilità per l’iscrizione e la permanenza” nell’Albo venditori i cui iscritti devono garantire “l’affidabilità nel tempo del soggetto iscritto” e consentire anche “un efficace contrasto a possibili condotte contrastanti con i generali principi, legali e regolatori, che sovraintendono al buon funzionamento dei mercati e alla tutela dei consumatori”.
All’articolo 40 è previsto invece il commissariamento del Gse. Entro 60 giorni – a fine febbraio quindi – dovrà essere emanato un dpcm su proposta del ministro dello Sviluppo economico e del ministro dell’Economia per la nomina di un commissario ed un vicecommissario per il Gse, che rimarranno in carica fino all’approvazione del bilancio dell’esercizio 2020.

IL DL CLIMA

Molti decreti attuativi saranno necessari anche per realizzare le misure del decreto clima, approvato a metà dicembre. Si parte con i 90 giorni massimo concessi al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Ambiente, sentiti il ministro della Salute e gli altri ministri interessati, per approvare il Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria in coordinamento con il Pniec.
Entro 45 giorni, quindi entro fine gennaio, dovranno essere emanati poi i decreti del ministro dell’Ambiente di concerto con il ministro dell’Istruzione, per determinare i criteri di presentazione e di selezione dei progetti nonché le modalità di ripartizione e assegnazione del finanziamento per le campagne informative di formazione e sensibilizzazione sulle questioni ambientali, e in particolare sugli strumenti e le azioni di contrasto, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, nelle scuole per il Programma #iosonoAmbiente. Entro 60 giorni – circa metà febbraio – dovrà essere emanato il decreto del ministro dell’Ambiente, di concerto con il ministro dell’Economia, il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e il ministro dello Sviluppo economico, per definire le modalità e i termini per l’ottenimento e l’erogazione del bonus del Programma sperimentale “buono mobilita”.

E ancora: con decreto del ministro dell’Ambiente da adottarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto – più o meno metà marzo – sentiti il ministro dell’Istruzione e il mnistro dell’Economia – e la Conferenza Stato-città ed autonomie locali -, sono stabilite le modalità di presentazione delle domande e le spese ammissibili per il finanziamento degli investimenti necessari alla realizzazione di progetti sperimentali per la realizzazione o l’implementazione del servizio di trasporto scolastico.
Sempre entro metà marzo con decreto del ministro dell’Ambiente, d’intesa con la Conferenza unificata sono definite le modalità per la progettazione degli interventi per il finanziamento di un programma sperimentale di messa a dimora di alberi.

Con decreto del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il ministero dell’Ambiente e d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono adottate poi apposite disposizioni per la definizione delle linee guida per l’identificazione delle aree definibili come boschi vetusti e le indicazioni per la loro gestione e tutela, anche al fine della creazione della Rete nazionale dei boschi vetusti.
Stesso discorso per il titolo di “Capitale europea verde” e “Foglia verde”, che il Consiglio dei ministri conferisce annualmente alla “Capitale verde d’Italia” che sulla base di un’apposita procedura di selezione definita con decreto del ministro dell’Ambiente sentito il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico, previa intesa in sede di Conferenza unificata, viene assegnato.
Spetta poi al ministro dell’Ambiente con decreto nominare la struttura di supporto al commissario Unico per fronteggiare le procedure d’infrazione in materia ambientale e i “Caschi verdi per l’ambiente” con lo scopo di realizzare, d’intesa con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, iniziative di collaborazione internazionale.
Con decreto sempre del ministero dell’Ambiente, d’intesa con il ministro dello Sviluppo economico e sentita la Conferenza unificata, entro il termine di 60 giorni sono fissate le modalità per l’ottenimento del contributo per incentivare l’uso di prodotti sfusi o alla spina.