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Litio

Chi guadagnerà di più dal nuovo giacimento di litio più grande al mondo?

Un gruppo di geologi ha trovato una riserva di litio di 120 milioni di tonnellate in un vulcano statunitense, quattro volte la quantità presente nell’ex giacimento più grande al mondo. Chi guadagnerà di più dalla scoperta?

La scoperta negli Stati Uniti del più grande giacimento mondiale di litio rimescola le carte della transizione elettrica delle quattro ruote. Un gruppo di geologi ha trovato una riserva di 120 milioni di tonnellate di minerale durante l’esplorazione di un vulcano vicino la miniera di Thacker Pass, gestita da Lithium Americas. Parliamo di dodici volte la quantità di litio presente nelle saline boliviane, declassate a secondo giacimento più grande al mondo. Quali conseguenze avrà sull’automotive?

LE CONSEGUENZE DELLA SCOPERTA DEL SUPER GIACIMENTO

L’America guadagna il primo giacimento di litio di grandi dimensioni e le case automobilistiche nazionali ottengono un importante vantaggio sulle concorrenti. Parliamo infatti di un minerale cruciale per la transizione elettrica, oggi in mano principalmente alla Cina. Una batteria tradizionale di una Ev contiene in media tra i 30 e i 60 chilogrammi di litio. Per questa ragione, si stima che nei prossimi anni la domanda crescerà in maniera esponenziale. In particolare, si calcola che gli Stati Uniti entro il 2024 avranno bisogno di 500.000 tonnellate di litio non raffinato ogni anno per produrre automobili elettriche.

La scoperta permette alle case automobilistiche di contare su un importante quantitativo aggiuntivo di minerale a prezzo ridotto rispetto a quello importato dall’estero. Al tempo stesso, il nuovo giacimento aumenta l’indipendenza del Paese e la sicurezza degli approvvigionamenti delle case automobilistiche nazionali, General Motors su tutte.

Infatti, a gennaio di quest’anno l’azienda ha annunciato di aver investito 650 milioni di dollari in Lithium Americas per ottenere “l’accesso esclusivo alla prima fase della produzione di litio e il diritto di prima offerta sulla seconda fase della produzione di litio che uscirà dalla miniera di Thacker Pass in Nevada”, secondo quanto ha riferito la CNBC.

L’estrazione all’interno del sito potrebbe iniziare già nel 2026, secondo i geologi della società.

LITIO, LA STRATEGIA UE E ITALIANA

A giugno i ministri dell’Economia e delle Imprese di Italia, Germania e Francia hanno trovato un punto d’incontro per accelerare sulle materie prime critiche, cruciali per la transizione. L’obiettivo è favorire l’indipendenza dell’Ue dalla Cina incrementando la produzione e il riciclo sul suolo europeo. A questo scopo, la nascente Alleanza sulle CMR si concentrerà sulla collaborazione e sulla condivisione di dati e linee guida per riuscire a garantire in futuro approvvigionamenti sicuri di componenti fondamentali per l’automotive.

In particolare, la strategia italiana punta sull’apertura di giacimenti e miniere sul suolo nazionale, oltre che sulla creazione di un fondo europeo per le imprese. È quanto ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in occasione dell’incontro con i suoi omologhi francese e tedesco.

“È necessario riaprire le miniere, i giacimenti che vi sono anche nel nostro Paese. Abbiamo riserve immense di cobalto, di titanio, abbiamo anche litio, manganese. Sedici delle 34 materie prime critiche individuate sono nel nostro sottosuolo”.

LITIO, QUANTE MINIERE E GIACIMENTI CI SONO IN ITALIA?

Il sottosuolo italiano non favorisce la nascita di giacimenti litio tradizionali, sottolinea lo studio “Lithium Occurrence in Italy”. Le risorse minerarie del nostro sottosuolo fino ad oggi sono state scarsamente utilizzate, se non per nulla. In particolare, in Italia non è mai stato prodotto neanche un grammo di litio, ha detto Andrea Dini, primo ricercatore all’Istituto di geoscienze e georisorse del Cnr e co-autore dello studio, a QN.

In particolare, nella zona vulcanica del lago di Bracciano sono presenti acque salate calde che contengono fino a 500 mg di litio per litro di soluzione, fino ad oggi inutilizzate. Lo stesso discorso vale per la fascia appenninica, che presenta acque termali che contengono fino a 370 mg/l di litio, valori tra i più alti al mondo. La situazione attuale non è delle più rosee, ma qualcosa sembra muoversi. Ad esempio, l’azienda Vulcan Energy ha recentemente ottenuto un permesso di ricerca per esplorare un pozzo scoperto da Enel.

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