Scenari

Cina, Li Auto raccoglie 1,1 mld di dollari nell’Ipo

Cina

Li Auto produce auto elettriche ed è stata fondata nel 2015. .Anche un suo concorrente, Xpeng Motors, sarebbe intenzionato a quotarsi a breve sulla borsa statunitense

Li Auto, azienda cinese che produce auto elettriche, ha raccolto 1,1 miliardi di dollari durante l’offerta pubblica iniziale (IPO) a New York. Il risultato è stato superiore alle aspettative: la compagnia – con una valutazione di circa 10 miliardi di dollari – ha venduto 95 milioni di azioni a 11,5 dollari l’una, scrive Reuters, e non a 8-10 dollari come prevedeva.

Quello di Li Auto non è un caso isolato. Anche un suo concorrente, Xpeng Motors, sarebbe intenzionato a quotarsi a breve sulla borsa statunitense, scrive il quotidiano Nikkei citando una fonte anonima.

I NUMERI DI LI AUTO

Li Auto è stata fondata nel 2015. Nel 2018 ha registrato perdite nette per 1,5 miliardi di yuan e di 2,4 miliardi nel 2019. Il 2019 è stato l’anno del lancio del suo primo modello, il SUV plug-in hybrid Li ONE, di cui sono state vendute 10.400 unità.

Rispetto a quelli prodotti dalla maggior parte delle startup cinesi di mobilità elettrica, Li Auto realizza veicoli diversi, dotati sia di motorizzazione elettrica che termica.

Nel secondo trimestre del 2020 (aprile-giugno), l’azienda ha registrato un margine di profitto lordo del 13,3 per cento; nel primo trimestre era stato dell’8 per cento.

COSA FANNO LE STARTUP CINESI

Ispirate dal successo di Tesla e di NIO – la prima azienda cinese produttrice di veicoli elettrici quotata alla borsa di New York –, molte startup cinesi hanno messo gli occhi sullo Start Market, descritto come la risposta di Pechino all’indice Nasdaq. Hozon Auto sta pensando di quotarsi per il 2021, mentre WM Motor starebbe lavorando ad un’offerta pubblica iniziale già entro l’anno.

La corsa ai mercati, scrive il Nikkei, sarebbe motivata dal fatto che le startup cinesi devono confrontarsi con un ambiente sempre più competitivo. Il settore della mobilità elettrica sta innanzitutto attirando i produttori “tradizionali”, mentre Tesla accresce la sua presenza in Cina (le sue Motor 3 sono prodotte a Shanghai).

Le startup cinesi hanno dunque necessità di ottenere finanziamenti per accelerare nella ricerca e sviluppo e conquistarsi quote di mercato. Necessità resa ancora più urgente dall’intenzione del governo cinese di ridurre gradualmente i sussidi al settore della mobilità elettrica.