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Clima, decreto verso il via libera al Senato. Ecco le novità

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Il Decreto Clima è stato approvato con modifiche in commissione Ambiente. Ora in Aula arriva il pacchetto di emendamenti del governo

È arrivato in Aula al Senato la discussione sul decreto legge in materia di cambiamenti climatici e ambiente. Dopo il via libera al provvedimento, con modifiche, da parte della commissione Ambiente di Palazzo Madama, si dovrebbe arrivare a una veloce approvazione in vista del passaggio alla Camera dove dovrà essere licenziato entro il 13 dicembre.

LE NOVITA’ IN COMMISSIONE

La novità più importante è senza dubbio il Cipe ‘verde’. Il Comitato interministeriale per la politica economica, che svolge un ruolo fondamentale di indirizzo e coordinamento degli investimenti pubblici, si traformerà in Cipess, Comitato interministeriale per la politica economica e lo sviluppo sostenibile. L’obiettivo, come ha spiegato il Sottosegretario di Stato alla Presidenza Riccardo Fraccaro, “è quello di rafforzare il coordinamento delle politiche pubbliche per raggiungere gli obiettivi in materia di sviluppo sostenibile indicati dall’Onu. Con la nascita del Cipess la programmazione economica diventa sostenibile e le decisioni riguardanti l’allocazione delle risorse per investimenti e progetti dovranno tener conto della compatibilità ambientale”. La modifica sarà operativa dal 1 gennaio 2021. Per il resto è arrivato il via libera all’emendamento sul tavolo permanente interministeriale sull’emergenza climatica dove si interfacceranno il ministero dell’ambiente e delle politiche agricole, alimentari e forestali, della salute, dello sviluppo economico, del ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Due emendamenti M5S approvati in commissione Ambiente del Senato inseriscono anche gli esercizi più grandi e l’apertura di nuovi negozi che prevedano esclusivamente la vendita di prodotti sfusi nella platea di chi potrà fruire degli incentivi per la vendita di prodotti sfusi o alla spina. Arriva, inoltre, il Fondo per il rimboscamento e la tutela ambientale e idrogeologica delle aree interne con 1 milione per il 2020 e 2 milioni per il 2021. Mentre il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico sarà obbligato ad avvalersi, per la scelta dei progetti di riforestazione che arriveranno dai comuni, del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente. Infine, arrivano 2 milioni di euro all’anno, per il triennio 2020-2022, per il finanziamento di un programma di informazione e formazione ambientale nelle scuole denominato “Iosonoambiente”.

IL PACCHETTO DI EMENDAMENTI DEL GOVERNO IN AULA

Sono quattro gli emendamenti presentati dal governo in Aula al Senato al Dl clima. In primis è da segnalare l’istituzione del programma sperimentale “Caschi verdi per l’ambiente”, con una dotazione di 2 milioni all’anno per il triennio 2020-2022. L’obiettivo è di realizzare, “d’intesa con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, iniziative di collaborazione internazionale volte alla tutela e salvaguardia ambientale delle aree nazionali protette e delle altre aree riconosciute in ambito internazionale per il particolare pregio naturalistico, anche rientranti nelle riserve MAB Unesco, e contrastarne gli effetti derivanti dai cambiamenti climatici. Un’altra proposta di modifica prevede l’istituzione nel territorio di ciascun parco nazionale, di una zona economica ambientale (Zea) all’interno delle quali potranno essere concesse forme di sostegno alle nuove imprese e quelle già esistenti che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti di natura incrementale compatibile con l’ambiente. Lo stesso emendamento prevede che una quota dei proventi delle aste di CO2 per gli anni 2020, 2021 e 2022, sia destinata a contributi in favore delle micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa nei Comuni aventi almeno il 45% della propria superficie compreso all’interno di una Zea, che svolgono attività economiche eco-compatibili.

Un’altra quota dei proventi delle aste di CO2 sarà destinata al rifinanziamento del Fondo per le esigenze di tutela ambientale connesse al miglioramento della qualità ambientale dell’aria e alla riduzione delle emissioni di polveri sottili in atmosfera. Infine viene reintrodotta la possibilità di attribuire ogni anno il titolo di “Capitale verde d’Italia” ad una città italiana, capoluogo di provincia, sulla base di una procedura di selezione definita con un decreto del ministro dell’Ambiente e un programma sperimentale sugli ecocompattatori di bottiglie di plastica per i comuni con fondi pari a 2 milioni per il 2019, 7 milioni per il 2020, e 7 milioni per il 2021.