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Il clima spacca la Terra: gelo in Europa, caldo record nell’Artico

Il bollettino del Copernicus Climate Change Service racconta un mondo climaticamente sbilanciato. Cosa dimostrano questi dati?

Il bollettino sul clima del Copernicus Climate Change Service (C3S) descrive un pianeta spaccato in due. Da un lato, l’Ue e gli Usa sono nella morsa del gelo. Dall’altro, l’Artico si riscalda sempre più. Dati che suggeriscono che i fenomeni climatici saranno sempre più violenti, improvvisi e geograficamente sbilanciati.

CLIMA, UE E USA NELLA MORSA DEL FREDDO

Nel corso di gennaio l’Europa ha vissuto settimane di gelo intenso, che ha colpito duramente i Paesi Baltici e la Russia europea. La temperatura media ha toccato -2,34°C (ben 1,63°C sotto la norma). Per ritrovare un gennaio così rigido nel Vecchio Continente bisogna tornare indietro al 2010. Un record che non è il segnale di un’inversione del riscaldamento globale, ma è il risultato di un sistema atmosferico “impazzito”.

COSA C’ENTRA LA CORRENTE A GETTO

L’Europa e gli Usa hanno vissuto un inverno polare per colpa della corrente a getto polare (jet stream). Quest’anno, invece di scorrere veloce e tesa per confinare il freddo al Polo Nord, è diventata “ondulata” e debole. Le ampie oscillazioni hanno creato un effetto “frigo-aperto”. La minore intensità della corrente a getto polare ha fatto sì che l’aria gelida artica scivolasse indisturbata verso sud, investendo Nord America, Siberia ed Europa.

Al tempo stesso, mentre il freddo scendeva dal Polo Nord, l’aria calda risaliva verso nord, portando temperature eccezionalmente alte in Groenlandia e nell’Artico canadese.

CLIMA, LA FEBBRE DEL PIANETA CONTINUA

I dati globali del bollettino climatico del Copernicus Climate Change Service (C3S) confermano la febbre del Pianeta. A gennaio 2026 la temperatura media globale ha raggiunto 12,95°C, aggiudicandosi il titolo di quinto più caldo di sempre. In altre parole, il mondo è sempre più vicino alla soglia critica. Attualmente siamo a +1,47°C rispetto all’era pre-industriale, vicini al limite di 1,5°C stabilito dagli Accordi di Parigi.

Un dato che ha effetti anche sui ghiacci che coprono la Terra. L’estensione del ghiaccio marino artico è la terza più bassa della storia satellitare (-6% rispetto alla media).

EUROPA DIVISA TRA ALLUVIONI E SICCITA’

Il meteo di gennaio si è distinto anche per il carattere estremo nelle precipitazioni. Mentre l’Europa centrale restava all’asciutto, l’area mediterranea e atlantica hanno fatto i conti con l’acqua. Spagna, Italia, Balcani, Irlanda e Regno Unito sono stati colpiti da piogge torrenziali che hanno causato inondazioni e danni significativi alle infrastrutture.

“Quello che vediamo non è un ritorno al passato, ma la nuova instabilità climatica,” spiegano gli esperti.

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