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Pnrr, Eni ci prova con stoccaggio Co2 in Adriatico. Bessi (Pd): Contenimento emissioni passa per innovazione

Emissioni

Bessi: Occorre a fianco alla materia legislativa regolatoria insistere e promuovere l’innovazione industriale e delle tecnologie.

Prosegue il progetto Eni di stoccaggio geologico di anidride carbonica in Mare Adriatico. Il Cane a sei zampe ha infatti presentato un’istanza di autorizzazione (prot. n. 17286) al ministero della Transizione ecologica lo scorso 31 maggio per chiedere l’attivazione del programma sperimentale presso la concessione ‘A.C 26 EA’ di proprietà di Eni che è unica titolare della concessione di coltivazione ubicata in Mare Adriatico, Zona A, e riguardante i “livelli esauriti del campo Porto Corsini Mare”, come si legge nel Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse (Buig).

BESSI: D’ACCORDO SU STRATEGIA RICERCA E SVILUPPO E PROGETTI SPERIMENTALI

“Il dibattito sul contenimento della CO2 è un tema mondiale. Tanti i progetti di ricerca e sviluppo e i progetti sperimentali. La strategia di Eni va in questa direzione e non posso non essere d’accordo su quanto i servizi a monte, efficienza energetica, e a valle, servizi industriali di contenimento delle emissioni, passano dalla tecnologia avanzata, digitale e innovativa per un giusto mix che porti verso la neutralità tecnologica e l’abbattimento della CO2”, ha commentato a ENERGIA OLTRE Gianni Bessi, consigliere del Pd in Emilia Romagna ed esperto di energia. “Solo pochi giorni fa l’analisi pubblicato dal Financial Times – della Kempen Capital Management UK in cui si prospettava un’ipotesi del prezzo della CO2 di 75 dollari alla tonnellata che avrebbe conseguenze fino a un crollo del 20% del valore azionario delle aziende ‘colpite’ – pone una riflessione su come coniugare sostenibilità ambientale con la sostenibilità economica e sociale. A forza di parlare della CO2 ormai è la Regina del mercato e si comporta come una qualsiasi commodities il suo prezzo schizza alle stelle e la speculazione avanza. Non serve generalizzare o agire solo in fase di urgenza”.

DA REGOLATORIO IMPATTO ‘PAZZESCO’ SU ECONOMIA

Secondo Bessi, dunque, “la materia regolatoria ambientale e energetica ha un impatto pazzesco nella nostra economia. Per esempio il tema ETS e il nuovo meccanismo di scambio ai confini (su cui a livello Ue ha la delega il Commissario Gentiloni) è un tema a cui occorre prestare attenzione. E non riguarda solo i settori industriali hard to abate. Un esempio a livello Ue è rappresentato dall’assurdità del limite dei 20MW installati per i generatori di vapore, quando alcune aziende agroalimentari usano una parte dei MW, (10 MW, nda) solo per 1,5 mesi all’anno per la campagna pomodoro. Questo li obbliga a rientrare nell’ETS e a comprare quote EUA ormai per centinaia di migliaia di euro. Per una cooperative Agroindustriale a Ravenna significa mettere a bilancio 2020 centinaia di migliaia di euro che poi non distribuiscono ai soci”.

Insomma, conclude Bessi “la materia regolatoria ambientale e climatica non è (e non può essere solo) un gioco unidirezionale sul giusto target della riduzione delle emissioni europee e globali ma va seguita anche come un processo di ‘regolazione’ della competizione tra sistemi e filiere produttive. Nei documenti oggi del governo e del Mef (ad esempio sulla Transizione ecologica) si parla di spostare la tassazione dal lavoro all’ambiente. Slogan efficace ma che non capisco perché non è accompagnato da nessun dato. E soprattutto da nessun confronto. Se spostiamo solo la tassazione dal lavoro all’ambiente occorre fare attenzione perché questo comporta un inevitabile effetto inflattivo. Inoltre resta sul tavolo il tema di una educazione alla sostenibilità. È un grave errore voler far credere che questa svolta possa essere gratuita. Non è così… un costo prima poi deve diventare un prezzo. Occorre a fianco alla materia legislativa regolatoria insistere e promuovere l’innovazione industriale e delle tecnologie. Per esempio pensare a una politica di finanziamento simile a quella ‘industria 4.0’ dedicata al tema del contenimento della CO2″.

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