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Codice della Strada, De Lorenzis (M5s): Con nostri emendamenti più sostenibilità e sicurezza per chi usa monopattini

Mobilità

Il deputato M5s: “Tra le novità la misura che rende possibile effettuare servizio taxi anche con motocicli e velocipedi, attività già ampiamente sperimentate in altre capitali europee e grandi città”

Mobilità più sostenibile e maggiore sicurezza sulle strade grazie alle novità su monopattini e sul servizio trasporto taxi che da ora in poi sarà possibile effettuare anche attraverso motocicli e velocipedi. Sono stati infatti approvati in Commissione Trasporti alcuni emendamenti al Dl Infrastrutture proposti dal Movimento 5 Stelle che modificano in parte il codice della Strada.

“I monopattini hanno un grande impatto ma non abbastanza grande e questo vale per tutte le forme di mobilità più sostenibili – ha commentato a ENERGIA OLTRE Diego De Lorenzis deputato M5s della Commissione Trasporti della Camera -. La pietra miliare in ambito urbano è soprattutto il trasporto pubblico su cui però il nostro paese è carente a causa di decenni di scarsi investimenti rispetto agli incentivi all’auto privata. C’è una parte consistente del paese rappresentata in Parlamento che considera tutto ciò è sulla carreggiata e non è un’automobile, di assoluto intralcio come bici e monopattini. Tuttavia, quando si chiedono corsie o stalli dedicati al posto delle vetture, non c’è ugualmente consenso e in modo surrettizio, per farli sparire della circolazione, si chiedono casco, targa e assicurazione, oltre a limiti di età, patentino e divieto di circolazione notturno. Ma misure simile finiscono per mandare in fumo gli investimenti dei privati nel nostro paese creando disagio a chi si sta abituando da un paio di anni a usare bici e monopattini”.

IL SUPPORTO DEL MINISTRO

“Per fortuna – ha proseguito De Lorenzis – siamo riusciti a scongiurare queste misure anche grazie al supporto del ministro che non è voluto tornare indietro sulle scelte fatte, anche se siamo dovuti scendere a compromessi, ad esempio con la riduzione della velocità a 20 km/h atteso che questa riduzione era concordata con operatori e i comuni a condizione che le città fossero a ‘30 km/h’ come sta accadendo nelle città francesi e in Spagna. Per garantire sicurezza, insomma, non c’è bisogno del casco per tutti”.

CHI GUIDA IL MONOPATTINO È VITTIMA DI CHI GUIDA MEZZI

Lo stesso dicasi per assicurazioni e targa: “Non sarebbe cambiato nulla per gli incidenti: chi guida il monopattino è nella maggior parte dei casi vittima di chi guida mezzi più grandi. Eppoi perché in città l’eccesso di velocità non viene punito – ha ricordato il deputato M5s -. L’Istat ci dice che il 75% degli incidenti, dati 2019, avviene proprio in città e che non avremmo centrato nel 2020 l’obiettivo europeo di riduzione del 50% degli incidenti rispetto al 2010 se non ci fosse stata la pandemia. Senza dimenticare che sempre nel 2019 ci sono stati 3.173 morti e le principali tre cause di incidenti sono state la distrazione alla guida, la mancata precedenza e l’eccesso velocità: come dire cioè che nessuna causa sarebbe stata arginata con i provvedimenti che altri volevano avanzare. Tra l’altro l’Istat ci dice che paradossalmente il monopattino è uno dei mezzi più sicuri in città. Anzi, chi guida un monopattino mette più a rischio la propria vita che non quella degli altri”.

DAL 2024 MONOPATTINI CON INDICATORI DI DIREZIONE

D’altronde, ha ricordato De Lorenzis, “i dati sharing ci hanno mostrato che la percorrenza media nel 2020 rispetto al 2019 è passata a circa 4 km, confermando di fatto che il fenomeno ludico e di novità è passato e che mettere una tassa come l’assicurazione non sarebbe stato giusto. Abbiamo convenuto, invece, che dal 2024 i mezzi siano dotati di indicatori di direzione e ribadito quanto già previsto in diverse norme distribuite su vari interventi legislativi e cioè che non si può andare in due, non si possono trasportare cose, farsi trainare da animali, non si può andare contromano, che i monopattini sono equiparati alle bici e in caso di aree pedonali la velocità massima consentita è di 6 km/h e comunque va adeguata alle condizioni di densità di pedoni e di monopattini oppure vanno condotti a mano solo qualora si crei intralcio o pericolo ai pedoni o sia disposto così dal comune. Inoltre abbiamo inasprito le sanzioni a chi trucca i motori abbassando la soglia da 2 a 1 kW e prevedendo la confisca del mezzo. Insomma ci sono tutti i presidi di sicurezza necessari. Siamo convinti che i comportamenti scorretti non dipendano dal mezzo – ha precisato il deputato M5s – ma da una scarsa attenzione dei cittadini al rispetto del Codice della strada a prescindere dal mezzo che usano”.

IN MANOVRA PROPORREMO UNA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE SU SOCIAL E MEDIA

Per questo, ha aggiunto “avevamo chiesto anche una campagna di informazione ministeriale su social e media tradizionali che non aveva però le coperture necessarie e che riproporremo in legge di bilancio perché riteniamo che la sensibilizzazione sulle conseguenze dell’uso scorretto dei mezzi sia fondamentale”.

Altro tema quello della sicurezza stradale su cui però ci sono poche novità: “Avevamo chiesto maggiori sanzioni per l’uso di smartphone e di social ma questo non è stato accettato da una parte delle altre forze politiche; avevamo chiesto il divieto di fumo alla guida, di sanzionare l’eccesso di velocità in ambito urbano con la decurtazione dei punti ma anche maggiori controlli sull’uso di sostanze stupefacenti e alcool. Purtroppo non c’è stata una maggioranza per l’approvazione delle misure ma riproveremo in futuro in altri provvedimenti” ha ammesso De Lorenzis.

IN TAXI ANCHE IN MOTO E BICICLETTA

Importante invece è la misura che rende possibile effettuare servizio taxi anche con motocicli e velocipedi, attività già ampiamente sperimentate in altre capitali europee e grandi città. “Su questo punto scontiamo un evidente ritardo nel trasporto pubblico: il nostro paese è passato dal 1980 a oggi da 20 a 40 milioni di auto private. L’obiettivo anche pensando all’elettrificazione dei trasporti dovrebbe essere la riduzione del numero automobili – ha sottolineato il pentastellato -. Lo abbiamo visto in pandemia quanto è utile riqualificare le zone urbane. Per fare ciò ci sono una serie di misure complementari che potrebbero aiutare anche in chiave turistica come appunto il servizio taxi tramite motociclette o biciclette con tariffe calmierate. Per il momento comunque non abbiamo messo percentuali, ogni comune deciderà da sé quante licenze attribuire. E ai tassisti dico che la fetta di mobilità è così ampia che il servizio di trasporto pubblico non di linea può essere un’alleato importante con una domanda basata sul fatto che se si disincentiva l’auto privata non si avrebbe un contraccolpo ma un aumento delle corse, bisogna però cambiare la mentalità”, ha concluso De Lorenzis.

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